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Dietro le quinte di Ghostbusters

by Germano on 25/02/2014
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Ghostbusters è uno di quei film per i quali mi sento un privilegiato. Privilegiato perché io (e tutti coloro che insieme a me condivisero quei momenti) l’ho visto nel decennio in cui fu realizzato, l’ho vissuto con la sensibilità del periodo, perché quella era l’epoca d’oro del doppiaggio e dell’adattamento dei dialoghi italiani (e del cinema americano) e soprattutto perché potrò sempre dire: io c’ero.
Con la scomparsa di Harold Ramis, mi è sembrato opportuno ripercorrere alcune delle curiosità legate a questo film. E dunque, ecco a voi alcuni, interessanti dietro le quinte:

Prima del rilascio del film, per mantenere vivo l’interesse, Ivan Reitman utilizzò un trailer, che è fondamentalmente la pubblicità che i Ghostbusters utilizzano nel film, con sovrimpresso un vero numero telefonico, abilitato a ricevere chiamate. I chiamanti potevano ascoltare un messaggio registrato di Bill Murray e Dan Aykroyd che recitava pressappoco così: “Ciao. Siamo fuori a catturare i fantasmi, adesso.” Durante la messa in onda di questo spot, vennero effettuate una media di 1.000 chiamate all’ora, 24 ore al giorno, per sei settimane.

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Nella prima versione della sceneggiatura di Dan Aykroyd, Ghostbusters era ambientato in un futuro remoto in cui le squadre di Acchiappafantasmi erano comuni come quelle dei Vigili del Fuoco e del Pronto Soccorso.

Sul set, Dan Aykroyd si riferiva al fantasma “Slimer” come al fantasma di John Belushi.

Eddie Murphy aveva accettato il ruolo di Winston; il personaggio era in realtà destinato ad apparire molto di più durante il film. Winston in origine aveva aderito al team molto prima, e doveva essere lui a essere “smerdato” da Slimer, durante la caccia nell’hotel. Dopo che Murphy rifiutò il ruolo, la sceneggiatura fu riscritta per far apparire Winston verso la metà del film.

La crema di “marshmallow” era in realtà schiuma da barba. Più di centonovanta litri di schiuma vennero versati addosso a Walter Peck (William Atherton), facendolo quasi cadere a terra privo di sensi.

Nel commento al DVD, Ivan Reitman dice di aver ricevuto una chiamata da William Atherton, il quale lamentava che il film avrebbe rovinato la sua vita. Il personaggio di Walter Peck era così odiato che la gente era solita trattare Atherton come fosse Peck. A quanto pare, più di una volta, Atherton subì aggressioni in locali pubblici, da parte di gente che detestava il suo personaggio.

Il ruolo di Peter Venkman è stato originariamente scritto per John Belushi.

Fino al rilascio di Mamma, ho perso l’aereo (1990), Ghostbusters è stata la commedia campione di incassi di tutti i tempi.

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Gli esperimenti a base di shock elettrici che Venkman conduce sugli studenti universitari parodiano i veri Rhine Experiments, circa la reale possibilità dell’ESP (percezione extra-sensoriale). Nei primi anni Trenta del Novecento, il duca psicologo J.B. Rhine, interessato di parapsicologia, volle testare l’ESP. Utilizzando le Carte Zener, un mazzo di 25 carte con 5 simboli diversi, ai soggetti del test venne chiesto di riferire quale fosse la carta tenuta coperta dall’esecutore dell’esperimento. Sebbene Rhine riferì che un candidato fu in grado di indovinare tutte le 25 carte correttamente, i risultati non sono mai stati confermati e replicati, e Venkman è apparentemente intento a replicare l’esperimento con l’ausilio di scariche elettriche. Inoltre, anche l’esperimento di Milgram è stato usato come fonte di ispirazione: in cui ai candidati veniva chiesto di dare scosse elettriche sempre più intense a perfetti sconosciuti. Quest’ultimo esperimento aveva lo scopo di constatare quanto lontano si potesse spingere la gente se opportunamente stimolata.

La versione originale di Ghostbusters – Acchiappafantasmi (1984) prevedeva tre personaggi principali, interpretati da: John Belushi, Dan Aykroyd e Eddie Murphy. Combattevano fantasmi in tenuta da S.W.A.T. con bacchette al posto delle pistole. Il fantasma di nome Slimer era noto come ‘Onionhead’, e alla fine del film, l’impresa “Ghostbusters” estendeva il monopolio a tutti gli Stati Uniti. Tuttavia, la morte di Belushi spinse a riscrivere interamente la sceneggiatura.

Quando Venkman cita l’episodio in cui Spengler cercò di praticargli un buco in testa, la risposta di Spengler (“Avrebbe funzionato se non mi fossi fermato”) fu in realtà improvvisata da Harold Ramis. Così come improvvisata fu la maggior parte delle battute pronunciate da Bill Murray.

John Candy rinunciò al ruolo di Louis Tully perché le sue idee per il personaggio continuavano a essere respinte. Secondo Ivan Reitman, nel commento audio al DVD, Candy suggerì che Tully avesse un accento tedesco e una coppia di cani schnauzer. Rick Moranis venne quindi chiamato a rimpiazzare Candy all’ultimo momento.

Il nome Gozer si basa su due cose diverse. Esisteva una concessionaria Chevrolet chiamata Gozer, nello stato di New York. Ma Gozer era anche un dettaglio significativo che ricordava una infestazione, documentata in Inghilterra, durante la quale il nome Gozer apparve misteriosamente in tutta la casa, scritto sui muri e sulle suppellettili.

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La caserma dei pompieri utilizzata come base degli Acchiappafantasmi è in realtà composta da due differenti edifici, situati in due città diverse. L’esterno è a New York, mentre l’interno è nel centro di Los Angeles. La caserma dei pompieri di LA è molto popolare ed è stata utilizzata in molti altri film.

L’effetto della levitazione di Sigourney Weaver è un effetto fisico reale, non un effetto ottico. L’attrice indossò una tuta completa fissata a dei cavi nascosti nelle tende.

Harold Ramis in realtà non aveva intenzione di recitare nel film, solo scriverlo. Decise il contrario dopo essersi reso conto che era la persona più adatta per il ruolo, date alcune affinità nella personalità sua e del personaggio.

La scena della festa in cui Louis Tully (Rick Moranis) intrattiene i suoi ospiti (commentando il prezzo del salmone, etc) non solo è stata completata in un solo ciak, ma è quasi completamente improvvisata.

L’Omino dei Marshmallows (Stay-Puft) originariamente doveva venire fuori dall’acqua proprio accanto alla Statua della Libertà, per ottenere un contrasto di dimensioni, ma la scena era troppo difficile da girare con la tecnologia dell’epoca.

La sonda che Venkman utilizza in casa di Dana è in realtà una United Technologies / Bacharach 300 detta “Sniffer”, normalmente utilizzata per individuare perdite di gas o livelli di ossigeno molto bassi. È concepibile, basandosi sulla teoria del film, che un tale rivelatore possa essere modificato per trovare altri tipi di emissioni – forse anche quelle di creature sovrannaturali.

Le riprese della scena della prigione vennero girate in una prigione abbandonata, famosa per essere un luogo infestato. Si dice che più di un membro della troupe, durante il periodo delle riprese, si lamentò della comparsa di graffi sulla pelle, che non avevano causa apparente. Ivan Reitman era molto preoccupato di tornare lì, nel caso fossero state necessarie altre riprese, ma alla fine non fu necessario, nel sollievo generale.

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La Ectomobile (o Ecto-1) fu guidata per le strade di Manhattan durante il lancio pubblicitario del film. Era originariamente dipinta di nero, fino a quando qualcuno non obiettò che essendo la maggior parte delle riprese in notturna, la vettura sarebbe stata difficile da vedere. Quindi si decise di riverniciarla di bianco.

Le sequenze di corsa a piedi e di guida della Ecto-1 a New York sono state realizzate il primo giorno di riprese, in gran parte senza permesso. In una scena, si può intravedere una vera guardia di sicurezza che inizia a inseguire gli attori vestiti da Acchiappafantasmi, e Dan Aykroyd può essere visto guidare realmente la Ectomobile.

Il termine ‘zaino protonico’ non è mai stato effettivamente utilizzato fino alla metà di Ghostbusters II (1989), quando Spengler, nel tunnel della metropolitana dice “prima di andare avanti, penso che dovremmo prendere i nostri zaini protonici”.

Probabilmente una interessante coincidenza, il nome di “Zuul” corrisponde a “Zuhl”, un essere alieno che George Adamski ha affermato di aver incontrato nel suo libro del 1955, “Dentro le navi spaziali”.

Fonte: IMDb

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