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A day, same day

by Germano on 22/05/2013
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Là fuori l’aria è cenciosa, grigia, priva dei colori che ci si aspetta dal venti e rotti di maggio. Pioviggina. Qualcuno sta riparando il manto stradale. Vengono su folate di asfalto bollente.
Ritorno da una pausa forzata, dal momento che la vita ha deciso, come sempre, di mettersi di traverso e di tenermi lontana dalle mie scritture.
Vi sono mancato.
Non so. Resta il fatto che, appena rientrato, ho trovato questa foto:

spaceinvaders

 

E mi sono sentito come quel vecchio, che assomiglia tanto a Bukowski, che dà da mangiare agli Space Invaders.
Che non è precisamente una cosa che suggerisca un furore di vitalità.

Nel mentre, quando ero via arrovellandomi coi miei pensieri, ho capito che questo animale di blog è solo mio: che nessuno in realtà si sente a casa, tra queste pagine, eccetto me.

È un luogo potente. Non assoggettato alle logiche comuni, come il padrone. Perché sì, sono il padrone del mio blog, non il creatore, non l’amico.

Conseguenza, se non ci sono io, il blog non esiste. Bah…

Poi che ci sono quelli che passano di qui, leggono un articolo, e s’incazzano per i miei toni energici, e che vengono a farmi la morale e a dirmi quanto sia arrogante, saccente, e bla bla bla… nel solito, inutile attacco di logorrea sciolta.

Nemmeno li considero. Contenti loro…

E infine che qualcuno che mi vuol bene così come sono c’è davvero, qua intorno.

Per cui mi sento vecchio, ma non abbastanza da smettere di scrivere.
I problemi sono alle spalle, ne aspetto di nuovi. Le battaglie vinte o pareggiate, la resa non ancora firmata. Sono ancora qui, insieme al mio blog.

Ci vediamo dopo.

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