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Game of Thrones – stagione 3 (ep. 7)

by Germano on 13/05/2013
Book and Negative
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Come fosse una tacita risposta alle sterili polemiche “contro il nudo” (roba che nemmeno negli anni ’50) che hanno investito Game of Thrones nella passata settimana, qui, sul suolo italico, la settima puntata, The Bear and the Maiden Fair, apre con una sequenza di nudo, lunga e insistita.

Protagonisti Robb Stark e la moglie, la neo-Regina Talisa (Oona Chaplin). Moglie e marito in tenda, lei scrive una lettera alla madre, nuda.

Ci sarebbe da ragionare tanto, su queste scelte. Io propendo per il fattore realismo. Tra coniugi c’è intimità, e nessuna necessità di coprirsi, visto che finzione vuole che non ci sia un pubblico a guardare, nella tenda.

E comunque, e qui chiudo il mio unico parere sulla vicenda censura: colui che teme la nudità non la conosce. Di solito per scelta di altri.

Siamo alle solite, l’Oscurantismo che pretende di tornare e dettare legge, e imporre la propria stitica visione del mondo su tutti.
Patetici.

Ma non è solo Oona Chaplin, anche Theon Greyjoy è tentato da due bionde e pericolose arpie. Anche loro completamente nude.
E il mondo, e con esso la televisione, diventa bello, perché Game of Thrones risponde al quesito che tutti gli appassionati di fantasy si sono sempre posti, ma non hanno osato chiedere: la sessualità ha a che fare col fantasy?

È inerente?

La risposta è un’altra domanda: e perché no?

***

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E comunque, al di là dei bellissimi nudi, il settimo episodio ci regala momenti altissimi, come sempre.

La parte più interessante è il legame tra Jon Snow e Ygritte. Ygritte soprattutto, personaggio innovativo, donna indipendente, fiera quanto basta, orgogliosa e aggressiva, che piega il legame col bastardo Stark al proprio ritmo, pur serbando verso l’uomo un interesse ben più profondo di quanto lasci intendere.
Poi, questo è quello che traspare vedendo recitare Rose Leslie. Se voi che avete letto i millemila libri ne sapete di più, aspettate a rivelarmelo, per cortesia.

Tema dell’episodio è il sangue.

Il sangue, e l’onore e l’onere che da esso deriva.
Non solo sangue nobile, ma stirpe.
Il popolo di Ygritte è una stirpe fiera. Sei volte, prima di questa, ha tentato di invadere il Sud, sei volte è stata respinta, eppure avanza fino alle estreme e ineluttabili conseguenze.

Melisandre rivela a Gendry il potere del suo sangue, che è quello di Robert Baratheon, lasciando intendere che attraverso il sangue si trasmettano davvero forza e vigore.

Sansa si fa consolare da Margaery, che le illustra le qualità amatorie dei nani, e le confida che per capire cosa piace di più, è bene provare di tutto.

***

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Tyrion, in altre sale, si confida con Bron. Meglio sposare una prostituta, o una ragazzina che erediterà l’intero Nord? Risposta scontata. Sì, no, ni. Non lo riconosco più. Ma la sua confusione e il suo pudore sono spettacolari.

La mia Khaleesi continua la sua marcia, libera schiavi per formare il nuovo esercito, e impensierisce i sogni di Joffrey (ammansito nei suoi capricci di re sole dal nonnino Tywin) e dell’Occidente, li impensieriscono i suoi draghi, i cui teschi sono già ben più grandi di una mela (tanto era grande l’ultimo esemplare di drago al tempo del dominio Targaryen su Approdo del Re).
Daenerys tratta con spregio e superiorità l’ambasciatore di Yunkai, ennesima, antichissima città di schiavisti, prendendo l’oro portatole in regalo e attribuendone di nuovi: la vita, per coloro che accetteranno il suo dominio e libereranno i propri schiavi.
Però, stavolta ha fatto il passo più lungo della gamba, non conoscendo le reali risorse del nemico e contando solo sull’impressione che i suoi draghi suscitano negli interlocutori. Ma la si ama lo stesso, sempre e comunque.

Infine, il sangue di Jaimie Lannister che lo porta a onorare i patti con Brianne di Tarth, addirittura a salvarle la vita, scendendo per lei nell’arena e salvandola da un orso col quale era stata costretta a combattere, munita di una spada di legno.
Tutto molto cavalleresco. E bello.
E passionale. E nudo.

Un po’ come la vita vera, no? A parte che i draghi non esistono. Forse.

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