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L’oggetto precedentemente noto come libro

by Germano on 16/01/2015
Book and Negative
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2015-15-1--21-23-16 (Mobile)Parliamo più di IVA sugli ebook.
Perché qualcuno (il ministro Franceschini, tra gli altri) ha stabilito una soluzione, riguardo la tassazione dell’oggetto libro, che sa proprio di italianità, che proprio ha insito nel suo DNA il colpo di genio.
Si è pensato che sarebbe stato carino, a fronte di un numero imprecisato di anni di proteste e polemiche contro i celeberrimi odoratori della carta (una setta di scoppiati che negava il linguaggio scritto in digitale, perché contrario alla Vera Fede della cellulosa, che vuole le sacre parole impresse solo su carta), che magari era vero: un libro è sempre un libro, nonostante la suddetta teoria della carta.
Quindi non conta il mezzo, la forma, lo strumento, ma il contenuto: una serie di fonemi combinati tra loro, intervallati da interpunzione strumentale, a cui noi attribuiamo un significato. Et voilà: ecco un libro.

***

Sono una donna? Datemi tredici numeri e lo saprete con certezza.

Ma no, siamo nel XXI secolo, il libro ormai sfugge alla forma essendo penetrato nella Rete come Neo in Matrix, pur restando fedele a se stesso nel contenuto. Sempre di fonemi combinati si tratta, ma c’è stata una transustanziazione: dalla sostanza della carta alla sostanza del byte.
Quindi oggi possiamo trovare il buon vecchio cartaceo, ma anche una serie di file: l’arcaico pdf, l’epub, il mobi (quest’ultimo è il formato preferito dall’arci-nemico, per alcuni: il cattivissimo Amazon, monopolista e dittatore. Che io frequento avendovi venduto l’anima con regolare contratto).
Così, necessitava una nuova definizione di libro.
Ed ecco, la proverbiale passione degli italiani per i patentini. Non importa cosa tu faccia o cosa tu sia, libro, non importa se sei un capolavoro o no, non importa nemmeno se tu abbia dei codici alternativi riconosciuti a livello internazionale per identificarti: devi avere tredici numeri stampigliati da qualche parte.
Tredici, per l’esattezza.
Tredici numeri per ghermirli e nel buio incatenarli.
E per definirli, senza alcun margine di dubbio, veri libri.

I tredici numeri sono l’ISBN. O International Standard Book Number.
Tredici numeri che identificano un volume, a livello internazionale.

Ora, sulla natura di #unlibroèunlibro, vi rimando a due post, piuttosto chiacchierati: QUESTO e QUESTO.

Alternative? Soluzioni?
Non mi sento di darne. Quasi non mi importa, in verità.
Posso solo commentare a mio modo.

Il problema qui è definire qualcosa pagando.
Quanto?
In rete è un florilegio di cifre: si va da ISBN economici che costano un’ottantina di euro, a più di cento euro. Sono sempre tredici cifre, ma evidentemente c’è qualche sfumatura di qualità che fa oscillare i prezzi; esistono anche pacchetti di ISBN, a svariate centinaia di euro.
Quindi che succede?
Che io prendo un file, un qualunque file, e pago un soggetto privato perché mi fornisca le tredici cifre con le quali il mio ONIAADL (oggetto non identificato avente l’aspetto di libro) divenga un libro vero e proprio.
Il solo e unico codice che mi può garantire questo.

È come se costruissi un frigorifero e qualcuno dovesse vendermi dei numeri per poterlo definire tale.
E sì, lo so che i frigoriferi devono sottostare a tutta una serie di controlli e rispettare determinati standard produttivi: si parla di idee e concettualità, piuttosto, di definire un oggetto con il suo nome proprio soltanto dopo l’acquisizione dei numeri.
In mancanza di questi numeri, quindi, quello che otterrei non sarebbe un frigorifero, ma un oggetto che ne imita le funzioni.

Come un qualsiasi ebook autoprodotto o indipendente che dir si voglia: senza ISBN, quello non è un libro. Ma un qualcosa di simile: un OPNCL (oggetto precedentemente noto come libro).

Sì, gli italiani sono il popolo dei certificati. Li amano visceralmente. Si sa.

Ma non sono nemmeno qui a prendermela.
E se un po’ mi infastidisce l’ennesima cialtronata che vuole il mio lavoro equiparato a niente, a meno che io non paghi un privato per dirmi che invece sto producendo libri, in realtà il problema non mi tocca più di tanto.
Mi spiego: è ovvio che preferirei un’IVA sui miei ebook al 4%, come tutti gli altri libri.
Ma per ora, non potendo fare altro, anche perché trattasi di cambiamento imposto, me la tengo al 22%. A meno che non decida, come farò, di vendere anche su altre piattaforme, alcune delle quali mettono a disposizione ISBN gratuiti o giù di lì.
Voglio dire, non credo che una differenza, tenendo bassi i prezzi, di una ventina di centesimi pregiudicherà il mio lavoro o il numero di copie vendute.

watchmen-graffiti-thumb-400x231È che secondo me neppure ci hanno pensato, a tutelare tutti i libri.
O meglio, hanno pensato a tutelare i libri ufficiali. Quelli coi numeri tatuati addosso.
I nostri mica sono libri.

Vecchia storia, sempre la stessa: è come coi blogger.
I blogger, lo sapete, non sono veri giornalisti.
Non sono nemmeno professionisti. Perché non esiste una corporazione dei blogger.
Perché non appartengono a un ordine.
Al che si propose persino di crearne uno. Perché i contenuti online avrebbero dovuto e potuto vantare il certificato di qualità calato dall’alto, da qualche mano autorevole.
Ma come sempre: who watches the watchmen?

Un ordine dei blogger, perché l’Italia ama gli ordini professionali, e le cifre, e i numeri identificativi che sanciscono la natura ufficiale di una cosa e magari anche la sua qualità.
Un blogger non è un vero giornalista.
È un povero coglione che scrive articoli per passione, perché nessuno gliel’ha chiesto, è intercambiabile e può, all’occorrenza, essere saccheggiato dai veri giornalisti, che copieranno i suoi articoli mettendoci in calce il simboletto del copyright. Furto di contenuto intellettuale con destrezza.

Per cui, gli ebook sprovvisti di codice non sono veri ebook. Sono contraffazioni, e su queste pagate il 22% di IVA.
Così è.
Viviamo nelle regioni più estreme e assolute del dilettantismo imposto in quanto tale. Senza alcuna possibilità di non esserlo. A meno di non sganciare euro fruscianti. Questi ultimi sempre bene accetti.

L’internet, la scrittura, il blogging e ora i libri non sono per tutti. A meno che non abbiate tredici numeri.

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