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Looper (2012)

by Germano on 24/01/2013
Book and Negative
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Mi sono accorto che nelle ultime settimane i miei gusti e quelli del pubblico, o quanto meno della maggioranza di esso, divergono.
Forse sto invecchiando.
Questo Looper piace al pubblico.
A me neanche un po’.
Per cui l’idea è starci a riflettere, su questa diversità di sentire. E poi scrollarsela di dosso come nulla fosse.
Brevemente:
alla regia di Looper c’è Rian Johnson, che ha curato anche la sceneggiatura.

C’è Joseph Gordon-Levitt, Joe, che è truccato per essere il giovane Bruce Willis. Coi capelli.

C’è Bruce Willis, Old-Joe, che fa il vecchio Bruce Willis. Perché è vecchio.

C’è Emily Blunt che fa Emily Blunt. Occhioni e sorriso storto, quell’espressione di perenne sofferenza, come se avesse sempre mal di testa.

C’è Pierce Gagnon che fa Akira. O Tetsuo. Insomma non c’è da andare lontani.

Ci sono dei fuciloni che sembrano essere stati creati per il film, in un futuro di fantascienza, ma che in realtà erano utilizzati dall’esercito americano. Nel 1873.
Nel futuro, il 2044, tutti hanno un fucile a pompa in casa. In pratica come negli Stati Uniti, oggi.

C’è la telecinesi. Alcuni esseri umani l’hanno sviluppata come mutazione. Ma l’unica cosa che riescono a fare è far fluttuare quarti di dollaro sul palmo della mano. Figata.

Ci sono i viaggi nel tempo.

Ora vi starete domandando che c’è che non va.
Riassumendo: quasi tutto.
La sceneggiatura è incasinata, confusa, un miscuglio di generi e situazioni senza capo né coda, che sedotta dai paradossi dei viaggi nel tempo, finisce per essere lei stessa un paradosso.
E poi, c’è un’ultima cosa: i litigi mamma-figlio al rallentatore.
Una cosa che non s’era mai vista.

Questo è Bruce Willis, Old Joe, con una tonsura da monaco benedettino

***

Ma vediamo un po’ di districarci in questo magma in salsa cyberpunk. Quello che segue, quindi, non è una recensione, ma un cineracconto.

[Sì, esatto. Ci sono spoiler a esplosione nucleare]

Nel futuro remoto, non si capisce bene perché, è sconsigliato uccidere, perché a quanto pare è impossibile far sparire i corpi in modo efficace, così la malavita usa i viaggi nel tempo per spedire a ritroso, incappucciate e legate, le persone da uccidere.
Chi le ammazza? I looper. Che se ne stanno in un luogo preciso, ogni giorno, aspettando che, sul telo predisposto, compaia la persona da uccidere. Perché nel passato è più facile far sparire i corpi, soprattutto se trattasi di persone senza identità.
Appena comparsa gli sparano, poi lo ribaltano, e prendono i pezzi d’argento legati addosso alla vittima, come pagamento dal futuro per il proprio lavoro.
Quando legati alla vittima trovano lingotti d’oro, vuol dire che l’incappucciato di turno altri non è che il loro sé, vecchio, che proviene da trent’anni nel futuro.
Significa che il cerchio, il loro Loop, è da considerarsi chiuso, che la malavita futura non ha più bisogno di loro, e che con i lingotti d’oro gli dà il pensionamento.
E già qui, ci si domanda:

come cazzo fanno i Looper a sapere in che punto e quando devono arrivare le vittime? Com’è possibile che arrivino ogni giorno alla stessa ora? Quante persone fanno fuori, alla stessa ora, queste organizzazioni criminali del futuro?

Questo è Joseph Gordon-Levitt, Joe, con le sopracciglia di Bruce Willis

***

Ma, siamo ancora all’inizio. Torna Bruce Willis, e si scopre che Joseph Gordon-Levitt è Bruce Willis giovane.
Siccome è Bruce Willis, seppur vecchio, riesce a non farsi ammazzare dal suo io giovane.
Bruce Willis ha una missione, vendicare l’omicidio della moglie da parte del criminale per cui lavora. Lo stesso che l’ha spedito indietro nel tempo per farlo ammazzare da se stesso.
Ma non è Bruce Willis il protagonista. Il protagonista è Joseph Gordon-Levitt.
E ora mi domando:

ma perché un attore dovrebbe rinunciare alla sua faccia per assomigliare a Bruce Willis, quando questi non è nemmeno il protagonista?

Joe e Old-Joe se le suonano.
A questo punto Joe finisce in una fattoria. Dove c’è Emily Blunt. E il suo bambino: Akira.
Old-Joe, nel frattempo, si mette a fare Terminator. Ha una lista di tre nomi di bambini da uccidere.
Uno di loro è di sicuro il bambino che diventerà, fra trent’anni, il capo della gang che ha ucciso sua moglie.
Quindi Bruce Willis fa visita alle mamme e ai figli e, in un tripudio di rallentatore, ammazza i bambini.
Naturalmente non si vede nulla. Perché il cinema odierno non ha le palle che John Carpenter mostrava di avere nel lontano 1976.
Akira, figlio di Emily Blunt, è il terzo nome sulla lista.
Ma va?
Naturalmente è anche l’ultimo a cui Bruce Willis farà visita. Ed è protetto da Joseph Gordon-Levitt, che nel frattempo ha intortato con Emily Blunt, e quindi è propenso a sparare a se stesso, pur di continuare a fare le porcherie con la mammina.

Questa è Emily Blunt, col fucile a pompa

***

BUM! BANG! BANG!
Bruce Willis arriva alla fattoria e… Akira, che ha la telecinesi, ma è una specie di mutazione della mutazione, attiva il suo potere e spiana, arandolo, un intero campo di canna da zucchero, mandando a puttane il raccolto, ma lasciando illesi sia la mammina che sospesa in aria gli sussurra che lo ama, sia Bruce Willis, che lo vuole uccidere.
E a quel punto…
E a quel punto se volete sapere ancora come finisce, guardatelo.
Ma vi avverto, non credo che finisca, in realtà.
Conclusioni? Looper è un pastrocchio senza capo né coda. Nuovo genere cinematografico caro a Hollywood.
E sta avendo anche successo.

Questo è Akira

Ecco, ora ho davvero paura.

Indice delle recensioni QUI

Link utile:

I Paradossi di Looper

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