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Game of Thrones – stagione 3 (ep. 10 – finale)

by Germano on 11/06/2013
Book and Negative
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Si intitola Mhysa, il finale della terza stagione di Game of Thrones.
Mhysa vuol dire madre, ed è il nuovo appellativo che gli schiavi liberati rivolgono alla Madre dei Draghi, Daenerys, estendendo la patria potestà dai rettili a tutti coloro che le si parano dinnanzi. Sarà un casino.

[Contiene anticipazioni abbestia!]

Finale che, com’è ovvio trattandosi di uno dei telefilm più seguiti di tutti i tempi, accerchiato da orde di fanz assetati di aderenza al testo, sta aprendo una serie di dibattiti più o meno noiosi, sulla validità o meno della scelta degli sceneggiatori che hanno voluto che il sangue, quindi l’evento più devastante dell’anno, scorresse nella penultima puntata, lasciando le ultime scene sempre a David Nutter (regista) e una sola ora di tempo per riallacciare le millemila sottotrame lasciate in sospeso e per stendere un ponte verso il 2014.

Che volete che vi dica, già serpeggiavano voci, da parte dei lettori più accaniti, che attendevano con la bava alla bocca lo scempio dei cadaveri degli Stark. Scempio che c’è, ma non si vede, o non si vede tanto.
E forse, dal momento che s’è deciso di chiudere la puntata nove con la morte di Catelyn, riproporre violenza anche dopo una settimana sarebbe stato poco incisivo, forse anche gratuito. Se doveva essere fatto, si doveva fare la puntata scorsa. Qui, attaccare la testa di un metalupo al corpo decapitato del Re del Nord sa un po’ di “sì, ok, avete visto bene, non è sopravvissuto proprio nessuno, neppure il cane. Mettetevi il cuore in pace.”
O qualcosa del genere.
Quindi bando alle polemiche.

***

Puntata ricchissima, per riassumere la quale ci vorrà un po’, pur riducendo tutto a punti.

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Appaiono:

Arya e Sandor, che sono sulla strada per diventare dei saccheggiatori di professione. Arya uccide il suo primo essere umano che stava parlando di come ha attaccato la testa del lupo al corpo di Robb.

Tyrion e la mogliettina Sansa, che passeggiano sotto la sorveglianza di Shae, in una riedizione ad Approdo del Re de Il Padrino parte I, loro che passeggiano davanti, e la suocera dietro. Solo che Shae non è la suocera.

Lord Varys che vuole mandare via Shae, perché fa il tifo per Tyrion e non vuole amanti pericolose tra le p… ehm, davanti.

Re Joffrey Joffer che continua a stronzeggiare come un bambino deficiente e viene redarguito prima da Tyrion e poi da nonno Tywin, che lo fa narcotizzare e mandare a letto senza cena; se si fosse svolto ai nostri giorni, gli avrebbe fatto fare una siringa nel braccio, ma siccome siamo in epoca pseudo-medievale, allora gli fa portare una tisana alle erbe, al nipote scemo.

Bran, Hodor e l’allegra compagnia incontrano Sam e la sua famiglia acquisita, Sam riconosce in due secondi Bran come uno Stark, visto che gli Stark sono gli unici ad avere per cani dei metalupi e c’hanno pure il metalupo sullo stendardo. Si scambiano informazioni, tipo il passaggio segreto attraverso la barriera, Sam distribuisce le armi magiche con le quali ha fatto fuori uno degli Esterni, e infine si salutano, con Bran e la gang che si allontanano verso una notte senza stelle, in un finale tipo Goonies, non prima però di aver raccontato di una leggenda in cui un mostro perseguitava coloro che uccidono gli ospiti sotto il proprio desco…

***

E parlando di ospiti e di uccisioni:

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Il vecchio Frey fa il figo con Lord Bolton beandosi di quanto è stato cazzuto a uccidere il Re del Nord. Bolton, a sua volta, che è il nuovo protettore del Nord, ha deciso che deve cacciare via tutti i Greyjoy rimasti nei pressi di Grande Inverno e in altre fortezze, e di rispedirli a calci in culo alle isole merdose da cui provengono.

Provvede a questo ingrato compito il buon Ramsay, figlio bastardo di Bolton, che prima ha fatto castrare Theon Greyjoy e poi ha mangiato una salsiccia con mostarda in sua presenza, ma solo per prenderlo un po’ in giro, visto che il nobile attrezzo è stato spedito al padre di Theon e alla sorella in un cofanetto di legno, come il pesce che annunciava che Luca Brasi l’avevano messo a dormire. Uno stacco, e un’insistenza sulle salsicce, che fanno credere di essere in Boogie Nights e che alla regia ci sia Paul Thomas Anderson, ma no, è sempre David Nutter.

E ancora…

Davos libera Gendry dalle segrete del castello di Stannis Baratheon, con grande scorno di Re Stannis che prima lo condanna a morte per tradimento e poi lo reintegra come risorsa insostituibile, perché Melisandre ha visto nel braciere che la lotta per il trono è una fesseria, visto che dal nord sta arrivando un esercito di morti. In realtà non ha visto una ceppa, ha solo letto uno dei messaggi mandato dai Corvi a tutti i Sette Regni per avvisare i sovrani del pericolo, messaggio che le è stato passato da Stannis cinque secondi prima. Ma siccome Stannis è schiavo di Melisandre, allora se lo dice lei, che fino a dieci minuti prima stava rompendo le palle che Stannis doveva diventare Re e bla bla bla, allora va bene, niente più Trono, solo morti viventi. Urrah.

Cersei va a trovare Tyrion per dirgli che sì, è il caso che metta incinta Sansa, per darle un figlio e un minimo di felicità. Sono cose belle e molto sentimentali.

***

E ancora…

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Jon Snow e Ygritte si amano. Lei lo ama così tanto che lo penetra con tre frecce prima di farlo scappare via e giungere al Castello Nero (spero di non aver cannato il nome) privo di sensi e in groppa a un cavallo.

Jaime Lannister e Brienne di Tarth arrivano a Approdo del Re, Jaime va subito a trovare Cersei che quando lo vede resta così: o_O
E lo fa sentire una merdaccia, perché è sporco e ha solo un moncherino foderato di stracci anziché la mano destra. E poi puzza. Non lo dice, ma il senso è quello.
Sì. Si amano anche loro.

E infine…

Daenerys.
La Madre dei Draghi aspetta che l’arresa città di Yunkai si arrenda, aprendo le porte.
Dalle quali esce una fiumana di gente affamata e magra, che pare di essere a Calcutta, che inneggia alla liberatrice, chiamandola Mhysa, e portandola in spalla come si fosse a un concerto dei Metallica.
Per un attimo, ma solo per un attimo, visto che Dany ordina ai suoi draghetti di svolazzare per completare il quadro di pucciosa felicità, si spera che almeno uno dei tre esemplari, quello scuro, che se non erro dovrebbe essere Drogon, chiamato così dal nome del defunto marito Drogo, e che è il più incazzoso dei tre, soffi fuoco sulla marea di gente e pure su Daenerys, tanto lei è ignifuga, e faccia così una pira epica, ma non accade. E i draghi sono succedanei delle colombe.
Mancava solo il ramoscello di ulivo e la pasqua sarebbe stata completa.

Mhysa

***

Tutti questi eventi, che bastavano per una mezza stagione, condensati in un’ora.
Ma non lasciatevi ingannare dall’ironia che ho usato. Game of Thrones mi piace, mi è piaciuta pure questa puntata. E sarà dura aspettare un altro anno.

Valar Morghulis.

Episodi precedenti QUI

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