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The Walking Dead – stagione 4 (ep. 3) [recensione]

by Giuda on 29/10/2013
Book and Negative
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The_Walking_Dead_titleCari lettori e lettrici, a questo giro Hell si prende una pausa perché ieri sera il potere narcolettico di Centovetrine of the Dead ha vinto sulla sua resistenza alle giulive avventure di Rick & Co. ma tranquilli, lo ritroverete la settimana prossima. Oggi gli subentro io che ho visto l’episodio e ve lo posso raccontare, sarà deadly divertente ripercorrerne gli eventi. Perdindirindina, non vedo l’ora.

AVVISO: Dando un attimo per scontato che leggiate queste recensioni perché seguite la serie (anche se non è sempre detto) e che abbiate già visto l’episodio, ne commenteremo i punti salienti. Per tutti gli altri, occhio agli spoilers.

Tyreese (che Hell pensa stia per Tiresia, mentre a me suona tanto Teresa) trova la sua bella e un altro malato ridotti a carboncino fumante. Nessuno si è accorto di niente, Rick cade giù dal pero con un tonfo che avrebbe ucciso Newton (che per fortuna stava sotto al solito melo).

walking-dead

Come on baby light my fire.

Tyreese insiste: «Tu sei un poliziotto, devi scoprire chi è stato».

Diamine, adesso dal pero ci cado io. Me ne ero dimenticato! Beh, quasi. Ok, gira in divisa lercia e ha passato cappello e pidocchi al figlio, ma chi se lo tiene a mente che Rick oltre a essere il Lucky Luke di TWD è uno Sceriffo vero? Invece Teresa Tyreese, sì.

rick tyreese the walking dead

Rick Vs. Teresa Tyreese.

Anche Rick pare l’abbia scordato, infatti balbetta e tergiversa, si mangia le parole e cerca di far ragionare quella betoniera di muscoli che ha appena perso la fidanzata con discorsi inintelligibili.

Naturalmente non funziona e le prende come una zampogna a un festival di pastori sotto Natale.

Daryl e Carol tentano di separarli, ma la cat-fight è inarrestabile. Quando Rick, finalmente (e a fatica) si libera, è il suo turno di prendere l’altro a calci e pugni finché la melodia cambia da zampogna a cornamusa. Il risultato è un’isterica litigata che ha l’amaro retrogusto di una battaglia di cuscini al pigiama-party, specie per via delle scuse che si scambiano dopo.

«Mi dispiace, non volevo».
«No, è colpa di tutti e due».
Ba-cio, ba-cio, ba-cio!

Dopo aver seppellito la sua bella e scoperto che la sorella è ammalata, Tyreese decide di unirsi alla spedizione di Daryl e Michonne verso la facoltà di veterinaria per trovare le medicine necessarie, idea che a Hershel – il vecchio veterinario al quale è sfuggito il maiale malato delle puntate scorse – è venuta solo adesso.

Il posto è lontano, ma pare non abbiano scelta. La strada è anche tappezzata di zombie che attaccano l’auto su cui viaggiano Daryl, Michonne, Tyreese e Bob (il dottore che l’altra volta ha rovesciato una bottiglia e distrutto un edificio). Tutti scattano e si difendono, invece Tyreese entra in stand-by per scaricare l’ultimo aggiornamento di Windows, dopodiché parte a menar fendenti circondato da zombi su tutti i lati, anche quelli non previsti dalla geometria. È spacciato? Ma no, emerge dalla boscaglia, forse devono vendercelo come il nuovo duro, come hanno già fatto con Merle, Daryl e Michonne.

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A proposito di Daryl e Michonne, quando organizzano la spedizione c’è un momento vagamente romantico, ma come può esserlo stato nell’età della pietra quando *grunt* era l’apostrofo rosa tra clava e caverna. Si scambiano uno sguardo e: «Saremo solo noi due, come ai vecchi tempi?» Invece no, come avete già letto.

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Alla prigione Rick è utile come un uncino quando ti prude il culo, però da bravo bambino va in giro a toccare roba sporca e a fare le sue indagini a contatto col sangue degli infetti e altre cose belle. Guarda qui, guarda là, si gratta la testa. Intanto Carol si occupa di mettere i malati in quarantena, separare i soggetti più deboli che sono a rischio di infezione, si concede un momento per dare di matto mentre va a prendere l’acqua, poi esce per aggiustare le condotte idriche fuori dal cancello (e quasi si fa ammazzare dagli zombie) finché Rick non le chiede: «Li hai uccisi tu?» e lei, come se lo informasse che è pronto in tavola: «Sì».

THE-WALKING-DEAD-Season-4-Episode-3-Isolation-1Dopo una stagione a essere sprecata sullo sfondo, a me fa piacere vederla così, dura e inflessibile, votata alla sopravvivenza a tutti i costi, specie dei bambini ai quali sta insegnando a difendersi con le armi. Ci sta, ha perso una figlia per colpa di quell’imbecille di Sceriffo che l’aveva mollata nella palude con gli zombie e un “torno a prenderti” che sapeva più di pernacchia che di promessa. Io questa Carol l’approvo, mi piace. Forse è l’unica su cui sto puntando, per ora.

Il vecchio e il giovane, Hershel e Carl, senilità e adolescenza. I due mali striscianti di TWD, peggio degli zombie. Uno è impegnato a fare il grande saggio di fuffa, l’altro a fare il duro di sughero.

Hershel è l’unico medico rimasto alla base, ma decide di uscire per raccogliere bacche di sambuco e portare il tè agli infermi dopo un discorso sulla vita, la morte e le responsabilità che gli è andato di traverso con la dentiera, e il bello è che glielo lasciano fare. Ma sì, lasciamo che l’unico a saperne qualcosa di medicina giochi a Madre Teresa nel mezzo di un’epidemia, tanto cosa vuoi che succeda? Infatti il primo paziente gli tossisce sangue in faccia.

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Da bravo adolescente, Carl è già su Cioè. Ehm, quasi.

Carl non vuole saperne di andare in isolamento con gli altri bambini, che a lui quei “ragazzini” non piacciono, lui ha sparato, ucciso, visto cose eccetera. È un adulto, dice. Sarà, ma continua a comportarsi come un adolescente, perché è quello che è. Si atteggia, fa il duro, accompagna Hershel a raccogliere bacche nel bosco e lo vedi che ogni tanto è quasi la macchietta di Daryl, ma non lo sa. Insieme fanno quasi tenerezza, sono persi e non lo sanno, quello che non so io è se sono persi come vecchio e bambino in una zombiecalisse o come attori in una sceneggiatura che è ancora boh mi sa che facciamo così ma poi sento il produttore. Chi vivrà, vedrà.

Ah già, stavo per dimenticarmene perché di loro non me ne frega nulla, ma Glenn si ammala e Maggie è disperata. Dramma di coppia, una storia che si consuma al lumicino della malattia eccetera eccetera, io però continuo a trovare più tragico l’amore appena sbocciato e già spento (battutaccia non voluta, quasi) tra Tyreese e la bella carboncina. Glenn e Maggie però sono personaggi noti e di primo piano, quindi saremmo tenuti a commuoverci e partecipare di più. Sì, ma poi chi se ne frega? Dopo la scorsa stagione, quando il Governatore (che doveva essere questo gran cattivo e invece era ‘na pazza qualsiasi) l’ha molestata e Glenn, invece di reagire in qualsiasi altro modo, s’è messo a fare il malmostoso, mi son rampati su per la braga (immagine figurata delle mie parti – non so da voi – che illustra il moto a luogo propedeutico all’avere qualcuno sui coglioni). Con questo, concludo.

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