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L’Addio – The Walking Dead

by Germano on 03/11/2015

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Mettiamola in maniera spiccia, cinematografica, citando Sorrentino: ho scoperto che non voglio sprecare il mio tempo a fare quello che non mi va di fare.
Queste le ragioni, pure e semplici.

peoplearguingIl tempo dedicato alla visione di The Walking Dead e conseguentemente alla stesura dei pezzi, episodio dopo episodio, lo considero ormai tempo sprecato.

La spinta a decidere di fermarmi me l’ha data il doppio puntatone di ieri: 90 minuti di niente, dedicati a un personaggio, Codice Genesi/Morgan, e alla sua storia, di cui non frega niente a nessuno e non è mai fregato niente. Ma al solito, gli SceMeggiatori sono lì per dare a intenderci che invece Codice Genesi è figo e importante, all’improvviso, un po’ come accadde per Sophia (mi pare si chiamasse così, la figlia di Carol alla stagione 2), tempo totale in scena due minuti su due stagioni, all’improvviso diventata l’unica ragione di vita per Rick & Soci. La tecnica quest’anno è, essenzialmente, allungare il brodo e tentare di cavarsi d’impaccio dal magma informe che è questa stagione, la peggiore di sempre, a mio avviso, infiocchettando i personaggi di una sorta di aura mistico-filosofica.

Giuro, a sei stagioni di distanza non s’intravede una fine che sia una, dando a intendere che non c’è fine, né logica negli eventi a lungo termine, e che davvero questo supplizio che è stato in grado di annientare il filone zombie al cinema e alla TV non avrà mai una conclusione. Non per i prossimi dieci anni, almeno finché ci saranno i soldi per produrla.
Esattamente come Beautiful o Sentieri.
Tra novemila puntate starete ancora alle prese con l’incapacità di Rick, lo sciopero matrimoniale di Maggie e le paturnie dell’inutile prete. Sperando che, per intanto, abbiano fatto scendere Daryl dalla motocicletta. Son già quattro puntate che è in sella, a dieci all’ora, come il ciclista che invecchia pedalando de Il Seme della Follia.

Sto qui a recensire TWD da anni. Anni. Mai pensato di cambiare la percezione della gente, anche se più di qualcuno, nel corso di questo tempo, mi ha scritto dicendo di essersi ricreduto, dopo aver letto i miei pezzi.
Bene, sono contento così.

Ciao, Rick, è stato bello sfotterti per tutti questi anni.

Ciao, Rick, è stato bello sfotterti per tutti questi anni.

Vedete, a me piace scrivere articoli come quello di ieri su Crimson Peak, che da solo rappresenta un’intera settimana, per questo blog. The Walking Dead è andato oltre, oltre il buon gusto e la pazienza.
TWD continuerà a intrattenere e divertire chi lo apprezza. Bene così, divertitevi, la vostra fedeltà merita se non altro questo, sono sincero.

Un paio di sere fa ero al cinema a guardare The Last Witch Hunter, sì, quello con Vin Diesel che caccia le streghe cattive. Ero lì, in platea, nella poltroncina rossa, e, poco prima dell’inizio della proiezione, al Cineplexx mandavano in onda il blocco pubblicitario: serie TV a manetta su qualche canale a pagamento.
Ebbene, la pubblicità inizia col faccione di Rick sparato su grande schermo. Il Rick barbuto, in crisi esistenziale.
La mia fidanzata, alla mia destra, e una signora di una cinquantina d’anni, alla mia sinista, all’unisono hanno avuto un singulto d’orrore, a quella visione.
Ho riso per un quarto d’ora circa.
Rick fa questo effetto, su più generazioni, all’immaginazione collettiva.
È, mi ripeto, lo sciroppo che ti costringono a prendere quando stai male.
Ogni lunedì sera un cucchiaio (o un secchio intero, come ieri), di olio di ricino a base di zombie. Tanto l’odore è lo stesso.
Direi che ci siamo purgati abbastanza, da queste parti.

In conclusione, vorrei ringraziare davvero tutti quelli che mi hanno seguito fin qui. Siete tantissimi, ed è stato bello continuare, anche e soprattutto per voi.

Su SceMeggiatori vanto il copyright. Doveste venirvi voglia di continuare là dove io ho finito e di usare questo termine, gradirei essere citato, alla memoria.

No, The Walking Dead non migliorerà, farà sempre schifo. Ma credo che averlo scritto ogni martedì per i precedenti cinque anni sia sufficiente, chi ha orecchie per intendere intenda.

Ad maiora.

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