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[Telefilm]: Äkta Människor (Real Humans) – pilota

by Germano on 05/12/2013
Book and Negative
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Real-Humans_poster

L’episodio pilota di questa serie televisiva svedese è andato in onda nel Gennaio 2012 sull’emittente SVT. Ne sono venuto a conoscenza solo qualche giorno fa, su segnalazione di una mia amica facebookiana, Lucia, che saluto e ringrazio.

La ringrazio perché, forse inconsapevolmente, mi ha suggerito questa Äkta människor, o Real Humans, se preferite il titolo inglese, che, in pratica, contiene quasi tutti gli elementi della fantascienza che prediligo:

a) l’intelligenza artificiale

b) gli androidi, ovvero i robot che simulano il comportamento e l’aspetto umano

c) la zona perturbante o uncanny valley

poster_realhumans

In breve, mette in scena un futuro prossimo, alcuni ipotizzano una realtà contemporanea, ma parallela, in cui lo sviluppo della robotica umanoide ha raggiunto vette tali dall’aver provocato la messa in commercio di diverse serie di hubots (acronimo derivante dalla fusione di Human e Robot), androidi integrati nella società umana che, a seconda della programmazione e delle caratteristiche di sistema sono destinati a svolgere determinate mansioni: dall’assistenza agli anziani, alla compagnia, ai lavori di fatica e di precisione, come ad esempio operai a una catena di montaggio.

L’impianto narrativo è costruito attorno a due famiglie che si trovano a interagire coi robot: il nucleo familiare della prima si sfalda proprio a causa della presenza dell’hubot la cui compagnia viene preferita dalla moglie rispetto a quella del marito.

La seconda, che vantava una fiera indipendenza dall’impiego di tale tecnologia si trova, per un caso fortuito, ad acquistarne uno e quindi a saggiare in prima persona lo strano rapporto che si instaura, volente o nolente, in seguito all’accogliere in casa una creatura che imita la vita.

***

E questa è una immagine satirica trovata su tumblr. Mi sembra perfetta.

E questa è una immagine satirica trovata su tumblr. Mi sembra perfetta.

Ma c’è dell’altro: in particolare un nucleo di hubot “ribelli”, che con la complicità di un essere umano ha trovato il modo di sfuggire alla propria programmazione e di acquisire una forma elementare di autocoscienza.

Dico elementare perché, esattamente come i replicanti di Blade Runner, le neonate intelligenze artificiali auto-determinatesi si trovano a dover affrontare, per la prima volta, il problema fondamentale che, ancor più dell’autocoscienza, ci identifica in quanto esseri senzienti: la scelta.

Ovvero la capacità di prendere decisioni autonome che ci portano, di volta in volta, al raggiungimento di obiettivi complessi che noi stessi abbiamo pianificato. Quindi non già sopravvivere, alimentandosi, ma ipotizzare un piano a lungo termine, un piano di fuga nella fattispecie, verso un luogo in cui vivere serenamente, essendo consapevoli di dover affrontare gli ostacoli che inevitabilmente sorgeranno.

Ma non solo, il problema dell’intelligenza artificiale è affrontato anche come ho accennato dal punto di vista umano. in particolare, quell’Uncanny Valley teorizzata dallo studioso di robotica Masahiro Mori, ovvero quella sensazione di disagio che ci assale quando ci troviamo in presenza di una creatura, in questo caso un costruito, che imita la vita, ma che vita non ha. Più elevato il grado di imitazione, maggiore è il disagio che avvertiamo, fino a quando la curva della paura non subisce un declino naturale.

In teoria, una volta abituatici all’interazione con questi robot, cominceremo a sviluppare empatia nei loro confronti.

Ed è proprio ciò che viene teorizzato nel pilota di Real Humans dove gli esseri umani provano attaccamento emotivo nei riguardi degli hubots e, in alcuni casi, visto che essi sono più reali del reale, attrazione fisica.

Serie quindi consigliatissima se amate questo tipo di temi e atmosfere, sorretta tra l’altro da ottimi attori e effetti speciali.

L’ho vista in lingua originale, sottotitolata, ossia in svedese. Troverete che lo svedese è molto simile all’inglese, anche se i suoni sono più aspri. Questo per dirvi che il linguaggio non è un grosso ostacolo, serve a caratterizzare la serie con quella impronta europea che personalmente trovo preziosa.

Link utili:
La Zona Perturbante
Robotica Umanoide – parte: I, II, III, IV, V
Pagina ufficiale di Real Humans su facebook

Indice delle serie televisive QUI

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