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Il secondo Iron Man

by Germano on 15/03/2010
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Sembra che Jon Favreau, o chi per lui, abbia fatto tesoro della lezione di Steven Spielberg, quando nel ’96, alle prese con il secondo capitolo di Jurassic Park, dichiarò, in un’intervista, che la gente dai sequel si aspetta di più. Vige, quindi, la regola del raddoppio: più dinosauri per lui, più armature per Favreau e, di conseguenza, più uomini di ferro, più segretarie sexy, Paltrow e Johansson, quest’ultima ci delizierà anche mostrandosi in tuta attillata in versione Black Widow insieme ad un osceno (d’aspetto) Mickey Rourke, e, decisamente, a giudicare da questo secondo trailer, molto più spettacolo.

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Sono indulgente verso questa ennesima versione cinematografica di uno dei tanti supereroi marvelliani. Perché, vi chiederete voi?
La trama non c’è. Il primo Iron Man è pieno zeppo di stereotipi, compresi i terroristi islamici macchiette, secondo l’umiliante visione americana. E, tra le tante, c’è anche l’antipatica retorica anti-militarista del tipo: il trafficante d’armi si rende conto che le sue armi ultra-potenti uccidono anche i sedicenti buoni, ovvero, le armi fanno male e non guardano in faccia a nessuno. Ma va?
Eppure, eppure… mi ha divertito. Iron Man mi ha divertito come nessun altro film della serie supereroistica in voga negli ultimi anni.
Per cui, una volta tanto, ho messo volontariamente da parte la mia capacità critica che, almeno a sentire certi pareri, riesce a mietere vittime illustri, e mi sono goduto un grande spettacolo. Leggero, pieno di esplosioni e, soprattutto, una delizia per gli occhi che si perdono a scrutare ogni centimetro di quell’armatura rossa, veramente ben concepita e realizzata; così tanto che non è necessario, non inutile, ma semplicemente non necessario, andare a perlustrare per vendetta, i pochi centimetri mostrati da Gwyneth Paltrow. Diciamo che è un gradito plus-valore, non una fuga, se mi capite.
E poi, a parte Gwyneth Paltrow, per la quale ho sempre avuto un debole, anche il cattivo Jeff Bridges, ma soprattutto Robert Downey Junior mi hanno piacevolmente sorpreso.
Tony Stark, un personaggio non precisamente mister Simpatia negli album a fumetti, è cucito addosso a Downey che gli ha restituito quella sorta di simpatica verve mancante, invece, a tutti gli Spider-Man, gli Hulk, i Fantastici Quattro e i Batman di sorta, con buona pace del gigione Christian Bale e del fu Heath Ledger.

Parlando, infine, dell’imminente secondo capitolo [il 30 aprile nei cinema italiani, rispetto al 7 maggio degli Stati Uniti!]… Come posso darvi torto?
Gia in due minuti e mezzo di trailer possiamo vedere:

a) Mickey Rourke in versione Mangiafuoco, con tanto di fruste elettriche e una capigliatura ridicola.

b) sempre Mickey Rourke nel ruolo del cattivone preso al discount, che vive in un bucigattolo, tappezza i muri di casa sua con ritagli di giornale del suo nemico, bello, ricco e famoso e, nel frattempo, medita vendetta.

c) Scarlett Johansson che si inserisce, sinuosa, nel rapporto adolescenziale tra Stark e Pepper Potts.

d) mazzate su mazzate tra iron-men buoni e iron-men cattivi, che hanno l’armatura più brutta proprio perché sono cattivi e i cattivi, si sa, devono essere brutti ed avere l’equipaggiamento peggiore.

E io? E io chiuderò gli occhi e farò finta di non vedere.
Anzi, li aprirò ben bene e mi gusterò quest’altro giocattolone tutto effetti speciali e humour becero servitomi su un piatto d’argento, mettendo il senso critico a riposare una seconda volta. Con buona pace di tutti.

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