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Quel che dice il vecchio Jack

by Germano on 14/12/2010
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Il vecchio Jack sono io. E oggi faccio trentaquattro anni. E immagino di essere qui, a parlarvi alla radio dalla motrice del mio Pork Chop Express, mentre addento un panino formato gigante.
Ne parlo pochissimo, di Jack. A stento gli ho dedicato una scheda. Quella del suo film capolavoro.
Molti di voi mi credono simile ad Ash. In realtà assomiglio a lui sì, ma sono anche Jack e Bogart. Un misto dei tre: strafottenza, spavalderia e sentimento.
Ho riversato tutta la mia personalità, meglio dire il mio caratteraccio, in rete. E credo che mai come in queste ultime settimane si sia sentito.
Sono anche il tipo, e questa è la vera verità, che è riuscito a conquistare una donna scrivendo per lei un racconto. Risparmiatevi le romanticherie o i viaggi zuccherosi. Con lei è finita da un pezzo: strade diverse.
In tutti questi giorni ho pensato a cosa scrivere, ammesso che si debba, il giorno del mio compleanno. Ho un carattere ombroso e non mi piace la confusione. Non posso e non voglio, soprattutto, fare un post corale, che attivi la rete come ha fatto Alex. Anche perché oramai ho accettato come verità quella di essere antipatico, oppure amato. Non c’è via di mezzo. Come nella mia vita.
Per cui, alla fine, mi sono detto che, per parlare di me, meglio farlo come qualche giorno fa, attraverso le immagini.
Grazie soprattutto a voi che, affrontando i miei sbalzi di umore, venite su queste pagine a farmi compagnia ogni giorno, in un periodo della mia vita in cui va di merda, con tendenza allo schifo. Ma non lo scrivo per farvi preoccupare, eh. Piuttosto per dirvi che sono uno che non si arrende mai. Grazie ad Alex perché mi ha fatto tornare la voglia di scrivere. E di scrivere bene.
La bellezza la amo ancora. È stato un dono che mi ha fatto mio padre. E mi piace stare qua, con voi.
Bene, credo sia tutto. Non resta che guardarsi le foto.

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