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Il topo e la spada (laser)

by Germano on 21/12/2015
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Si parlava con Davide e Marco di Star Wars VII – The Force Awakens.
Il discorso verteva su alcune scelte di JJ Abrams (o di chi per lui, i co-sceneggiatori, gli stormtrooper con gli elmetti da cui spuntano le orecchie tonde di un topo, o chiunque altro coinvolto nel progetto Il Risveglio della Forza che abbia cagionato tali scelte narrative), che hanno suscitato scalpore, diciamo così, nel variopinto sottobosco dei fanz integralisti della saga fantasy-fantascientifica più famosa di tutte le ere.

17-– Attenzione, ci sono spoiler e speculazioni sul futuro della nuova trilogia –

E se si ride, alla viscida e razzista obiezione, mossa da alcuni, che John Boyega/Finn, in quanto stormtrooper, non possa essere nero, perché clone di Fett (obiezione smontabile da chiunque abbia visto e ascoltato il film: può esserlo benissimo, uno stormtrooper, perché questi dell’Episodio VII non sono i cloni imperiali, ma individui rapiti in tenera età e condizionati come soldati), più complessa e intrigante, almeno per gli appassionati, è la teoria legata a due aspetti della spada laser azzurra, vera e propria guest star di questo nuovo capitolo della saga:

– come cazzo ha fatto, dalle profondità gassose di Bespin, a finire in uno scrigno, a sua volta contenuto nella cantina di una cantina, su un diverso pianeta?

– perché funziona tipo Excalibur?

By HotTopicMan83 (DeviantArt)

By HotTopicMan83 (DeviantArt)

La spada laser suddetta, che qui vediamo in una diapositiva, è appartenuta a Anakin Skywalker, poi abbandonata per la nuova lama rossa dopo la sua adesione al Lato Oscuro, consegnata a Luke da Ben Kenobi nell’Episodio IV, poi persa dallo stesso Luke ne L’Impero colpisce ancora, insieme alla mano destra, amputata da un fendente di Darth Vader.
Spada che, per quanto ne sapevamo, precipita da Cloud City sulla superficie di Bespin, un gigante gassoso.

Luke stesso, evidentemente impossibilitato a ritrovarla, la rimpiazza con la spada verde che impugna ne Il Ritorno dello Jedi (che, leggevo in giro, in realtà era azzurra pure quella, solo che quasi scompariva, sullo sfondo del cielo nelle sequenze su Tatooine, quindi si decise di colorarla di verde).

luke green lightsaber

Ora, la spada azzurra ritorna in pompa magna. E se, alla legittima domanda, posta anche nel film, “Come cazzo può trovarsi qui, questa spada? Non era precipitata su Giove, tipo? Chi l’ha raccolta? La donna delle pulizie di Cloud City?”, JJ risponde liquidando la cosa con un “non c’è tempo adesso, per queste domande”, o una roba del genere, che è una risposta di una comodità a dir poco irritante, tipica di Abrams, non altrettanto chiaro è il ruolo che la suddetta spada ha nel film.

daisy ridley

Daisy Ridley attorniata dagli stormtrooper del Primo Ordine

La spada laser azzurra diviene una sorta di Excalibur, una spada mistica che, in qualche modo, riattiva la Forza sopita in Rey (Daisy Ridley) e le permette di scoprire quello che è il suo Destino: combattere i nuovi cattivi, il Primo Ordine, nato dalle ceneri dell’Impero Galattico.

Quello che pochi sanno, che di certo non sono tra gli appassionati, è che ogni spada laser contiene un cristallo (o più d’uno; oltre ad altre componenti elettroniche che le permettono di funzionare) che ne determina il colore e, in certi casi, la potenza e l’estensione e/o densità della lama. Senza fare una lezione di fanta-fisica, l’idea alla base del cristallo e che esso sia rinvenuto dal candidato Jedi, quindi ancora padawan, dopo una ricerca particolare, che ha valenza mistica, e che esso venga scelto (tra i tanti cristalli) perché emana una vibrazione che lo mette in sintonia con la Forza del futuro Jedi.
Questa particolarità fa della futura spada laser un oggetto assolutamente personale del Jedi che la impugna. In qualche modo, inoltre, questa sintonia tra spada e possessore crea una sorta di base empatica nel cristallo, di fatto trasmissibile agli eredi del possessore della spada. In questo caso, l’energia, il retaggio, o quello che volete, di Anakin Skywalker, passato per Luke, potrebbe essersi riversato in Rey?

Excursus: un interessante approfondimento alla teoria dei cristalli può essere costituito dalla lettura di Splinter of the Mind’s Eye (La gemma di Kaiburr), di Alan Dean Foster. Romanzo scritto subito dopo Una nuova Speranza, nel timore che il film non racimolasse abbastanza quattrini e che George Lucas perdesse la propria casa, e che costituisce, di fatto, il primissimo materiale extra dell’universo, ancora di là da venire, di Guerre Stellari, dove Luke e Leia sono alla ricerca della gemma di Kaiburr, un cristallo rosso che veicola la Forza, inseguiti da Darth Vader in persona e dove, udite udite, si gettano le basi per una seria interazione amorosa tra fratello e sorella Skywalker, ancora molto lontani dallo scoprire la reciproca parentela.

Splinter_of_the_Minds_Eye

Edito in Italia da Mondadori

Da quello che abbiamo visto è possibile, questa sorta di trasmissione, e ha causato in Rey un risveglio della Forza (come da titolo), nonché un recupero di alcuni frammenti della sua memoria.

Quello che non è spiegato, nel film, e che appare come la banalissima strizzatina d’occhio di Abrams fatta dai fan per i fan (tra le innumerevoli del film), è come abbia fatto la spada ad arrivare lì. Non era forse più semplice, e altrettanto efficace, far rinvenire nella cantina la spada verde? Dopotutto ha più senso, essendo Luke Skywalker in esilio volontario, che abbia abbandonato la propria arma.
E invece, abbiamo a che fare con una spada che è stata recuperata da un mare di gas, quando Luke stesso l’aveva abbandonata, pur essendo “LA SPADA DI SUO PADRE”. Sento già il Maestro Yoda sussurrare “Agli oggetti materiali bene non affezionarsi troppo è, Luke”. E infatti…
Ok, prendiamo la cosa per buona, se riusciamo a digerirla. E prepariamoci alla supercazzola con cui essa sarà giustificata.

Quello a cui proprio si stenta a credere è che Rey (e anche Finn, per un po’) possa maneggiare la suddetta spada con la perizia di un combattente smaliziato, avendola impugnata per dieci secondi, quando persino il potente Luke, che pure ha toccato la spada di suo padre nell’Episodio IV – non avendone ricavato alcuna illuminazione –, ha avuto bisogno di parecchio allenamento e per maneggiarla e, soprattutto, per padroneggiare la Forza stessa.
Non si nasce imparati, si dice dalle mie parti.
Che vuol significare che, per ottenere risultati, uno si deve smazzare il culo e studiare.

reyCoerentemente con la teoria di Abrams (e un po’ anche di Lucas stesso quando ha introdotto i fottuti midiclorian), la Forza e l’impiego di essa sono esclusivo appannaggio di un’elite di prescelti, per sangue, midiclorian o diritto divino; non proprio ciò che Obi Wan diceva della Forza stessa. Prescelti dalla vita o dal DNA, quindi, la cui abilità arriva per osmosi, addirittura impugnando un’arma che ok, vibra alla stessa frequenza del possessore originario, ma che finora, almeno, non ha permesso il download immediato delle facoltà jedi. A meno di non essermi perso un passaggio fondamentale.

A meno che… a meno che, ancora… la suddetta Rey non sia stata allenata alla via dei Jedi molto, molto tempo prima, prima ancora del suo abbandono sul pianeta desertico dove la conosciamo, e che quindi non sappia, in effetti, già usare sia la Forza che la spada laser. Dopotutto, non sarebbe la prima volta che i jedi ricorrono a tecniche di coercizione mentale per nascondere lo scomodo passato di alcuni individui, per la loro stessa protezione.

Certo è che non avrei voluto aspettare due anni, per conoscere la verità a riguardo.
Nell’attesa non perderò il sonno.

*

Volevo ringraziare Davide e Marco, senza il cui apporto, questo articolo non sarebbe stato scritto.

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