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The Walking Dead S05E12

by Germano on 03/03/2015
Book and Negative
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The_Walking_Dead_titleCosa si troverà dietro i cancelli di Alexandria, da dove s’udivano giungere risate giulive di fanciulli nell’episodio precedente?
Niente.
Il vuoto pneumatico.
Infatti i cancelli si aprono e, anziché una folla festante, c’è una strada e quattro case abbandonate.

La coerenza, prima di tutto. A The Walking Dead.

Questa, la dodici, è una puntata che gioca molto sul simbolismo.

No, dai, non ridete.

Primo simbolo, la cancellata che si chiude dietro il gruppo una volta entrato, per farli sentire come topi in trappola.
S’appressa uno zombie all’esterno, ma Sasha, ormai meglio di American Sniper, lo fredda con un colpo alla testa. E Rick annuncia: “Meno male che siamo arrivati noi”.

Ma dimmi, Rick, che ti conturba?

Ma dimmi, Rick, che ti conturba?

Eh già, Rick, meno male che siete arrivati!
Nel frattempo quelli di Alexandria hanno solo recintato perfettamente una vasta porzione di territorio, hanno a disposizione cibo a volontà, abitazioni di lusso, elettricità e acqua corrente.
Meno male che siete arrivati, già.

Ma subito partono le interviste, perché Deanna, la leader di questa comunità, ha il pallino di intervistare la gente riprendendola con la videocamera.
Pone domande scontatissime, tipo cosa facevate prima?, alle quali Rick risponde dandosi arie da disilluso tenebroso e tormentato.
Poi, però, una volta a casa, subisce in un nanosecondo il fascino dell’acqua calda, infatti decide di lavarsi

Dio, non vedevo tanto sudiciume dallo straripamento del Pecos! (cit. – e chi mi indovina da che film proviene questa figurerà come ospite d’onore nella rece del prossimo episodio, con tanto di foto)

Mmmhh... dunque... di solito sono io a chiedere alla gente di parlare...

Mmmhh… dunque… di solito sono io a chiedere alla gente di parlare…

e di radersi. Svecchiando improvvisamente di vent’anni.
La cosa non giova al suo look, però. In qualche maniera la barba attutiva quell’aria da inutile coglione che invece ora è tornata prepotentemente.
Ma non basta:
ognuno dei membri del gruppo reagisce nel modo più scontato possibile, come se l’aver dormito col culo al morbido per un paio di notti avesse fatto istantaneamente tabula rasa di tutti gli orrori vissuti finora.

E così, Michonne dà sfogo al suo feticismo per l’igiene orale stando a spazzolarsi i denti per venti minuti al giorno.
Caaaaaaaaaaaavrl!, dopo aver capovolto una clessidra (secondo simbolo, che indica il reset dello scorrere del tempo, una nuova era di pace!) incontra alcuni amichetti adolescenti e depressi come lui, e giocano ai videogiochi e leggono i fumetti ascoltando musica con aria scazzata. Ah, e ogni tanto sgattaiolano fuori per avventurose passeggiate bucoliche tra i cannibali putrefatti. Sapete, sono ribelli…
Carol, smessa la divisa da guerriera, torna a essere una giovane nonna ansiosa di preparare torte e biscotti e di essere picchiata dal prossimo marito violento che si sceglierà.
Daryl… no, lui no, lui redneck era e redneck rimane. E fa cose da redneck: sventra conigli sparpagliando budella sanguinolente sotto il portico di casa di Rick (che sarà contento, immagino), li mangia crudi, va a caccia di rane e stambecchi. Se poi gli danno anche del whisky mi diventerà malinconico e cercherà di sicuro la rissa del sabato sera del reduce.

La barbiera di Alexandria

La barbiera di Alexandria

Glenn, come sempre, fa il gregario. E… sorpresa sorpresa, questa che pareva una comunità di gente normale, si rivela, come sempre, guidata da teste di cazzo DOP. Infatti il figlio di Deanna è un povero coglione viziato che fa lo sbruffoncello.
Ma Glenn, che ormai ne ha viste tante e ha dormito pure in galera e ha rischiato di diventare un quarto di bue a Termini non ci sta e lo stende con un diritto al mento, mentre Maggie lo ammira con sguardo lubrico.
Glenn, la carestia sta per finire, ascolta me! Daje!

Dicevo, Deanna offre a ciascuno dei nuovi arrivati la possibilità di lavorare e offre a Rick di fare quello che sa fare meglio, che incredibilmente non è quello che state pensando, ovvero mandare a puttane tutto in 0.2, ma fare il poliziotto.

E allora, visto che s’è già ripulito, con il provvido aiuto della vicina di casa bionda, il marito della quale già lo guarda storto, tanto vale indossare la divisa da sbirro e allacciarsi la cravatta (terzo simbolo, la vestizione dell’uomo essere sociale).

Tanto impettito e stirato è Rick, che fa venir voglia di fuggire e farsi abbracciare dagli zombie.

Ma… le cose non sono come sembrano. Ormai Rick s’è incarognito, dopo che per quattro anni è stato chiamato coglione su questo blog, e infatti sta meditando, con Daryl e Carol, di prendere il controllo di Alexandria.

Fuck_Yeah__by_crymz (Mobile)

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