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Fist of the North Star

by Germano on 18/12/2009
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👿 Mentre TUTTO IL RESTO DEL MONDO si gode Avatar di James Cameron nei cinema, noi ci dobbiamo accontentare di annusarlo da lontano leggendo recensioni e aspettando ancora un mese perché qualche furbone ha deciso così.
Oggi ho pochissmo tempo a disposizione; e, a causa di questo e dell’incazzatura di cui sopra, la mia vecchia -ma sconosciuta- recensione del film seguente è tutto ciò che rimane. Godetevela, se ci riuscite…

Anch’io da ragazzo ho guardato in tv Ken il Guerriero, anch’io come tutti quelli che l’hanno visto in tv ho letto, avidamente, il fumetto e anch’io, come pochi, a quanto pare, ho saputo dell’esistenza di Fist of the North Star (1995), l’epico film ispirato al manga e interpretato da attori in carne e ossa!

Soltanto da poco, però, ho trovato il coraggio di procurarmelo e guardarlo…

Diretto da Tony Randel (?), Fist of the North Star è un capolavoro assoluto e inarrivabile del trash. Stranamente e sorprendentemente affascinante nella scenografia, girato esclusivamente al coperto, assume, nella ricostruzione degli scenari post-nucleari, quasi una dimensione onirica che lo salva, almeno, al primo sguardo; direi anzi che il più cospicuo sforzo finanziario della produzione è stato incentrato nella costruzione dei set che, paradossalmente, sembrano fin troppo curati per un film mediocre qual è questo. Questa, la scenografia, è la prima delle due note positive di tutta la pellicola.
Questo film appare essere, per il resto, completamente sbagliato: sbagliati gli attori, sbagliate le scene, lento il montaggio, fuori tempo e fuori di testa la musica di sottofondo che quasi mai è adatta alla sequenza che accompagna…
Il cast, ed è veramente incredibile, vanta un nome quale Malcolm McDowell (Arancia Meccanica) che, probabilmente -altrimenti non si spiega-, ha accettato di partecipare a questo film sotto minaccia di morte o perché finanziariamente rovinato; suo il ruolo di Ryuken, il Maestro di Hokuto -qui chiamato “il maestro del pugno della stella polare”- che, udite udite, all’inizio del film viene fatto fuori, CON UN COLPO DI PISTOLA!!!, da un giovane e castano Shin (Costas Mandylor) coi capelli corti -anche se verso la fine del film gli sono ormai ricresciuti-.
Kenshiro è interpretato da un soporifero/epilettico Gary Daniels che, forte delle sette cicatrici di plastica che si stagliano sul suo petto -la scena delle cicatrici è aderente alla tradizione eccetto per il fatto che Shin, sempre coi capelli corti, è vestito come un ufficiale delle SS-, vaga attraverso questo mondo distrutto, vestito come Mel Gibson nella trilogia di Mad Max, alla ricerca della sua fidanzata Julia, strappatagli da Shin, avvolto in una specie di mantello arancione, che pare un accappatoio ma resiste alla pioggia acida, e afflitto da una grave paresi facciale che gli dà, che sia felice o stia morendo dal dolore, sempre la stessa espressione da cerebroleso.
Bart o Bat qui è un teppistello orientale con la cresta tinta di biondo platino, la piccola Lynn (Rin) è la più aderente all’originale, eccetto per il fatto che è cieca, non muta, ma come la Lynn del fumetto, anche questa viene curata da Kenshiro e di lì a poco, in situazione di pericolo si tramuterà in una banshee invocando l’aiuto di Ken.
Il secondo nome noto del cast è il defunto Chris Penn -fratello del più famoso Sean- che interpreta Jackal, ma che in realtà dovrebbe essere Jagi, il fratello “scemo” di Kenshiro & C., qui al servizio di Shin; come nel fumetto egli è stato in passato colpito da Ken ed è costretto ad indossare una rete metallica sul capo per evitarne l’esplosione…
L’altra e ultima nota positiva è l’attribuzione del ruolo di Julia ad un’attrice giapponese molto bella, tale Isako Washio, che appare essere l’unica in grado di recitare, anche se la sua performance non è qui delle migliori… Julia conserva la sua aria indifferente e sprezzante nei confronti di Shin e custodisce, gelosamente, un non ben identificato sacchetto… tale sacchetto, donatole da Kenshiro, poco prima del fattaccio con Shin, sembra contenere il futuro della razza umana: semi. Sì, proprio alcuni semi di piante… Pari pari la scena del fumetto, salvo che qui, da quei semi sembra effettivamente dipendere il destino di tutta la razza umana e non promanare un mero, per quanto profondo, valore simbolico…
Che altro… Ah, sì, da notare il penoso tentativo di riprodurre gli effetti delle tecniche Nanto e Hokuto, con risultati sempre, involontariamente, esilaranti:

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(da www.serateotaku.altervista.org)

Lo consiglio fortemente a chi ama il trash biblico! Talmente trash da risultare artistico!
Altrimenti è meglio evitare…

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