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Iron Man 3 (2013) [Recensione]

by Germano on 29/04/2013
Book and Negative
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Disney sì, Disney no…
Disney sì, Disney no…
Ci penso, se sia colpa della Disney.
Perché Iron Man 3 a me non è piaciuto.

Ne hanno parlato tutti in toni più o meno entusiastici. Ok, e non voglio nemmeno dare la colpa alla Disney, anche se l’influenza nefasta dell’ombra di Topolino si sente eccome. Più leggera di quanto avessi ipotizzato, ma si sente.

E no, non mi aspettavo l’eroe cupo alla Nolan. Per inciso, non è che mi piaccia granché, Nolan.
E la sua cosiddetta introspezione è fin troppo lieve, per i miei gusti.
Introspezione per me è andare a curiosare tra le budella di un personaggio, se possibile… Ma è un discorso inapplicabile a Iron Man, oltre che inappropriato.
Quindi non è l’introspezione che cercavo.
Non volevo l’Iron Man cupo. Non pensavo nemmeno avrei ottenuto l’Iron Man serioso, dopo che per due film non ha fatto altro che pronunciare battutine.
Battutine che, altro inciso, ho sempre gradito.

Uno dei problemi di questo Iron Man (regia di Shane Black), come del resto del secondo, è la sua debolezza, ovvero gli attacchi di panico. Gestiti in maniera superficiale, tale da far sembrare il precedente avvelenamento causato dal reattore arca una roba dannatamente seria.

E comunque, parlando ancora di Nolan, la sensazione è che la trama del terzo Batman, sottoposta a candeggio e fatta diventare bianca come la sottana di Gandalf il Bianco, sia stata applicata a Iron Man 3, secondo lo schema seguente:

eroe depresso e stanco – nemico terrorista inafferrabile
sfida – caduta dell’eroe depresso
rinascita dell’eroe – scontro finale

Tanto per dire, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, che le idee sono sempre le stesse.

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***

Poi vediamo, le battute o la presunta spiritosaggine del protagonista Tony Stark (Robert Downey Junior) mi hanno lasciato piuttosto freddino.

La trovata del Mandarino è una reinterpretazione originale. Ricordo che ai tempi del secondo episodio, quando già si spettegolava del nuovo villain, si guardava con terrore alla resa di un personaggio come il Mandarino, soprattutto ai suoi anelli, che avrebbero rischiato di ridicolizzare involontariamente il tutto.
La scelta di Ben Kingsley si è rivelata efficace, e anche la sorpresa.

Aldrich Killian (Guy Pierce) è il classico villain. Anzi, più che classico, è un esaurito depresso e figlio di puttana, talmente sensibile che monta in piedi tutto questo casino per un appuntamento rivelatosi una buca. È vero che a Capodanno si è tutti un po’ giù, ma legarsela al dito così, e andiamo su… un po’ di elasticità.
Ma non è solo quello: piuttosto la potenza che questo villain esprime, inarrestabile, e di contro…

…la debolezza delle armature.
Cioè, alla fine uno se lo domanda, cos’ha usato Stark stavolta per costruirle? Alluminio misto a domopak?
Si sfaldano come burro sotto i colpi dei nemici, quando finora le abbiamo viste resistere a colpi di cannone e alle martellate di Thor, che per quanto si sforzino di presentacelo come un pacioccone biondo è, anche per la Marvel, un dio.
Quindi resiste a un dio, ma non a Guy Pierce. Ok.

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***

La bellezza delle armature. Sì, son belle come al solito, solo che, specialmente alla fine, quando ne arrivano tante, roba visibile anche dal trailer, la scena del combattimento è talmente incasinata da rievocare i fasti di Transformers di Michael Bay: What. The fuck. Is. Happening?
Ecco, se uno vuol godersi tutte le armature, capolavori di design, deve comprare il blu ray e mettere pausa, sennò non le vedi.
Altra cosa, a parte che sono telecomandate, l’unica arma che hanno sono i repulsori sulle mani, sono spariti tutti i giocattolini propri di Stark.

Il bambino. Che fa amicizia con Tony.
È inutile.

tonystark_and_mark42

***

Pepper Potts (Gwyneth Paltrow). Mah… e il mio “mah” è riferito all’ennesimo colpo di scena finale. Sì, ci può stare. No, non ci può stare.
Mi ha lasciato abbastanza freddo pure questo.
Soprattutto a causa del fatto che, di fronte all’ennesimo problema, esattamente come per gli attacchi di panico tutto si sia risolto in un “Non ti preoccupare, ti aggiusto io!” da parte di Tony.
Ma eravamo agli sgoccioli, e Iron Man 3 non è E.R.

E quindi niente, l’idea finale è che il messaggio voglia dire che per quante armature ti faccia, prima o poi bisogna crescere. Una cosa un po’ fessacchiotta, se detta da un ultra quarantenne.
Poi ho capito due cose:

a) che il film piacerà comunque.
b) il problema è solo mio.

Certi film e certe teorie non fanno più per me.

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