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V (2010)

by Germano on 07/08/2009
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"V" - poster serie originale

Ero un bambino quando in tv si videro gigantesche astronavi aliene sorvolare le principali città del pianeta per annunciare, in modo alquanto altisonante, l’arrivo di nostri simili, tecnologicamente progrediti, vestiti con rosse uniformi di panno grezzo in stile neonazista e occhiali da saldatore che schermavano i loro occhi dai dannosi raggi UV. Si trattava dell’omonima “V” del 1984, nota in Italia come “Visitors“. I visitatori, che avevano come punta di diamante la sexy Jane Badler, erano dei lucertoloni travestiti da esseri umani che trangugiavano topi (di cioccolato o di marzapane). Sarebbe bastato alla Resistenza di turno, capitanata da Mike Donovan (Mark Singer) attendere qualche anno prima di scatenare il contraccolpo e il problema dei ratti a New York (in rapporto di 50 a 1 contro gli esseri umani) così come in qualsiasi altra metropoli del mondo, si sarebbe risolto spontaneamente, e invece… virus letali diffusi a tutto spiano e il valzer della gravidanza interspecie. Il rettile Freddie Krueger, scusate, Willie (Robert Englund) fu davvero uno dei primi a trovare attraente una donna umana e a decidere di metter su famiglia… ma di questa nuova/vecchia tendenza ne riparlerò a breve in altra sede.

L’idea dei rettili invasori, in realtà, non è che fosse proprio una novità…
D’altronde, uno di loro ha spadroneggiato per ben quattro anni sul mondo intero:
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I Rettiliani sono tra noi?

Poi fu la volta dell’idea “originalissima” del signor Roland Emmerich che, lo ricordo come fosse ieri, discutendo in una conferenza di tutt’altra cosa, anche se era in giro ufficialmente per promuovere il suo Stargate, se ne uscì con la brillante idea di gigantesche astronavi aliene che sorvolavano le maggiori città del mondo e decise in quell’istante di farne un film, felice di aver partorito l’uovo di colombo. Più che l’uovo, Emmerich, aveva figliato la gallina dalle uova d’oro, Independence Day (1996).
E così, arriviamo al 2010, due anni prima della fine del mondo e un anno dopo del 2012 dello stesso Emmerich. Gli sceneggiatori di Hollywood e i produttori decidono, un po’ come si sta facendo anche qui da noi in campo editoriale, di andare sul sicuro in tempi di crisi economica concependo stereotipi e di sfornare un remake di una serie che già all’epoca, l’età dell’oro mondiale, conobbe la disfatta. Un qualcosa che non spiazzi, né soprenda gli spettatori neanche a pagarli; non sia mai detto che si possa anche solo pensare di creare qualcosa di nuovo o magari di non cancellare serie innovative e molto più valide perché non hanno raggiunto i target di pubblico che i dirigenti sapientoni di turno hanno stabilito come obiettivo minimo.
Con “V”, della ABC, si dovrebbe andare sul velluto, anche troppo.
Cast collaudato, se non stellare: Morena Baccarin (Firefly), Joel Gretsch (The 4400), Elizabeth Mitchell (Lost), Alan Tudyk (Firefly), Scott Wolf (Everwood, Spin City).
La notizia che mi lascia perplesso è che uno dei primi interrogativi che la nuova “V” ha suscitato riguardi il destino del personaggio di Juliet (Elizabeth Mitchell) in Lost… il ché è tutto dire.
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“V” (2010) – trailer

Alla fine, si spera sempre che possa essere un capolavoro… Il destino del fan e del caparbio e di chi dice di urtarsi, ma non si arrende mai.

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