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Scanners (1981)

by Germano on 08/02/2010
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In confronto ad uno scanner, gli altri supereroi sono niente. E, per supereroi, intendo tutti quei personaggi speciali, dotati, con caratteristiche innate e sovrannaturali che sono stati e vengono dati in pasto a noi spettatori di bocca buona -così ci ritengono- da nerd convertiti al marketting (prego, notare la doppia “t”) o da improvvisati e occasionali cultori di fumetti mediocri.
Vittime, gli eroi, prima del ruolo pensato e scritto per loro; in secondo luogo, vittime dei propri, ridicoli e insensati poteri, terzo, vittime della mancanza regina che i loro autori dimostrano: il senso del ridicolo.
Tra parentesi, si fa per dire, sono uno che, a suo tempo, ha divorato, anche con gusto, centinaia di albi di personaggi Marvel e, ormai dovreste saperlo, un patito di fantascienza.
La fantascienza… Più oscura e tragica è, meglio è. Per me, s’intende.
Non vado d’accordo coi finali lieti e sdolcinati, coi finali dove il protagonista ce la fa per il rotto della cuffia, anzi, per meglio dire… per il suo c*lo rotto, contro poteri e forze soverchianti. Se il nemico è forte, troppo più forte dell’eroe, allora è giusto, più che giusto che il nemico vinca, perché si compia un degno destino che non tolga onore a nessuno.
Senza trascurare il realismo di fondo. Fantascienza non esclude verosimiglianza. E’ importante. Per cui, da un telepate/telecineta mi aspetto che possa leggere il pensiero, spostare oggetti, anche violentemente e ridurre le proprie vittime a brandelli, ma non certo distruggere l’intero pianeta Terra! (vedi La Fenice a.k.a Jean Grey). L’esagerazione, come le iperboli, sortiscono su di me un effetto repellente.

La testa che esplode

Oggigiorno, preferendo perder tempo appresso alle panzane tipo salva la cheerleader tappa, salva il mondo! di Heroes, davvero in pochi conoscono questo film. Me lo dicono i referrer di histats, tanto per cominciare, e gli stessi mi dicono anche un’altra cosa, che in molti, paradossalmente, ricordano, pur ignorando il film, la notissima scena della testa che esplode in un trionfo di polpa sanguinolenta composta, per lo più, da cibo per cani e fegato di coniglio, fatto saltare in aria da un fucile a pompa calibro 12.
Questa immagine tanto famosa, l’avrete probabilmente vista in forma di avatar o di firma di qualche spassoso utente di forum, di molti forum.
Se cercate quella scena è questo film che dovete guardare. Essa, in particolare, come molte altre sequenze, potrebbe risultare in antitesi con quanto dichiarato finora, ma è proprio questo il punto: la verosimiglianza non può e non deve escludere/soffocare l’elemento fantastico, purché quest’ultimo mantenga un livello di coerenza e credibilità nella mia volontaria sospensione dell’incredulità. Mi piace pensare ad un telepate come ad un essere estremamente potente e pericoloso; io lo immaginerei esattamente come è rappresentato in questo film dove, gli esseri speciali, pur essendo tali, quando cadono, si fanno male come chiunque altro…

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Scanners (1981) di David Cronenberg

Strana coincidenza, ma sembra proprio che anche Scanners prenda spunto dal medesimo romanzo, Naked Lunch di William S. Burroughs, che, dieci anni dopo, nel 1991, sarebbe stato alla base del film omonimo, sempre per la regia di Cronenberg.
Nel libro si fa riferimento ad una fantomatica organizzazione segreta, composta da telepati denominati “senders” che complottano per il dominio sul mondo. Cosa che accade anche qui.

La ConSec, una società di ricerca privata, ha finanziato, nel corso degli anni, un progetto teso all’individuazione e allo studio dei cosiddetti scanners, esseri umani che dispongono di incredibili doti extrasensoriali; essi sono telepati in grado di leggere il pensiero altrui, ma non solo; in effetti, uno scanner può controllare attraverso la mente qualsiasi funzione corporea, dal respiro alla pressione sanguigna, dal battito cardiaco al flusso del pensiero. Uno scanner è, di fatto, un essere superiore, forse un incidente del percorso evolutivo, e, sopra ogni cosa, un essere estremamente pericoloso.

La ConSec è riuscita ad individuare ben 237 scanners, ma di questi, soltanto uno è rimasto a collaborare con loro. I restanti sono scomparsi o uccisi, come avverrà con questo nella celeberrima sequenza di cui sopra, da Darryl Revok (Michael Ironside), il primo caso speciale noto alla corporazione e il più potente scanner vivente.
Prima di soccombere e di essere rovesciata, la ConSec, attraverso l’operato

del Dott. Paul Ruth (Patrick McGoohan), è riuscita a individuare un altro scanner sconosciuto all’organizzazione di Revok e ad istruirlo ed inviarlo in missione per rintracciare e uccidere lo stesso Revok. Costui è Cameron Vale (Stephen Lack) un disadattato che decide di collaborare perché affascinato dalla carismatica personalità del Dott. Ruth, a soprattutto perché la ConSec è in grado di fornigli dosi di ephemerol, l’unica sostanza, iniettabile, in grado di sopprimere temporaneamente le capacità cognitive degli scanner che, essendone privi, sono costantemente sommersi dal flusso di pensieri proveniente da qualunque altro essere umano intorno a loro.

Nella sua missione, egli sarà aiutato da una donna, Kim Obrist (Jennifer O’Neill), dotata dei suoi stessi poteri. I due percorreranno a ritroso gli indizi sul passato di Revok e sulla società farmaceutica, la Biocarbon Amalgamate, creatrice dell’ephemerol, il farmaco che, si scoprirà, non solo scherma il flusso telepatico, ma che è allo stesso tempo causa dell’alterazione genetica che è alla base degli stessi scanner.

Il film è veloce, scorrevole, colmo di scene d’azione d’insospettabile efficacia. Cronenberg, diversamente, da altri suoi lavori, non si lascia andare a riflessioni misticheggianti o di particolare impronta metafisica, come in Videodrome, prediligendo stavolta il solo intreccio diretto. Egli ci mostra in diverse sequenze, il letale potere di uno scanner, letteralmente in grado di far esplodere la testa ad un altro essere umano, in grado di istigarlo al suicidio e a compiere qualsiasi altro ordine gli venga impresso nella mente. Durante il film, scopriremo che persino nel grembo materno, uno scanner è in grado di danneggiare un altro essere vivente; apprenderemo che, per il protagonista, Vale, da vero precursore, è facile inserirsi per via telematica nei computer di un’azienda e leggerli, acquisendone in tal modo i dati, attraverso un’interazione diretta tra la mente umana e i circuiti di elaborazione di calcolo in quel particolare connubio tra carne, mente e tecnologia tanto caro al regista.
Cronenberg ci mette anche del suo, insistendo particolarmente sugli effetti truculenti, vero e proprio splatter, che il potere del telepate provoca: la semplice sonda mentale suscita intenso dolore ed epistassi nella penetrazione della coscienza altrui, fino allo spettacolare duello finale tra Vale e Revok, dove i corpi dei due avversari sono letteralmente deformati dalla rispettiva ferocia e intensità dei loro poteri.
Sembra, addirittura, che questa sequenza finale, sia stata censurata dallo stesso Cronenberg e che in origine prevedesse l’esplosione della calotta cranica di Vale, in uno zampillare di scintille e sangue, come testimoniato dal fotogramma seguente.

Non si tratta di un capolavoro, ma di un film una volta tanto realistico, pur nella sua fondamentale componente fantastica, non privo, ed è essenziale, di una sua sobrietà. Vedetelo e capirete.

Scanners ha conosciuto diversi seguiti, uno più osceno dell’altro. Ed è probabile un remake per il 2011. Purtroppo.

Edit by elgraeco (09/02/2010, ore 14.58)

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