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Skyline (2010)

by Germano on 20/01/2011
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Ieri vi ho promesso che sarei tornato alla normale routine del blog, Survival Blog permettendo.
Bene, dato che mi esprimo come Ambra (prima prometto e poi mantengo), almeno a quanto dice McNab, ieri ho visto Skyline (2010).
Solo un’altra volta mi sono sbilanciato trattando di un film, su B&N.
Non credo di rovinare la festa a nessuno scrivendo che Skyline è una cagata di film.
Per la serie, prendiamo dieci milioni di dollari, pochi in verità, ottimi effetti speciali e poi due sceneggiatori che non so quanti anni abbiano, ma devono essere se non adolescenti, due Peter Pan cresciuti a b-movie e fumetti e gli facciamo partorire quello che, non so a voi, ma a me sembra il pilota di un telefilm, piuttosto che una cosa a sé stante.
Non foss’altro perché il finale promette uno scandaloso seguito.
Skyline è fatto sul nulla. O meglio, su determinati predecessori di successo nel campo della fantascienza guerresca, pretendendo non so, di sbancare con un intreccio che definire tale è un insulto alle soap opera tipo Beautiful.
A ‘sto punto, avrei preferito vedere Ridge e Brooke, in una delle loro infinite crisi matrimoniali, con corna da una parte e dall’altra, ri-sposarsi per la miliardesima volta sullo sfondo dell’invasione aliena dalle luci blu.
Pensateci.

***

La luce dei defunti

[contiene qualche spoiler, ma il gran finale no; quello ve l’ho risparmiato]

C’era quella cosa in IT di Stephen King, la luce dei defunti. Un nome evocativo, in grado di dispensare se non brividi, almeno una piacevole sensazione di morboso e venefico sovrannaturale. Quella luce che, se guardata intensamente, ti fa diventare i capelli bianchi.
Ebbene, gli alieni utilizzano una versione upgradata della stessa, per imbambolarci e catturarci e nutrirsi del nostro cervello di scimmia semifreddo… ah, no, quello era il Maharaja di Penkott. Ma più o meno siamo lì.
Che poi, si sa, a Los Angeles sono tutti ricchi e fighi, basta essere dei maghi nel campo degli effetti speciali e ci si può comprare un attico con bella vista sulla piscina e strafighe siliconate annesse.
Party da mane a sera. E ci si può permettere il lusso di invitare un amico e la sua fidanzata, provenienti da qualche oscura provincia continentale, e offrire a lui una collaborazione e fior di quattrini su non si sa cosa.
Ma tanto, che importa?
Un bel flash-forward ci ha mostrato le luci piombare nottetempo su L.A. e cominciare a fare razzia di umani…

***

Supermercato Terra

Ora, a parte la scelta omicida (della suspense) di mostrare tutto, prima. Perché cazzeggiare venti minuti buoni, se non di più, offrendo uno spaccato inutile di vita vissuta?
Inconcepibile. Si parla di ogni cazzata possibile con attori che, è vero che sono dei cani, ma in un vanto di neo-realismo, perché certi personaggi, in certi ambienti, li si immagina esattamente così, vuoti, come i sacchetti della spazzatura a inizio della giornata. E che fanno anche riflessioni stolide, giusto per non farsi mancare nulla, a partire dalle impressioni e dal modo dilettantesco di introdurre personaggi che, di lì a poco, insospettabili, diverranno protagonisti, per quanto insulsi.
Sia come sia, arrivano le luci e con esse gli alieni, di varia forma e misura. E inizia un tripudio di idiozie assortite.
A quanto pare gli alieni cacciano gli umani per nutrirsi del loro cervello. Tutto qui.
Sono arrivati fin qui sulla Terra per nutrirsi. Ok, ci può stare, anche se è una roba neanche più stantìa, ma mummificata.
Ma facciamo finta di niente e stiamo a guardare, magari migliora.

***

Mai usare le radiazioni sui terrestri

Alcuni alieni sono grossi, grossissimi, per non dire enormi. Altri sono piccolini e ricordano le aggressive seppie meccaniche di Matrix. Ognuno di essi, quindi, caccia a seconda del proprio peso o velocità. Poi ci sono le astronavi (?) che, invece, fanno da aspiratori di scimmie parlanti.
Nessuno di loro è molto sveglio, però. Infatti, fin da subito appare evidente che basta starsene chiusi nei propri appartamenti per salvarsi. Ma si sa, neanche gli umani brillano in quanto a doti intellettive, specialmente di questi tempi.
Inizia il valzer delle ovvietà nel gruppetto si superstiti. Chi vuole andarsene raggiungendo, chissà come, una barca (!) dopo aver attraversato tutta Los Angeles che, se non lo sapete, è infinita in quanto a estensione territoriale. C’è, invece, chi vuole restare: l’uomo saggio che fa il custode (?) del palazzo.
Bla, bla, bla, c’è la coppia in crisi che ha appena scoperto di dover crescere, e alla svelta, e ci sono i superpoteri.
Infatti, gli alieni non sono consapevoli che la razza umana ne sa una più del diavolo. Se avessero letto più fumetti, d’altronde, avrebbero subito capito che alcuni di noi, se esposti a radiazioni, sostanze velenose, punti da un ragno, robe così, insomma, tendono a sviluppare doti uniche e a usarle per metterlo in quel posto agli invasori… anche perché le atomiche non servono a nulla. Quindi, caro Fermi, ti sei spaccato il culo per niente, tu e i tuoi amichetti in via Panisperna, te lo dico io.

***

Anatre

E poi, che altro volete sapere? Questo è il tipico film che va forte. Infatti, qualche utente/recensore su IMDb gli ha persino dato dieci (!) stelle.
Buoni effetti speciali, ma ormai, data la qualità media, ‘sta cosa non è più un discriminante, tanto meno un valore aggiunto.
Pessima recitazione, o meglio non-recitazione. Cento Vetrine è una paraculata, al confronto, per capirci.
Assenza totale di script.
Dialoghi che risentono dell’idiozia di un’intera epoca, la nostra. Putroppo.
Voi spettatori, ve l’ho già detto, non dovete ragionare, perché è troppo faticoso, dovete starvene lì, con la bocca aperta, a farvi rimpinzare di cibo scadente, come le anatre in batteria. Cosa inumana, sicuro. Ma, ehi, non si può dire che vi abbiano lasciati morire di fame.

Link utili:
La recensione di Alex
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