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Gli ingredienti

by Germano on 20/12/2010
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Questo blog è sempre sull’orlo dell’apocalisse. E non mi riferisco al survival blog e alla pandemia gialla.
Non passa giorno, in effetti, che non senta l’impulso di chiudere bottega. Questa è la verità, pura e semplice. Perché i casini della vita sono pochi, ma pesanti e perché la quantità di stress che ci vuole a portarlo avanti è notevole. E perché spesso mi sembra, più che di dialogare, di fare tanti monologhi.
Che sono interessanti, per carità, ma è come parlare a un mondo vuoto, fatto di luci colorate e velocità di connessione. E poco altro. Il fatto che il plugin OpenID sia fuori uso, poi, ha addirittura peggiorato la situazione.
Ma questo blog è fatto anche di scrittura. E quella mi piace.
Ruvida, veloce, istintiva. Direi persino buttata lì, senza tanti fronzoli. Tempo addietro, agli albori di B&N, paragonai il mio modo di scrivere alla pastura, che non è proprio come dire che mi sento Manzoni.
Roba da far venire un colpo secco ad alcuni personaggi della rete. Mi piace soprattutto per questo motivo. Anzi, ci godo proprio.
Stamattina avevo iniziato a scrivere un articolo su un filmetto che mi piace parecchio. Però, la pagina non era chiara davanti ai miei occhi.
Non so a voi, ma a me ogni tanto capita: il fatto di scrivere solo retorica stantìa. E io detesto la retorica tanto e forse di più degli stereotipi. La retorica è merda.
Perciò, mi sono detto, proviamo a scrivere un post dedicato alla scrittura, senza polemiche o flame o inutili diatribe sui manuali e sul modo giusto o sbagliato di scrivere (che non c’è, ndr), ma sul modo mio e vostro di scrivere, sui rituali, ammesso che ne abbiate, sul mezzo che preferite usare (penna, tablet, notebook, gessetti, tavolette di cera, etc…), su quale musica ascoltate mentre lo fate (stiamo parlando sempre di scrittura, eh), e su come la vedete, la vostra scrittura.

Ad ascoltare certi profeti, sembra proprio che si debba dimenticare il piacere, dello scrivere. E si debba farsi venire i calli al culo, oltre che alle dita, e diventare nuovi monaci amanuensi.
Ora, io non solo non l’ho dimenticato, quel piacere, ma lo provo di nuovo, con sommo gusto. Per cui credo proprio che il blog non chiuderà, almeno per i prossimi anni.

Senza stordirvi con ulteriori parole, ché è lunedì della Settimana che porta alla Vigilia, e siamo tutti un po’ depressi e affannati e con problemi di digestione, ecco la mia lista di cose fondamentali per la scrittura.

1 – un lettore mp3 contenente almeno una canzone di Zooey Deschanel da poter ascoltare più volte, perché mi ispira parecchio ultimamente. Ora sono perso dietro a In the Sun. Poi abbiamo Nine Inch Nails, AC DC, David Bowie, la colonna sonora di Vampire: Bloodlines, l’rpg, indispensabile per l’atmosfera, Simpathy for the Devil dei Rolling Stones, Pink Floyd, la colonna sonora di Conan il Barbaro (1982) di Basil Poledouris, Sex Pistols, Billy Idol, Lynyrd Skynyrd

2 – un posto dove poter camminare mentre ascolto la musica

3 – una penna e un foglio dove scrivere appunti, mentre mi vengono in mente. A volte solo frasi a effetto, o che io giudico tali.

4 – la mia scrivania e il mio vecchio PC. Ho provato a scrivere altrove, ma non riesco

5 – Il desktop con una figura femminile come sfondo. In questo momento ho Erica Durance (Smallville), in bikini rosso, sott’acqua…

6 – Foto in bianco e nero di dive del silver screen

7 – Una bottiglia d’acqua che non aprirò finché non ho finito di scrivere

8 – La tv. A volte accesa, con volume basso tendente allo zero, a volte spenta

9 – Un collegamento a internet. Per verificare in tempo reale l’esattezza di eventuali riferimenti inseriti nel testo

10 – Una tavoletta di cioccolato che non mangerò, ma che deve stare nei paraggi

11 – Un orologio da polso con cinturino in metallo, perché tende a diventare tiepido, indossandolo

12 – Gomme da masticare, possibilmente senza zucchero

13 – La testa di Dante Alighieri scolpita da mio padre sulla scrivania

14 – Il telefono di casa staccato e il cellulare spento

15 – Il filtro anti-retorica

16 – L’SD impostato su on. L’SD è lo shit-detector. Essenziale per individuare tracce di materia fecale nel testo. Non lo potete acquistare. Quello o ce l’avete oppure no

Se c’è tutto questo, il resto viene da sé. Le frasi si formano in testa, belle (almeno per me) e complete. Non devo fare altro che metterle giù. In fretta, prima di dimenticare tutto.

Ora sarei piuttosto curioso di sentire la vostra versione della storia.

note a margine:

a) la prima foto è un disegno che ho fatto io con le mie manine sante. È la copertina di un libro che ho scritto

b) la seconda ritrae il famosissimo “zio” di Evangeline Lilly, accompagnato dalla nipote. Non so perché, ma quando parlo di scrittura ho bisogno della sua presenza…

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