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Un film senza sceneggiatura

by Germano on 03/12/2009
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Ammetto che ogni tanto la realtà riesce a sorprendere ancora. Specie quando si apprende da Jeff Bridges (Obadiah Stane) che Iron Man (2008) è stato girato senza uno straccio di sceneggiatura, ma potendo contare solo su un outline, ovvero su un abbozzo, vale a dire un canovaccio. Ecco lo stralcio dell’intervista:

We’re all just fuckin’ around
[…]
They had no script, man. They had an outline. We would show up for big scenes every day and we wouldn’t know what we were going to say. We would have to go into our trailer and work on this scene and call up writers on the phone, ‘You got any ideas?’ Meanwhile the crew is tapping their foot on the stage waiting for us to come on.”

Bridges, director Jon Favreau and Robert Downey Jr. would literally act out sequences during primitive rehearsals, Downey taking on Bridges’s role and vice versa, to find and essentially improvise their way to full scenes, the actor recounts. Bridges says that the entire production was probably saved by the improv prowess of the film’s director and star.

“You’ve got the suits from Marvel in the trailer with us saying, ‘No, you wouldn’t say that,'” Bridges continued. “You would think with a $200 million movie you’d have the shit together, but it was just the opposite. And the reason for that is because they get ahead of themselves. They have a release date before the script, ‘Oh, we’ll have the script before that time,’ and they don’t have their shit together.

“Jon dealt with it so well,” Bridges continues. “It freaked me out. I was very anxious. I like to be prepared. I like to know my lines, man, that’s my school. Very prepared. That was very irritating, and then I just made this adjustment. It happens in movies a lot where something’s rubbing against your fur and it’s not feeling right, but it’s just the way it is. You can spend a lot of energy bitching about that or you can figure out how you’re going to do it, how you’re going to play this hand you’ve been dealt. What you can control is how you perceive things and your thinking about it. So I said, ‘Oh, what we’re doing here, we’re making a $200 million student film. We’re all just fuckin’ around! We’re playin’. Oh, great!’ That took all the pressure off. ‘Oh, just jam, man, just play.’ And it turned out great!” (da InContention.com)

  Jeff Bridges

Jeff Bridges

In pratica lui, Jeff Bridges, Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow e il regista Jon Favreau si buttavano giù dal letto alla mattina per ritrovarsi sul set sperando di trovare qualche battuta da recitare, altrimenti ci andavano sotto di improvvisazione, guardando alla data di uscita già fissata.
Iron Man è un buon film, forse anche qualcosa di più. Va bene, i puristi storceranno il naso e potrebbero obiettare che, al suo interno, ci sono i soliti scontatissimi stereotipi, vedi i terroristi macchiette e anche mezzi scemi che si fanno costruire un’armatura sotto il naso senza accorgersene, però il film deve essere fumettoso, necessariamente, e la simpatia degli attori, Downey in primis, ma anche la Paltrow e, soprattutto lo splendido lavoro con gli effetti speciali, compensano di gran lunga i difetti per ottenere alla fin fin un prodotto ben oltre la media, divertente, non serio, ma spettacolare. Il migliore, credo, tra i film basati sull’universo Marvel.
Se questo è il film, nascono spontanee alcune considerazioni, alla luce delle dichiarazioni di Bridges. Se si è riusciti a mettere insieme un film di questo livello senza sceneggiatura, ossia improvvisando scene e dialoghi, cosa sarebbe potuto essere Iron Man con la sceneggiatura?
Il ruolo degli sceneggiatori è fondamentale come si pensa?
Personalmente, essendo io un sostenitore della spontaneità del racconto, questa notizia mi fa ridere a crepapelle, specie quando penso ai Signori Precisini Soldati di Jonathan Prichard Cultori della Forma e dell’Esattezza sopra ogni cosa.
Avete sentito? Iron Man non è cinema, ma teatro! E’ purezza d’intenzione, possibilmente, e abilità di adattamento e improvvisazione. Cazzo, fossi stato un attore avrei pagato di tasca mia per avere un’occasione così, per dimostrare di avere le palle quadrate e di saper recitare sul serio, senza un minimo di preparazione.
In breve, quest’episodio si avvicina al mio sogno. Scrivere così come viene, senza catene. D’accordo, d’accordo, il mio tono è alquanto provocatorio, lo so bene, ma ora non ve ne uscite con la solita menata (giusta, fondamentalmente, e lo ripeto pure, GIUSTA) che per fare un lavoro qualsiasi, soprattutto lo scrittore, bisogna conoscere il mestiere… qui si sta parlando di sogni, va bene? Di cose che capitano una volta ogni milione. Lasciatemi godere in santa pace senza scassare gli zebedei.
Certo, questa, sempre che tutta la storia sia vera, è stata una scommessa un po’ più che azzardata. Qui in gioco c’erano 200 milioni di dollari di produzione che, fossero andati sprecati, sarebbero stati ficcati a forza (quelli del monopoli) nel deretano dei responsabili, ma così non è andata e alla fine il risultato lo conosciamo tutti.
Sembra tanto che il cinema abbia ancora un po’ di magia residua da raccontare…

altre fonti: io9, WorstPreviews

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