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Lollipop, la Corvette e un certo Modo di narrare

by Germano on 06/05/2012
Book and Negative
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Voi siete lì fuori, tutti desiderosi di leggere e parlare di cinema. E io no. E la verità in tutto questo è che Hunger Games e Livide mi hanno ammazzato. Colpo di grazia. Quello che ti assesta un certo modo di intendere il cinema e un certo modo di narrare.
Poi c’è anche la questione The Avengers: capolavoro!
Ma capolavoro de che?
Le esagerazioni mi sturbano. Da sempre. Ma lasciamo perdere.
Quindi si procede sull’incerto andante, tentando di dare un senso alla propria narrazione in rete. Perché i blog sono questo: narrazione.
Un esercizio continuo alla scrittura e alla comunicazione.
Solito giro contorto, per dire che ho un’anima vintage, in bianco e nero, o a colori pastello con cromature, come le Cadillac o le Corvette. Nel mentre arriva Alex, che ci fa un dono: l’ambientazione supereroistica di Due Minuti a Mezzanotte.
Fantastica.
Mi si cuce addosso. Ma, e qui sta il bello, non per la questione supereroi in tutina, della quale non me ne frega poi tanto, piuttosto per un singolo aspetto che potrebbe portare la narrazione a inattesi livelli di complessità: i Super invecchiano un anno ogni dieci. Il che li rende longevi e particolarmente soggetti, secondo me, alle alienazioni mentali. Questo, insieme al fatto che posseggono un potere, dovrebbe rendere il loro modo di percepire l’esistenza un tantino diverso dal nostro. Non dico più interessante, ma diverso.

***

Questo apre un ventaglio di possibilità. Similmente a quanto accade per gli immortali, nella finzione letteraria, nei super dovrebbero coesistere non molte anime, ché sarebbe concetto riduttivo, anche un po’ sciocco, ma una mole d’esperienze diversa, vista con l’occhio non di chi invecchia e si prepara alla fine, ma del ventenne costante, un occhio avido, egoista, che rapina.
Sto scrivendo Lollipop, il mio spin-off omaggio a questa ambientazione. Diversamente da molti colleghi scribacchini, io, che sono scribacchino quanto loro, mi diverto a esorcizzare la paura e l’incertezza che accompagnano una nuova pubblicazione parlandone o, nella fattispecie, scrivendone sul blog.
Ecco, direi che, finora, Lollipop è un papocchio. Un papocchio che mi piace, però. Poco incline ad assecondare l’idea imperante di supereroismo, mi sono lasciato trasportare da tutte le suggestioni che l’aspetto di cui sopra, la longevità, e la musica sono state capaci di darmi.
L’idea è utilizzare una terza persona limitata, punto di vista della protagonista e basta. Quindi filtrare l’avventura che lei vive attraverso la sua complessità di sguardo che, sic stantibus rebus, deve necessariamente avere.
Ci sono riuscito? Boh… spero di sì.
L’unica cosa certa, finora, è che ho ascoltato tanta buona musica e che, come sempre accade, le note stesse hanno favorito il sorgere di alcune scene.
Ho tentato di lavorare di più sulla costruzione di un intreccio, oltre che sui personaggi. Ma tendo sempre a privilegiare la forza dell’attimo, della singola scena, più che della storia in sé. Perché scrivo per immagini.

***

Per alcuni questo è un handicap, per me il punto di forza.
Marilyn, la protagonista, è un personaggio reale, quindi. O, per lo meno, mi sto sforzando di renderlo “reale”, previe certe considerazioni.
Ogni elemento che figura nel testo trova una sua collocazione: persino la Corvette, o il lecca-lecca del titolo hanno uno scopo; il secondo non è solo un nomignolo o quant’altro. Non è nemmeno una frivolezza, come molti possono pensare.
Quindi, ho creato il personaggio prima ancora della storia. Mi sono divertito a vestirla, darle una casa e dei gusti ben precisi. Poi ci ho imbastito intorno una storia.
Il carattere non l’ho creato a priori, ma è venuto fuori pagina dopo pagina, man mano che gli eventi progredivano e prendevano la piega che avevo in mente di dar loro.

Riassumendo, in musica, la storia è questa qui:

Everything will be alright (JJ Cale)
Fatback (Link Wray)
Rumble (Link Wray)
Live Fast, Die Young (Elvis Hitler)
Speaking in tongues (Horn of the Rhino)
Inner Circle (The Cosmic Dead)
Serpent Coils the Earth (The Cosmic Dead)
The Hand that Feeds (Nine Inch Nails – special thanks to Marina ^^)
Anthem of the Space (Acid Mothers Temple)

E per ora è tutto. Mi restano due capitoli alla conclusione, sono a caccia di nuove note e suggestioni.
Sarebbero interessanti due cose:

a) sapere l’idea che vi siete fatti di Lollipop, ascoltando le canzoni
b) conoscere il vostro modo di scrivere e costruire i personaggi

Buona domenica a tutti. Ci vediamo domani.

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