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Voi lettori

by Germano on 06/03/2011
Book and Negative
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Nuovo appuntamento con la categoria Narrativa & Dintorni, oppure Scrittura-Non Scrittura, come preferisco chiamarla io. Ancora una volta nel week-end. Chissà che non diventi una cosa settimanale a cadenza fissa.
Sto lavorando a un Secondo Progetto legato al Survival Blog. Solo in pochi sono a conoscenza dei contenuti. E sono persone fidate.
A loro mi rivolgo ogni tanto per ottenere pareri, consigli, suggerimenti e, perché no, anche giudizi.
Alcune volte (la maggior parte) è utile, altre (poche) frustrante. Specie quando un’idea in cui tu (autore) credi fermamente e sulla quale hai scommesso viene liquidata nel giro di due parole come una ***.
Ma non mi lamento, fa parte del gioco.
Ogni volta che si pone una domanda ci si rimette al giudizio altrui, con annessi e connessi. E non sempre sono rose e fiori. Guai se fosse così.

***

Quel che al lettore manca, e non può essere altrimenti, è la visione d’insieme del progetto. La stessa che spinge l’autore a scrivere. Ora che ci penso, questo ragionamento è applicabile anche al binomio spettatore-regista, in campo cinematografico.
Ragion per cui, un singolo tassello quale può essere il titolo dell’opera, può avere per l’autore mille significati reconditi e per il lettore/spettatore su di esso interpellato neanche uno.
Stesso dicasi per la prima lettura di un’opera.
L’abilità, o la sfida se volete, dello scrittore è riuscire ad arricchire il testo tanto da far arrivare al lettore, almeno in parte, il suo personale significato.
Il lettore, dal suo canto, potrebbe percepire questo significato o, addirittura, scoprirne di nuovi e inattesi.
Non ricordo chi sosteneva che leggere un testo equivale a dargli nuova forma, in pratica a riscriverlo.
Ragion per cui, sono portato a credere che la lettura sia atto ancor più egoista della scrittura. Non in senso deteriore, per carità.
Be’, a volte sì, anche in senso deteriore.
Il lettore si appropria di un testo, lo spolpa, lo critica, non vede collegamenti più o meno evidenti e/o previsti e ne crea di nuovi. E, sulla base di questo, critica o promuove.
Perché da un certo autore e da una certa storia, magari, si aspettava conferme che non sono arrivate e che lui avrebbe desiderato.
La domanda è: si legge sempre sulla base di una forma mentis?
Questo, ovviamente, vale quando si è alle prese con un autore familiare e con diversi suoi libri.
Ma si può applicare anche a un perfetto sconosciuto, un esordiente. Ovvero, potete dire di avvicinarvi a un libro senza preconcetti? Magari basati sulla casa editrice che lo pubblica, su qualche articolo/recensione letta in rete, sui commenti degli amici, sul disegno che campeggia in copertina, persino sui caratteri impiegati per la titolatura!

***

E, ponendo il caso che voi lettori siate in contatto con l’autore, e che questo vi domandi un parere. Quanto siete in grado di tenere conto dei suoi gusti e delle sue esigenze (che pure esistono!) nelle opinioni che esprimete, piuttosto che assecondare le vostre?
Questa è una domanda che mi sono posto spesso durante la stesura, settimana dopo settimana, del SB.
In parte è stato scritto per me, in parte per soddisfare le esigenze di tanti. Ho dato qualcosa a ciascuno di voi: il romance, l’azione, la società decadente, i gialli, il misticismo, la riflessione. E ho dato, molto, a me stesso.
In conclusione, siete così egoisti, voi lettori, da arrivare a consigliare allo scrittore un libro come voi lo vorreste, o fate un discorso più ampio e pensate anche agli altri e a lui, soprattutto?

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