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The Walking Dead S05E13

by Germano on 10/03/2015
Book and Negative
Contents

The_Walking_Dead_titleAlexandria.
Il villaggio troppo bello per essere vero.
Il fatto è che sembra vero.
E che Rick, Carol e Daryl vogliono rovinarlo a tutti i costi, perché non ci credono che non sia una sola.
Cioè, diciamo che Carol si conferma l’unica persona sana di mente del gruppo, nonché unico personaggio ben scritto – ho il sospetto che Carol sia curata da qualcuno in particolare, perché qualunque cosa fa, la fa bene – mentre Rick e Daryl annaspano nel tentativo di capire dove stia la fregatuta servita loro da Deanna (la leader clintoniana della comunità) su un vassoio d’argento insieme a tè e biscottini.

Ma non basta.
Assistiamo a un prologo che… cioè, stando alla sigla introduttiva di The Walking Dead, scritta da Bear McCreary, ogni cosa mostrata nel prologo dovrebbe essere sul cazzuto spinto.
Il problema è che non basta la musica drammatica per far sì che una scena riesca cazzuta e spinta. per cui, in questo prologo della puntata numero tredici, abbiamo Sasha che spreca le munizioni (che reputo difficili da reperire) del suo fucile di precisione dotato di silenziatore (che tra l’altro è soggetto a usura) sparando a vecchie fotografie incorniciate.
E sticazzi?

Ok, cominciamo.

Rick+CarolDunque abbiamo questa specie di consiglio rivoluzionario a tre teste: Rick, Carol e Daryl, che s’incontrano misteriosamente al di fuori delle mura per complottare.
Non pago dell’ilarità suscitata la scorsa puntata, Rick ribadisce di essere convintissimo che per la popolazione di Alexandria le cose si siano messe al meglio.
Perché? fa Daryl.
Perché ci hanno trovato! risponde Rick.

Mej cojoni, Rick! Finora vi siete lasciati alle spalle solo rovine e macerie. Bella fortuna, avervi trovato, sì sì!

Lasciamo Deanna alla beata incoscienza delle sue incaute decisioni e torniamo a noi.
Mentre la Triade confabula sugli orridi magliori a fiorellini di Carol e su come fare il colpo di stato e acquisire il controllo della comunità, i nostri s’imbattono in uno zombie con una W stampata in fronte.
Mistero misterioso!

Meanwhile, ad Alexandria la vita, nonostante i dubbi di Rick, scorre tranquilla e prospera:

Michonne non riesce a credere di aver indossato un’uniforme. In realtà è una camicia di forza riadattata a uniforme, visto che ha i legacci sulla schiena – ma noi non le diciamo niente… ssshh!
Daryl, sbrigate le urgenze complottistiche di Rick e Carol, va a caccia di conigli, ma s’imbatte in Aaron (il tizio brutalizzato da Rick la volta scorsa perché “sospetto”, che poi li ha condotti ad Alexandria) che vuole a tutti costi catturare un cavallo nero selvaggio, per far felici i bambini della città.

Proprio così. Una comunità di santi. Non ci si crede, eh?

Rick+MichonneAlexandria è abitata da gente a posto, desiderosa di… vivere.
Deanna infatti dà una festa per i nuovi arrivati.
Partecipano tutti, compresi i redivivi Obelix e Soldatessa alle Grandi Manovre, che smessi i panni della militare, ora sembra uscita da Betty la Cozza. Obelix con una tinta di capelli che levati.

E mentre Daryl e il suo nuovo amichetto imbranato cagionano la morte del bellissimo cavallo, che era stato benissimo fino a quel momento, ma che a causa delle loro manovre di accerchiamento viene sbranato dagli zombie, alla festa Rick precipita nei panni del papà della Famiglia Bradford, per di più concupendo la parrucchiera bionda, accompagnata al party dal marito che da brutto ceffo che fuma in veranda, si rivela dottore in medicina.

Aaron invita Daryl a casa sua e del compagno per una spaghettata e lì, tra una forchettata e una battuta, gli mostra il garage con tanto di moto da montare. Una cosa molto americana, quella di montare le moto per sancire una amicizia o rinsaldarne una vecchia.
Insomma, Aaron dice a Daryl che lo considera un bravo ragazzo e al nostro sudicio redneck che sventra gli opossum sparpagliando budella per tutto il portico (di casa di Rick) vengono i lucciconi.

Rick subisce le interessantissime *yaaaawn* considerazioni del “prima e dopo” della parrucchiera, che pare essere una forca caudina alla quale tutti devono sottoporsi, quella di sentire la gente blaterare su quanto sia brutto il mondo adesso, o diverso, mentre Sasha mostra di essere posseduta dallo spirito di Tyreese, che attraverso la sorella vuole costringere tutti i presenti a essere infelici e a piangere, grazie alle sue violente reprimende.

Quand’ecco, il figlio della parrucchiera timbra una A rossa sul dorso della mano di Rick, in quanto partecipe della festa.
Tutti quanti noi colleghiamo istantaneamente la A sulla mano di Rick alla W sulla fronte dello zombie. Tutti tranne Rick, che ormai è interessato solo alla parrucchiera, o a una sua parte anatomica ben precisa, diciamo.

Mo te faccio vede io...

E se trovo la tonna ciusta, me la ciuccio come un’aragosta ♪

E mentre Obelix diventa malinconico per il troppo bere e Michonna gioca con gli spiedini a forma di spadino perché non può più usare la katana, Carol, sorpresa dal figlio della parrucchiera a cogliere armi per la revoluciòn!, lo atterrisce minacciandolo di morte.
“Guarda i fiori, piccino, guardali…”
Standing ovation per Carol, che promette biscotti o, in alternativa, volatili per diabetici (alias “cazzi amari”).

Scopriamo così, in un secondo meeting della Triade, qual fosse il loro diabolico piano: procurarsi due pistolette del cazzo extra.

Vabbé.

Tra parentesi, la triade rientra in città insieme. Tutti e tre.
Nessuno li noterà mai.
No.

Rick è infoiato di brutto, infatti tocca il calcio della sua pistola mentre osserva il lato B della parrucchiera che rincasa col marito.
Cosa che può stare a indicare una metafora ardita, oppure che Rick è talmente sbroccato che vuole uccidere il marito per ottenere la donna che brama.

Ma non basta, accompagnato dai Bee Gees, Rick scopre che dall’altra parte della palizzata c’è un povero zombie denutrito che graffia per entrare… Siamo vicini alla casa del dottore e… nemmeno adesso Rick ci arriva, a collegare la A alla W…

Meno male che sono arrivati loro. Sì sì…

Carol-and-her-cookies

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