Cinema

Codice Genesi (The Book of Eli)

Innanzi tutto il titolo. Il Libro di Eli, questo sconosciuto.
Perché chiamarlo semplicemente Il Libro di Eli?
Non saprei, visto che il film è costruito sul valore simbolico di un libro, in che altra maniera vorreste intitolarlo ‘sto film?
Ci sono! Lo chiameremo Codice Genesi, in modo da attirare lo spettatore con la promessa sì di un film apocalittico, ma in salsa biogenetica alternativa, che fa tanto segreta speranza per la rinascita dell’umanità.
Il Codice Genesi sembra tanto la Chimera di Mission: Impossible. Denzel Washington diventa Tom Cruise e un film di possibile desolazione diventa tutt’a un tratto, un action/sci-fi/thriller.
Ma il film resta, purtroppo, quello che è: Il Libro di Eli.

***

L’Intreccio. Una specie, diciamo

Eli (Denzel Washington) è il Viaggiatore, un guerriero misticheggiante diretto verso una terra straniera che egli riconoscerà non appena la vedrà. Eli porta con sé un libro importante per l’anima dell’uomo. In esso non vi sono, infatti, segreti di fisica o chimica per ricostruire il mondo distrutto dalle esplosioni nucleari, ma la Parola, dalla quale, secondo una certa tradizione, tutto ha avuto origine.
Carnegie (Gary Oldman) sa benissimo che con il potere della Parola egli può, molto ipoteticamente, costruire un impero fatto di uomini e, allo stesso tempo, il suo futuro da Leader dei rimasugli di umanità perduta, e così sguinzaglia i suoi cani da guerra (analfabeti) per cercare proprio quel Libro.

***

Riflessioni

Un giorno o l’altro dovrò scriverlo un certo articolo. Sul motivo per il quale i cineasti si ostinano a trattare gli spettatori come fossero degli imbecilli. Un po’ come il princeps faceva con la plebe all’anfiteatro Flavio: diamo loro belve (cattivi da operetta) da guardare e pane da mangiare. E ce li terremo buoni.
Qua l’unica differenza è che il pane (popcorn) ce lo dobbiamo comprare noi. E che costa anche caro. Te lo fanno pagare a peso d’oro, quegli stronzi.
Per il resto, si assiste a La Storia. Sempre quella. Inframmezzata da scene non solo già viste, ma ormai ridicole per chiunque abbia un po’ di sale in zucca, anche per coloro i quali la conoscenza cinematografica non vada al di là di Cento Vetrine. Lì, anzi, stanno costruendo stereotipi meno palesi.
Guardate, non ne faccio una colpa neppure al quindicenne di turno se, dopo averlo visto, si è gasato ed è uscito dal cinema con la consapevolezza (ingannevole) di aver assistito ad un ottimo spettacolo. Persino il quindicenne ha i suoi punti di riferimento, ma manca di profondità critica. Il suo richiamo è Fallout 3, magari anche ignorando i primi due. Io che di anni ne ho più del doppio dico Mad Max e Ken il Guerriero. Più il secondo del primo, a dire il vero. Se si considera l’idiozia intrinseca di alcuni passaggi del tutto assente in Mad Max, ma tipica di Kenshiro.
Alcuni critici, persino alcuni blogger tendono a soprassedere di fronte a certe sequenze scontate. La scusa è: bisogna considerare il target di riferimento del film.

Ma perché? Ma chi l’ha detto che gli adolescenti sono così coglioni da non apprezzare scene più profonde? Chi l’ha detto che il cattivo al cinema deve essere una iena ridens? Che ride, per l’appunto, e spara stronzate, mentre gli converrebbe uccidere il protagonista?
E il protagonista, poi, che lo sa benissimo di avere a che fare con un nemico idiota, conta proprio su questo per portare a casa la sporca pellaccia.
Qua non è questione di target di riferimento. È questione di essere trattati alla stregua di idioti, da cineasti che credono di possedere virtù artistiche e morali e si prendono il diritto di spappolarci le palle con retorica stantìa. È proprio questo il punto.
Denzel Washington è un attore che stimo. Ma, per carità, perché prestarsi a tutto questo?
Già il primo scontro è oltraggioso per l’intelligenza di chiunque. Abbiamo una donna malmessa e sudicia che chiede aiuto in un luogo adatto per un agguato. Arriva Eli. Chissà che succederà?
Un agguato. E via con le scene alla Kenshiro, dove i cattivi anziché attaccare come belve feroci, cazzeggiano, ovvero ridacchiano come imbecilli e fanno proclami da duri del Roadhouse per poi finire squartati da Eli.
Da Oscar.
E poi Eli è un duro. È tutto d’un pezzo. Uno che può andare a puttane gratis e non lo fa. Perché è un frate senza saio. Anzi, di più. Dovunque passi, ricresce l’erba.
Gary Oldman. Ovvero Carnegie, l’ultimo uomo istruito. Boss del quartiere. Non sia mai che il boss sia una persona seria e responsabile, no! Deve essere il solito cretino, appena un gradino più su rispetto alla feccia di cui ha il comando, non si sa bene il perché. Il solito cattivo che compie una scelta sbagliata dopo l’altra, fino alla fine. E che, come tutti i cattivi perdenti, quando ha la possibilità di uccidere l’eroe, si fotte il cervello e non lo fa, perché altrimenti finisce il film.
Mila Kunis. Ecco, Mila Kunis è un personaggio interessante. Perché interessante? Perché effettivamente non si capisce che ci sta a fare in questo film. Non tanto l’attrice, che, per quanto bella, non è che brilli per bravura, ma il suo personaggio, Solara. Chi é? Che fa? È una barista, una prostituta in erba? Una ribelle? Boh. Resta il fatto che, non appena il virtuoso Eli la rifiuta sessualmente, Solara si ringalluzzisce subito, trasformandosi in un’antipatica e impicciona compagna di viaggio.
E via di combattimenti in combattimenti, tra violenze edulcorate che fanno ridere i polli, tentati stupri, tanto per suggerire l’idea che il futuro è bestiale, risse da bar (non ci credo) e vecchietti cannibali con annesso divano dal doppio fondo che cela il paradiso delle armi.
Ultima chicca. Dove è diretto Eli?
E dove può mai essere diretto se non a Ovest?
Il selvaggio West. La frontiera. Il Mito. Il clichè.
Basta, adesso.

Kick-ass writer, terrific editor, short-tempered human being. Please, DO hesitate to contact me by phone.
  • Eccomi…
    Guarda, di Birthday Girl non ricordo nemmeno benissimo la trama, ma all’epoca non m’aveva detto proprio nulla, c’era giusto Nicole, appunto.

    L’archivio film l’ho visto, tornerò… 😉

  • Grandissima, Aurora!
    Perché ti piaceva Ken il Guerriero e perché mi rispolveri vecchi post!

    😉

    E stai tranquilla che col nuovo plugin dei commenti, i tuoi interventi non rischiano di passare inosservati. Ho persino tolto la moderazione… sto diventando più liberale…

    Fai pure, scrivi tutti i commenti che vuoi, contesta, protesta, inneggia a Denzel Washington… Qua sei la benvenuta in ogni caso.
    Forse ti sarà d’aiuto spulciare tra gli indici per trovare l’archivio dei film che ho recensito, se non l’hai già notato.

    P.S.: a me “Birthday Girl” non dispiace, pensa un po’… Sarà che c’è Nicole. ahahahhaha

    😆

  • Ha ha ha! Fico, sarò l’unica a parlar bene di questo film… si capisce che non sono una grande esperta, ma quest’anno sto cercando di recuperare (cfr il P.S.). 😛

    Anche a me ha ricordato di netto Mad Max e Ken il Guerriero (serie animata che mi è piaciuta da matti all’epoca delle scuole superiori), quindi siamo d’accordo, l’ambientazione non ha nulla di originale.
    Però Denzel Washington è Denzel Washington, e rende comunque piacevole la visione.
    Ecco, forse il mio difetto è questo: quando un attore mi piace, si abbassa il mio “livello di criticità”.
    Stessa cosa mi accade con Nicole Kidman (forse te ne avevo già parlato?): Birthday Girl è un film insulso, ma lei è sempre divina…

    Poi, ok, c’è da dire che non ho pagato nulla per vedere questo film e non avevo nemmeno grandi pretese, quindi ho passato comunque una serata piacevole.

    Ah, concordo sulla incomprensibilità della scelta del titolo in italiano… Che diamine c’entra?!?

    P.S.: Perché arrivo solo ora a commentare questo post? Beh, perché ho visto The Book of Eli solo ieri sera… Anzi, aspettati qualche altra incursione in post vecchi prossimamente, perché mi sto pian piano facendo una cultura cinematografica!

  • […] quanto pare Codice Genesi a.k.a. The Book of Eli è da considerarsi riuscito in qualcosa. Nella fattispecie, giudicato […]

  • […] Matteo Poropat, con questo intervento, mi ha dato lo spunto per scrivere quest’articolo. Una breve parentesi dal cinema quotidiano. Riporto di seguito la parte saliente, se volete leggere l’intero commento andate qui. […]

  • Figuriamoci!

    E’ sicuramente utile allo spettatore avere più punti di vista che, se simili, contribuiscono a rafforzare l’idea che quel parere sia più possibile oggettivo.
    Le disamine che hai fatto in passato di certi fenomeni cinematografici, gli elenchi e le classifiche di film di genere, sono interessanti e, come ti ho già detto, ben scritte e ben strutturate.

    La mia è proprio una risposta a lavori validi come il tuo, che emergono di spanne rispetto la semplice recensione e al poco tempo che ho e che preferisco dedicare a lavori più sensati, a mio parere, che a dire perché un film fa schifo. Non che tutti i film di genere che ho visto ultimamente mi abbiano così deluso eh… c’è stato, per esempio… c’era un film che mi è piaciuto eh, c’era… al cinema, poco tempo fa… ci penso e te lo so dire… forse…

    • Spero di non aver dato l’impressione di essermela presa. Volevo essere ironico. 🙂
      Io ti ringrazio tantissimo per i complimenti e soprattutto per i tuoi interventi che sono sempre interessanti e ben motivati.
      Mi hai dato anche lo spunto per un nuovo articolo che pubblicherò tra pochissimo!
      😉

  • Io ho smesso proprio di scrivere recensioni di film che vedo. Da una parte perché ce ne sono tante in giro che ormai dicono più o meno quello che penso io, siti come Malpertuis che li analizzano fino alle ossa e non ritengo di avere le capacità per fornire nulla di più di quanto già non si legga.

    E, soprattutto, perché lo trovo tempo perso.

    Questo film a me ha fatto dormire. Era tanto che non pisolavo al cinema ma nei lunghi passaggi lenti e inutili nella “nuova frontiera” del mondo devastato dall’ennesima riproposizione della terza e ultima guerra, ho ronfato.

    Ho dormito perché ho visto Mad Max e me lo ricordo ancora.

    Perché ho quasi finito Fallout 3, mi dispiace ragazzi, ma quelle autostrade interrotte e sbrecciate, le ho percorse in lungo e largo.

    Ho pisolato di brutto perché la tipa fika che diventa portatrice della Parola è più “fumettosa” di Green Goblin.

    E tornato a casa volevo eh, volevo scrivere la recensione. Ma ho ripensato alla faccia di Eli in primo piano con la pellicola desaturata, al cattivo che canticchia la canzoncina tratta da un vecchio Western.
    Al saggio canuto e buono che li accoglie ad Ovest.

    E mi son guardato “Lo chiamavano Trinità”, che tra fagioli, risse nei saloon e uomini di frontiera, avrebbe di che insegnare pure a Eli.

    • Mi stai suggerendo di chiudere bottega? 😉

      Io mi ci diverto ancora, a parlare e sparlare dei film. Nonostante il contributo di Malpertuis.
      C’è da dire, però, che anch’io sto notando una certa stanchezza generale, nell’attività di moltissimi blogger, causata, a mio avviso, sia dalla scarsa qualità dei prodotti esaminati (che siano libri o film o quant’altro), sia dalla penuria di novità. In breve, si finisce per parlare tutti della stessa cosa, tutti male o tutti bene. Le posizioni contrapposte sono ormai rare.
      Poi, penso che, presto o tardi, anche i film del passato, che ogni tanto io ripesco, finiranno. E mi chiedo, che succederà?
      Ma non credo di essere pronto a fornire un’alternativa a questo uniformarsi dei blog. Non ancora, almeno.

    • 12 anni ago

    Bon, dai, già dal trailer sembrava la solita americanata del bum bum bang bang, con il protagonista super macho che se la tira da spavento. Non mi stupisco del verdetto.

    • @ Fester
      No. Non fa nemmeno ridere. Però, aspetta! Fammici pensare… uhm, sì! Quando Eli e Solara sono ospiti della coppietta di vecchietti mangiauomini ci sono alcuni momenti di grande ilarità involontaria!

      @ Izzy
      Neanch’io mi aspettavo niente di meglio. Ma mi diverto a stroncare, ogni tanto… 🙂

    • 12 anni ago

    Io confidavo molto in questo film!
    elgraeco, ma questo film fa almeno ridere?
    Dimmi di si 😀

  • Per fortuna non c’erano i “cattivi” delle fiction RAI… Ci sarebbe stato da piangere, altro che ridere!

  • Io di film ispirati alla solita morale teo-con ne ho piene le tasche.
    Mi è bastato Legion.
    Questo lo salto alla grandissima.

    • Fosse solo quello il problema!
      Il disgusto maggiore sta nella superficialità con la quale hanno trattato tutto il resto.