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Ink (2009)

by Germano on 26/02/2010
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Nutrivo grandi aspettative per questo film. Inutile negarlo.
Sedotto dalla promessa di una storia originale, descritta da un’eccellente fotografia.
Il fatto poi che fosse un film indipendente mi aveva ancor più ben disposto. Se proprio devo dirla tutta era stata la musica che… insomma, non mi convinceva del tutto. Troppo languida. Troppo dolce. Così diversa rispetto a quella che mi sarei aspettato per questo genere di film.
Cosa mi aspettassi, poi, davvero, proprio non lo so.
Lento è la prima parola che mi viene in mente pensando a Ink di Jamin Winans. Noioso è la seconda.
A questo punto, molti di voi si stanno ponendo certamente la domanda:
“Perché ne stiamo ancora parlando, allora?”.
E credetemi, io la risposta non ce l’ho…

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[ATTENZIONE! ALLARME ANTICIPAZIONI IN BLU!]

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Esiste un Altrove in questo film. Un mondo onirico, un’aldilà, qualcos’altro. Comunque lo vogliate chiamare, questo mondo è abitato da esseri fatati, i Cantastorie e gli Incubi. Entrambe le stirpi si sono suddivise equamente l’inconscio degli esseri umani e, quando le loro città vengono ammantate dalle tenebre ed essi sprofondano nel sonno, costoro si adoperano -assolutamente invisibili- per dispensare a ciascuno di loro sogni o, rispettivamente, incubi.
Emma è una bambina di cinque anni che viene rapita da Ink, una creatura dell’altrove vestita di un nero mantello con cappuccio che serve a coprire la mostruosità (?) del suo aspetto. In realtà Ink non rapisce fisicamente la bambina, ma sequestra la sua anima (?). Emma è il costo, il sacrificio che Ink deve portare al cospetto dell’Assemblea, l’organo di controllo del mondo degli Incubi, per provare la sua lealtà e perché la sua petizione di diventare a sua volta un Incubo possa essere accolta.
I Cantastorie, in qualche modo creture legate alla luce, guidate da un Cercatore di nome Jacob, un altro essere che possiede il dono di alterare il destino degli esseri umani provocando piccoli eventi che scatenano opportune reazioni a catena, si adoperano per salvarla.

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Cosa va

Le trovate interessanti di questo film riguardano soprattutto il look dei protagonisti. Gli Incubi sanno essere inquietanti coi loro vestiti lucidi e neri, con le tenebre che accompagnano il loro passaggio, con le lastre trasparenti sistemate a mo’ di visiera davanti al volto, quest’ultimo costantemente distorto da emanazioni del loro potere assimilabili in qualche modo a interferenze e distorsioni d’immagine. Spettacolari soprattutto quando si accingono al combattimento, togliendo la lastra e restando con occhiali riflettenti che spiccano in contrasto con l’oscurità che li ricopre.
Altro punto di forza è che l’interazione di Incubi e Cantastorie con il mondo reale è minima quando non inesistente. I combattimenti molto violenti che si susseguono tra le due stirpi spesso provocano danni materiali nel mondo reale che, però, vengono spontaneamente rigenerati; in termini di effetti speciali ciò consiste nel mandare al contrario la pellicola, ma l’idea in sé è carina. L’unico, come già detto, capace di influenzare il mondo degli uomini è il Cercatore che attraverso il suono di uno strumento che ricorda vagamente un grammofono conduce come fosse un direttore d’orchestra una sequenza di eventi che egli utilizza per piegare la realtà ai propri scopi.

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Cosa non va

E’ un film manicheo, con l’aggiunta di qualche creatura, come Ink, non schierata. Luce e Tenebre su opposti fronti che se le danno di santa ragione in megarisse neanche troppo belle a vedersi, complici anche le riprese, traballanti per -credo- maggior realismo.
La fotografia che tanto mi era piaciuta nel trailer diventa ben presto insopportabile. Questo continuo filtrare le immagini produce un effetto sfocato e lattiginoso che snerva.
E’ lento e silenzioso e, vista la sua durata, un’ora e tre quarti, la faccenda si fa pesante.
Pessima colonna sonora. Troppo dolce e arcaica con la sua melodia al pianoforte.
Ink non è altro che il Frankenstein di turno. Creatura interessante, ma, in fin dei conti, sempre il solito mostro con l’anima in attesa di redenzione. Che palle…
L’Altrove, come lo chiamo io, o meglio, il mondo dall’altra parte: be’, se fosse così, ci sarebbe ben poco da stare allegri. Un bosco, un zona neutra in bianco e nero e dei bui corridoi ricoperti di pannelli… E allora?
I Cantastorie che risultano essere agghindati chi come un impiegato del catasto, chi come una sorta di protopunk e chi, come Jacob, alla stregua del cugino di Eminem con del nastro adesivo isolante messo in croce sugli occhi.

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Conclusioni

Da parte mia non ve lo consiglio. E’ lento e noioso per ogni fascia d’età, questo è sicuro.
Una cosa, però, mi preme segnalare. Ve la riporto interamente da IMDb,

No big studio picked up the film for theatrical and home distribution. Double Edge Films pitched the movie directly to independent cinemas and to the DVD, Blu-ray and online distribution by themselves. After the release it became the most downloaded movies in file sharing torrent sites more accurately 400,000 times in a single week and exposed the film to a large audience, leading to higher DVD and Blu-ray sales in return. The independent filmmakers wrote in their newsletter that they had “embraced the piracy” and are “happy Ink is getting unprecedented exposure.”

Gli autori stessi hanno affermato che questo film è divenuto popolare solo grazie a internet.
Sipario.

Scheda del film su IMDb

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