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Johnny Depp, uno dei pochi.

by Arnold Schwarzenegger on 09/06/2009
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“Ho iniziato a fumare a 13 anni, ho perso la verginità a 13 e a 14 avevo già provato ogni tipo di droga. Non dico di essere un cattivo ragazzo, ero soltanto curioso…” (Johnny Depp sulle pagine di U.S., da Wikipedia)

La vita di Johnny Depp, 46 anni oggi, sembra essere stata scritta da uno sceneggiatore (non tanto bravo, né originale) di Hollywood: di discendenza irlandese, tedesca (il suo cognome Depp si può tradurre come “idiota“, realtà sulla quale egli ama scherzare) e cherokee, ha vissuto un’infanzia piuttosto solitaria a causa dei frequenti traslochi che, di fatto, impedivano qualsiasi amicizia duratura (com’è commovente… e stereotipato!). A dodici anni, dopo aver scoperto l’amore per la musica fonda la band dei “Flame“, esercitandosi nel suo garage (incredibile!)… quattro anni dopo, perennemente insoddisfatto, decide di andare via di casa e di lasciare la scuola andando a vivere nella sua automobile, un’Impala del ’67, insieme ad un suo amico per tentare di sfondare come rock star (non so, assieme luogo comune e… qualcos’altro). Il suo nuovo gruppo “The Kids” si muove tra la Florida e Los Angeles e ottiene un discreto successo, tanto da riuscire ad aprire i concerti dei Talking Heads, di Iggy Pop e di Billy Idol.
Decisivo, ai fini della sua carriera d’attore è il “fortuito”  (o fortunato, visto che la “fortuna”, oggi, va tanto di moda…) incontro con Nicolas Cage, nipote di Francis Ford Coppola, che intuisce le enormi potenzialità d’attore di Johnny e gli propone uno script per un filmetto horror senza pretese che, di lì a poco, sarebbe divenuto noto come il capolavoro di Wes Craven, Nightmare on Elm Street, è il 1984. L’anno successivo compare anche in Platoon di Oliver Stone, ma il successo e la popolarità arrivano dalla TV, quando entra nel cast fisso della serie 21 Jump Street e Johnny diviene l’idolo delle Bratz dell’epoca (riesco quasi a sentire le urla di desiderio)…
Gli anni novanta, tra risse , droghe e alcool sono decisivi per la sua carriera. In questo periodo, infatti, conosce Tim Burton che lo sceglierà per uno dei ruoli per cui è tuttora maggiormente noto, Edward, nell’omonimo film Edward, Mani di Forbice.
Il carattere burrascoso di Johnny non cambia neppure dopo la morte del suo amico, l’attore River Phoenix, per overdose… egli continua a sfasciare, con la complicità della fidanzata Kate Moss,  camere d’albergo e a farsi arrestare ripetutamente per risse e comportamenti violenti, ma, curiosamente, questo non nuoce più di tanto alla sua carriera che, al contrario non conosce periodi di stasi anche per merito dei ruoli atipici che, di volta in volta, Johnny sembra prediligere.
Lo vediamo così in pellicole, tutte a loro modo passate alla storia del cinema, quali Arizona Dream di Kusturica (1993), Minuti Contati di John Badham (1995) insieme a Christopher Walken, in Donnie Brasco con Al Pacino, Paura e Delirio a Las Vegas (1997) e La Nona Porta, di R. Polanski (1999). Nel 2000, dopo aver rifiutato il ruolo di Neo in Matrix, interpreta Ichabod Crane ne Il Mistero di Sleepy Hollow, sempre di Tim Burton e l’anno successivo l’ispettore Abberline nel fumoso e oscuro From Hell (La vera storia di Jack lo Squartatore) di Allen e Albert Hughes.
La sua ascesa non conosce che conferme, che arrivano definitivamente nel 2003 con il ruolo di Jack Sparrow nel film Pirati dei Caraibi: la Maledizione della Prima Luna della Walt Disney Pictures. Il personaggio del pirata Sparrow gli è particolarmente caro, tant’è che lo riprende nei due seguiti di Pirati dei Caraibi, 2006 e 2007 anno in cui, ancora diretto da Tim Burton, è il barbiere vendicativo del film Sweeney Todd che gli vale la terza nomination all’Oscar e il Golden Globe. L’attore oggi è impegnato in altrettanto interessanti (si spera!) progetti che a breve vedremo sugli schermi.
Che dire, pare proprio che ad alcuni, ma solo ad alcuni, la vita spericolata giovi, sotto ogni punto di vista, e questo aspetto bizzarro, se confrontato con le disgrazie che hanno afflitto o che affliggono altri colleghi di Johnny, se certamente non rende merito al personaggio o all’uomo (ma, in fin dei conti, neppure tanto demerito), gli conferisce però quell’aura da star intoccabile che lo consacra come la divinità hollywoodiana che Johnny Depp ha preteso, per tutta la vita, di essere.

Nightmare : Scena del letto

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