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Un buon episodio di tanto in tanto

by Germano on 21/08/2009
Book and Negative
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Dovreste sapere ormai che mi piace scrivere a ruota libera. Mi rilassa e, soprattutto, mi diverte. Per cui questo sarà un articolo squilibrato, un po’ come altri dei miei; mi conforta, però, prendere atto che sono ancora ben lontano dal livello di follia cui aspiro e che, col passare del tempo, non potrò che migliorare.
Prima di tutto una felice constatazione generale: alcuni dei peggiori rompicoglioni che abbia mai conosciuto in vita mia sono spariti dalla mia vista – e dalla mia vita -. Questo mi rende orgoglioso e un tantino gongolante. Secondo, ormai ho deciso, devo organizzarmi e raccogliere tutto il materiale possibile riguardante l’Universo dello Specchio. Dopo aver visto T’Pol, la mia T’Pol,

TPol nellUniverso dello Specchio

T’Pol nell’Universo dello Specchio (da memory-alpha.org)

con addosso questa mise succinta sono finito in fibrillazione ventricolare.  Essendomi ripreso ho deciso che raccoglierò tutto il materiale web disponibile sull’Universo dello Specchio, citando, ovviamente, le fonti. Forse alla fin fine diventerò un trekker dello Specchio, un tipo pericoloso, fan dell’Impero Terrestre. Ma ci pensate? Hoshi imperatrice! Aaahh, sento che mi sta venendo un’altra crisi…

Intanto, di collasso in collasso, sono diventato un divoratore/cassonetto di serie televisive. In questo periodo sto guardando il finale della Quinta di Lost – se mi fanno morire Juliet  la pagheranno cara… -,  una sgradevole sinfonia anni ’70, la Donna Bionica nuova edizione, quel poco che è durata – sì, so già quello che state pensando… siate indulgenti – Odyssey V, Enterprise (la rivelazione non vi sorprenderà, immagino), Star Trek – The Original Series (questa su La7) e Voyager… Giusto, ormai ci siamo, o divento un Borg stile Picard, o finisco nel manicomio insieme a Buffy. A pensarci bene questa seconda opzione non è male… – @ T’Pol: mica ti ho mai detto di essere un tipo fedele, giusto? –

In ogni caso volevo gridare allo scandalo per la chiusura di Enterprise, che finirà nelle Palude Silenziosa, tra le serie interrotte. Ma come si può censurare una serie che, al 23° episodio della I Stagione, inizia con tutto un discorso fatto da T’Pol sulla necessità che gli umani hanno di accoppiarsi regolarmente per alzare il rendimento? Ditemi voi come si può.

Archer a TPol: E lei trova che le nostre tensioni vadano... allentate?

Archer a T’Pol: “E lei trova che le nostre “tensioni” vadano… allentate?”

Ormai più che nello spazio si naviga nell’Universo dei Doppi Sensi. Sono passato quindi a vedere il I episodio della II stagione di Voyager, intitolato “Una Nuova Terra“. E sono rimasto affascinato dal suo inizio.
La nave stellare Voyager si trova, a causa di un incidente, nel Quadrante Delta, a settantamila anni luce dalla Terra. Essa è al comando di Kathryn Janeway (Kate Mulgrew) che, nonostante i capelli tipo signorina Rottenmeier, si può anche guardare… L’astronave impiegherà, alla massima velocità di curvatura, circa settant’anni per ritornare a casa. E così, di avventura in avventura, l’equipaggio disperso si ritrova alle prese con il paradosso, con la scoperta dell’Altro, similmente a quanto succede a Robinson Crusoe quando scopre sul bagnasciuga orme che non gli appartengono. C’è qualcun altro… In questo caso una vera aberrazione, oltre che un colpo di scena come se ne vedono di rado: un camioncino Ford del 1936 a spasso nello spazio!

Il camioncino visualizzato sullo schermo della plancia di comando della Voyager

Il camioncino visualizzato sullo schermo della plancia di comando della Voyager

Un inizio degno della stagione aurea (la prima) di Lost, che ti spiazza e ti incolla allo schermo per sapere come andrà a finire e se gli sceneggiatori avranno saputo tener fede all’aspettativa che tanto sapientemente hanno suscitato… Peccato, non per l’episodio, comunque bello, ma per Voyager, in quanto serie televisiva, perché se avesse avuto una connotazione dai toni più seri e magari cupi, sarebbe stata una serie capolavoro come poche…
Begli episodi, alcuni, ma solo alcuni, ahimé, e non tanto spesso, ormai.

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