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New Girl

by Germano on 01/10/2011
Book and Negative
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Quest’articolo è un viaggio lisergico o un sogno d’oppio, quello che preferite.
È anche il tipo di articolo che non avreste mai pensato di leggere su queste pagine, lo so. Ma, in quanto a questo, sbagliate. Dopo aver scritto di Prince of Persia, in verità, non esiste argomento troppo scabroso, per questo blog.
In questa sitcom prodotta dalla Fox, New Girl, c’è Zooey Deschanel.
Inutile stare a dirvi cosa rappresenta lei per me. Se non lo sapete vuol dire che non siete veri lettori di B&N, ma semplici passanti. Chi sa, invece, può capire.
Non avevo in mente di guardarlo, questo show, del quale, in ogni caso, ho visto solo il pilota. La commedia romantica non è precisamente il genere che prediligo. Non che la odi, ma c’è un tempo per tutto. E invece son convinto, d’altronde, che tra di voi ci sia qualche romantico insospettabile che quest’articolo se lo divorerà, e andrà di corsa a guardarsi il telefilm, di nascosto.
Io me ne frego, è vero, ma sono anche un romantico. È questo, Hell, se ancora non l’avete capito. Tablet in una mano, fucile in spalla, e ragazza al suo fianco.
Mi contento, fino allo scoppio dell’Apocalisse Gialla di guardarla in tv, Zooey, bellezza che riesce a colpire anche quando indossa occhiali spessi e vestaglione di flanella, coi capelli arruffati.
Io per primo rimprovero a quest’attrice di essersi fossilizzata in un solo ruolo, quello della ragazzetta romantica, un po’ strana (quirky), un po’ sognatrice, che vive storie sentimentali difficili. Due palle.

***

Ma anche no. Classe 1980, Zooey. Da bambina se ne stava tra le braccia del padre a guardare attraverso la telecamera le riprese di quella serie poi conosciuta come Twin Peaks… un’infanzia leggermente diversa da quella avuta da noi tutti. Io sono convinto che per lei sarebbe adattissimo un ruolo drammatico, fiorirebbe, e invece se ne sta in questa commediola a canticchiare, criticare gli stereotipi dell’orrore e a far la bruttina; ma non ci crede nessuno.
Tra due mesi compirò 35 anni. Niente di ché, capita a tutti. Il punto è che sono talmente avulso dalla logica terrena di giacca-cravatta-e-serietà, che mi scopro ancora (e soprattutto ora) capace di voli romantici folli, come uno o tutti e tre i protagonisti maschili di New Girl, tre pazzoidi disposti a cantare in pubblico, stonando, nel bel mezzo di un ristorante chic, tutto pur di non farla piangere, lei Zooey/Jess che ha subito l’ennesima batosta sentimentale. Ecco il punto, perché poi è anche lo spirito di questo blog, non c’è argomento troppo serio, al mondo, su cui non si possa scherzare. E io che ho quasi quattro anni più di lei, che ho sempre criticato la scelta di Zooey di legarsi a personaggi cliché, scopro di essere un cliché anch’io. Di quelli duri a morire.

***

Cose che succedono a chi ha il sabato mattina libero e asseconda il consiglio di un’amica, che mi dice di guardarmelo, New Girl, ben sapendo, io, a cosa sarei andato incontro. Ma tanto, mi dico, mentre scrivo queste parole, è sabato e non lo leggerà nessuno, quest’articolo. E magari sbaglio. Chissà…
Sitcom simpatica, si ride, se non avete la puzza sotto il naso, anche se trattasi di messinscena di puri stereotipi. Il punto è che sono così evidenti, questi stereotipi, da non aver tentato (saggiamente) di mascherarli neppure per un attimo, ed averci costruito intorno una storiella dagli esiti scontati, che però intrattiene. Citazioni cinematografiche, battute che un domani, forse, diventeranno memorabili. E un singolare effetto di straniamento, quello che ormai mi accompagna da mesi. La sensazione di familiarità, una sfumatura domestica. ‘Ste cose non le guarderesti mai, eppure lo fai, perché c’è lei e, come sostiene Poggy, tutti noi lo facciamo e ci spendiamo sopra anche dei soldi. New Girl, il mio guilty pleasure. The Thing I do for Love.

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