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Dove eravamo rimasti

by Germano on 19/08/2014
Book and Negative
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Titolo che richiama un classico della televisione italiana. I più attenti (e attempati) ricorderanno.
Dunque, vediamo un po’: sembra che qui funzioni ancora tutto. Il che, in questa baracca digitale, è di sicuro un pregio.
Salve a tutti. Sono tornato.
Carico di domande idiote, del tipo: questo posto mi è mancato davvero?
Diciamo, per un 90% no. La restante parte dovuta più a nostalgia di tempi forse mai esistiti, che altro.
Ma non sono amante dello spreco, per cui, eccomi di ritorno alla tastiera.
Ho passato un’estate bellissima. Ecco. Lontano dal web, dal cinema, scrivendo e basta, ebook, per i pochi che hanno voluto leggere. Non potevo chiedere di meglio.
Ho una fidanzata, da poco anche un gatto scassacoglioni e simulatore, ma adorabile, qualche bel progetto sull’orlo della perenne crisi mondiale. L’ideale per caricarsi di voglia di fare. Almeno credo.
Ho anche incontrato qualche persona incrociata finora solo online, e ne ho riviste alcune, con estremo piacere.
Luca, ad esempio. Sostiene che la mia vis polemica sia mancata alla rete. Io non lo credo. Affatto. Anzi, un nulla meraviglioso è seguito alle mie ferie dal blog. Non una mail, non un messaggio per chiedere dove cazzo fossi finito, niente di niente.
Meraviglioso.

No, dico sul serio.
Credo sia questo il destino di moltissimi di noi, che c’illudiamo che essere blogger voglia dire qualcosa, o che qualcuno tenga a noi: il silenzio.
Eppure sono ancora qui a scrivere su queste pagine. Ché per molti mesi, cinque anni fa, hanno rappresentato l’unico sfogo che potevo concedermi. Un tempo, questo posto è stato importante, per davvero.
La rete ha funzionato. Almeno all’epoca. Tutti gli amici cui oggi voglio bene li ho conosciuti qui.
Da allora, qualcosa s’è rotto.
In me, che son stanco di recensire e di scambiare pareri sempre più simili a stupidi (e inutili, per quanto mi riguarda) diktat.
In voi, stanchi di dialogare, vogliosi solo di classifiche sceme, test pseudo-psicologici e di guardare le figure (ché di leggere… tzé, manco a parlarne) e, soprattutto, di fare la morale al prossimo. Questo è lo sport preferito da tutti i frustrati e disillusi che si son creduti, più che blogger, veri filosofi. Alcuni molto celebri, almeno online. Una caduta di stile che fa eco.
Qui di stile non se n’è mai avuto molto, ma tant’è…

Poteva andare peggio?

Certo che sì.
Tutto sommato, siamo sopravvissuti. Tutti quanti. Purtroppo.
Ma non sono affatto dispiaciuto della piega degli eventi.
Ho voluto vedere cosa sarebbe successo se avessi mollato tutto di colpo.
E non è successo nulla.
Ma niente, sul serio.
Come sopra.

Un sentito grazie, però, va a Giordano, che in questi mesi ha continuato imperterrito a dare linfa vitale a questo posto: una manifestazione d’amicizia d’altri tempi. Cui nessuno, io nemmeno, è più abituato.
Dunque, cosa ne sarà di noi?
Chissà.
Altra cosa che ho imparato è che la progettualità online è fine solo a se stessa, quando si tratta di sfogare le proprie “passioni”, o ossessioni. E di farlo gratis.
Per cui, me ne starò qui, parlando di quel che mi pare, raccogliendo i cocci di ciò che ho distrutto e semi-sepolto, e costruendo qualche nuovo castello di sabbia.
Adesso, finalmente, ho uno scopo.

E per rispondere a Luca: no, mai stato polemico. Collerico sì, forse, e mi sono sempre fatto rispettare. Non credo sia un crimine. Non di questi tempi.
Continuerò a farlo.

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Che per qualche ragione me la posta sottosopra… comunque, immaginate il serpente di fuoco che vien giù (o su, a seconda) dalle montagne.

La visione attuale di internet è come l’apertura de La Grande Bellezza: una serie di personaggi polemici a perdere, spaventosamente vuoti e innamorati di sé stessi, che continuano a fare inutile baldoria.
Quella che concerne a me in particolare, invece, e parlo di visioni, è più simile al folle eremita che vive tra le colline, nei boschi, ai margini. Da sempre. (e ho finito per starci davvero, tra le colline, dove scende la bruma e il drago di fuoco insieme ai Wendol)
E ora, a quasi 38 anni, è un po’ tardi per cambiare e darsi una ripulita.
Per cui, conscio di non essere mancato a nessuno, di non aver interrotto nulla e di aver suscitato il nulla oso dire: si ricomincia.
A far che?
Niente.
Magari un po’ di spam. Sperando di incontrare, com’è già successo, qualche lodevole eccezione lungo il cammino.
Ad maiora.

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