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Perché Perfection è uno stato mentale

by Germano on 08/06/2015
Book and Negative
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alabamas-RdMusica…

tremors1990aOra non ricordo di preciso, ma dato che Tremors è del 1990, sarà arrivato alla TV commerciale italiana almeno due anni dopo, nel 1992.
Ero in ogni caso un ragazzino, ma già Perfection aveva avuto la capacità di sedimentare nell’anima.
Tremors è uno di quei film, che ormai sono passati venticinque anni, che definirei istant cult: nato nei Novanta dall’ultimo colpo di coda degli Ottanta, protagonista un dynamic duo strafottente:
– lo strafottente Val (Kevin Bacon)
– il maturo Earl (Fred Ward)
eggchenE una serie di comprimari scelti con cura per farne dei trapiantati da deserto americano del dopo-bomba. Tra tutti, adoro ricordare Victor Wong, che dava il volto e la furbizia a Chang, il proprietario della taverna, che voleva fare dei vermoni un business, ma che finisce ingoiato vivo. Che poi, mi piace pensare che Wong sia in realtà quell’Egg Shen, mai andato via davvero da quel grosso guaio a Chinatown, di qualche anno prima.
Sono i miei idoli.

E poi c’è lei, la cittadina del niente, situata in mezzo al deserto roccioso: Perfection.
Occupata da 14 abitanti, i suddetti.
Trovo qualcosa di estremamente poetico, in Perfection.
Un’atmosfera di arresa rilassatezza e rassegnazione, al di là degli attacchi cinetici e vibranti dei graboid, che ne scarnificano il clima paradisiaco di caldo feroce e di abbandono.
Un’atmosfera, quella della beata rassegnazione, che ho adorato e cercato di omaggiare, alla mia maniera.

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Perfection fa presa su coloro che amano il silenzio e, soprattutto, la fuga.
Perché di fuga si tratta, anche se chi ci vive può, talvolta, percepirla come una prigione ebbra di rocce e nulla. Che ti culla con panorami scabri e canta sotto un cielo stellato, che schiarisce all’alba dietro la schiera di montagne che reclude e, al tempo stesso, protegge.
Se mi piacerebbe vivere a Perfection?
Forse.
Con qualche aggiustamento alla baracca di Val e Earl, magari più di uno, un alloggio confortevole, dal lusso sfacciato.
Ma non nego che il fascino del camper parcheggiato agli estremi confini del mondo civilizzato è quasi incoercibile.

RVCampingArizonaDesertPerfection è quello stato della mente che ci trascina via, il nostro paradiso perduto, minacciato da nemici imprevisti e improvvisi. Ci sono sempre.
Da buon paradiso perduto, è il solo paradiso non vietato agli uomini, è un posto dove sedere sugli scalini metallici del suddetto camper, che arrivati a sera è una fornace, dopo dodici ore di insolazione. Il luogo di confine, che ti scalda la schiena mentre la brezza della sera ti serra con la frescura e di fronte, oltre la chitarra che strimpellate e la lattina di birra poggiata sulla soglia, accanto a voi, c’è qualche sparuto profilo di cactus, sotto la luce antica degli astri.

Ecco, ogni volta che entro in quella valle, che adesso è anche mia, sono capace di rilassarmi, ancora una volta.
Una valle di sogni infranti, può darsi.
L’ultima valle, dove si arriva solo dopo essersi arresi a tutto: alla vita, alla propria moglie, al proprio amante, al lavoro. A tuto ciò che volete.
Dentro Perfection si arriva solo da sconfitti, per rinascere. Perché siatene certi, l’ultima avventura, la migliore, la più folle di tutte, è lì che vi aspetta, sotto quella roccia o dietro un cespuglio rotolante.
Aspetta di essere affrontata. E sconfitta.
Per farvi l’ultimo regalo. Perché una volta in più, occupando quel posto magnifico che è Perfection, vi sentiate completi, per la prima volta davvero a casa.

Link utile:
una carrellata di poster di Tremors dai Lotofagi

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