Cinema

Il Regno del Fuoco (2002)

A volte ho la netta sensazione che ciò che scrivo non venga capito, o venga volutamente ignorato. È successo con l’articolo di ieri. Succederà ancora. Oggi tocca a Il Regno del Fuoco, e visto che stiamo attraversando la fase del ti leggo, ma non ti capisco, lo scrivo a chiare lettere: questo film lo considero mediocre, ma allo stesso tempo contenente spunti pregevoli. Sì, pregevoli.
Come sia possibile ciò è da imputare unicamente alla mia forma mentis. Complicata, forse. Io sono solito dire non lineare. Tale da far coesistere, nello stesso oggetto d’esame, aspetti all’apparenza contraddittori. Un po’ come Cage e Drive Angry. Ma qui Cage non c’entra nulla. Il Regno del Fuoco è uno strano ibrido, che vanta un cast interessante e variegato, che oggi costerebbe milioni di dollari. Nel 2002, però, Christian Bale, Matthew McConaughey, Izabella Scorupco e Gerald Butler erano ancora, con rispetto parlando, delle mezze cartucce, attori di livello medio, buoni per produzioni medie, potenzialmente di successo, ma senza la certezza di sfondare. Tanti piccoli trampolini, per tanti piccoli Fonzie, zitti e quieti (cit.). La Scorupco, ad esempio, è ancora lì, sul trampolino, anzi mi sa che è persino scesa. Gli altri sono diventati Batman, Leonida e un sacco di altri personaggi scrausi (McConaughey). Un film apocalittico, con i draghi. E questo porta i geniacci di IMDb a taggarlo come Fantasy. Ecco a voi, in tutto il suo splendore, la pochezza della definizione di genere. Nonché la sua inutilità.

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Draghi uguale Fantasy? Sì, solo per i bambini dell’asilo. Grazie, IMDb.
E invece, trattasi di film post-apocalittico. Causa dell’apocalisse, stavolta, i draghi, quelli veri, che sputano fuoco e dotati di poderose ali.
L’ambientazione, uno degli aspetti pregevoli, si basa proprio sull’assunto che i draghi siano realmente esistiti e siano stati la causa delle cicliche estinzioni della vita sul nostro pianeta, a cominciare da quella dei dinosauri. Certo, quest’idea si scontra con la paleontologia, in quanto a verosimiglianza, ma che mi frega, io la trovo geniale.
I draghi sono i predatori assoluti, bruciano tutto ciò che incontrano onde nutrirsi delle ceneri prodotte dagli incendi. Facile intuire, dato il tasso di riproduzione elevatissimo di queste creature, che in pochi anni siano in grado di ridurre l’intero pianeta un ammasso di detriti. Cosa che, di era in era, è accaduta, costringendo i draghi a entrare in letargo, onde aspettare che la Terra si ripopolasse.
Questa volta, si sono risvegliati con gli umani tra i piedi.
Il giovane Quinn, infatti, in visita alla madre, minatore, assiste al risveglio di una di queste creature. Da bambino strafottente, lo ritroviamo adulto, nel 2020, con le fattezze di Christian Bale, a capo di una comunità di superstiti. I draghi, nel frattempo, hanno distrutto quasi tutto il mondo e portato la razza umana sull’orlo dell’estinzione.
Sono affamati, feroci e molto ben realizzati, con una CGI, che ormai quasi dieci anni fa, regala una visione di queste creature mitiche che finora, a mio avviso, resta insuperata.

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La trama di dipana velocemente e con brusche accelerazioni per cento minuti, trama ambiziosa che però si riduce a poche scene realmente azzeccate, e molte approssimate, in nome della fretta di concludere e, credo, dei soldi che stavano finendo. Per riassumere, la comunità gestita da Quinn viene raggiunta da un manipolo di soldati americani, dotati di carri armati e elicotteri (l’ultimo forse ancora funzionante, dato che i draghi dominano i cieli), truppa guidata dal cazzuto Van Zan (un irriconoscibile McConaughey, con un look fighissimo e lo sguardo da pazzo), che non si sa come ha attraversato l’atlantico su aerei da trasporto per raggiungere l’Inghilterra onde distruggere l’unico drago maschio esistente, l’unico in grado di fecondare le uova e assicurare alla specie un futuro. Qualche piccola schermaglia coi locali, una scena di caccia aerea a un drago femmina molto ben fatta e si parte per Londra, dove si assisterà al confronto tra il manipolo di desperados, Bale, McConaughey e Scorupco, armati di frecce esplosive e il Grande Drago. I dolori di una sceneggiatura raffazzonata sono qui più che evidenti. Ma come? I draghi sono talmente potenti da aver messo in ginocchio la razza umana, da essere sopravvissuti persino alle atomiche (non in quanto draghi, ma in quanto specie) e basta una freccia e ammazzarne uno solo per condannare tutti gli altri all’estinzione? E mentre meditiamo su questa follia, possiamo, al contrario, soffermarci su due aspetti che ritengo particolarmente riusciti.

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Il primo, che è anche una citazione a L’Impero colpisce ancora, mostra Bale e Butler impegnati a intrattenere i bambini della comunità inscenando la sequenza principe del secondo capitolo di Lucas, ovvero il confronto tra Luke e Darth Vader e la conseguente agnizione: io sono tuo padre.
Ora, non tanto per la simpatia che tale scena ispira, non potrebbe essere altrimenti, trovo questa invenzione importante, perché ritengo molto probabile che, in caso di apocalisse, sopravviva la cultura cinematografica, attraverso favole dal contenuto netto, manicheo, immediato e dalla diffusione imbattibile, quindi assimilabile alle favole antiche, piuttosto che tutta la letteratura scritta. E ricordiamo che la cultura occidentale è giunta fino a noi in larga parte grazie all’indefesso lavoro di copiatura dei testi portato avanti dai monaci. Non essendoci questa possibilità, in un futuro apocalittico, com’è già stato mostrato in Mad Max 3, saranno proprio i frammenti della cultura multimediatica a fornire le basi del futuro dell’umanità. Una prospettiva non so se incoraggiante o meno, ma estremamente intrigante, su basi narrative.
Secondo aspetto: i draghi. Ottimi esteticamente. Con ali sforacchiate da decine di combattimenti, ferite, bitorzoli e corazzati come non se ne sono mai visti. Lo stato dell’arte in fatto di draghi. Essi sputano fuoco grazie alle secrezioni di due ghiandole distinte situate nella bocca che secernono due liquidi che, una volta composti, s’infiammano. Stesso principio del napalm. E poi, movimenti fluidi, naturali, per quanto sia possibile attribuire a una creatura inventata e che comunicano l’idea di potenza.
Idea intrigante, questa de Il Regno del Fuoco, magari più adatta allo sviluppo in una serie tv. Il problema è che mettere su schermo draghi siffatti, è uno sforzo economico che nessuno prenderebbe in considerazione, dato l’argomento di nicchia e la crisi globale. Peccato.

Altre recensioni QUI

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  • Madonna! Del 2002?! Ero ben piccino quando lo vidi in vhs noleggiata allora. Comunque ricordo che mi piacque davvero un sacco. Ho sempre amato i dinosauri e con essi i loro cugini draghi (ok, potrebbe essere una bestemmia quella che ho appena detto, ma facciamo finta di nulla)! Rimasi incantato nel vederli giuro! E se ora dici che anche nel 2012 ad effetti speciali sono ben realizzati, non mi resta che ridare una bella visione a questa pellicola 😉
    Un maschio solo in tutto il pianeta però…. Vabè… Meritano di estinguersi perchè sono stupidi insomma! xD

    • Sì sì, io l’ho rivisto di recente, ovvero al tempo di questa rece, e i draghi sono ancora fenomenali, i migliori finora.
      Be’, la questione dell’unico maschio va presa con le pinze, nel senso che è sempre possibile che nascano maschi, ma che vengano uccisi da quello dominante, almeno nel mondo animale reale. Ma di nascere devono nascere, altrimenti la specie si estingue. XDD

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  • Ero straconvinta che tu questo film lo avessi già recensito o__O; forse ne avevamo semplicemente parlato in separata sede… ricordo che lo vidi addirittura al cinema quando uscì, e non posso fare a meno di guardarlo con una certa indulgenza, come spesso mi accade con i film che si absano su un’idea forte, per quanto eseguita magari in maniera imperfetta. In questo caso l’intuizione di fare una storia postapocalittica CON I DRAGHI. Cioè, sarà pure una cazzata ma a me sembra geniale e gli vorrò sempre un po’ di bene, a questo filmino. E sì, il design degli sputafuoco com’è qui per me resta lo stato dell’arte.

    (McCoso nel 99% dei suoi film è un po’ una mandolone con più addominali che carisma, ma effettivamente come Van Zan funzionava… ho sentito dire ottime cose del suo ruolo in Killer Joe, hai visto mai che doveva semplicemente lasciar perdere le commedie romantiche e darsi ai sociopatici?)

    • Come sociopatico funziona alla grande. Pelato, con la barba e lo sguardo folle. Forse ci siamo persi un ottimo attore per strada… Odio le commedie romantiche. 😀

  • Non so come mai, ma è un film che ho sempre evitato.
    Una cosa a cui debbo rimediare, a quanto pare 😀

  • Però al cinema abbiamo fatto “eeeeeeh” 🙂
    Izabella devo confessarti che l’avevo rimossa. Mi ero perfino dimentico di Butler, pensa te, che ricordavo molto bene invece in Timeline

    • Io me la ricordo fin dai tempi di GoldenEye. :O

    • 10 anni ago

    Il film lo vidi al cinema e lo rividi su satellite. Io, al contrario di molti, non digerisco il personaggio di Van Zan, ancora meno la sua squadriglia. Mi sembrava più artificiale lui dei draghi, davvero ben realizzati, come hai fatto notare tu. La scena in cui aprono il portone e Van Zan è lì tutto impettito, muscoli tesi e sborronaggine che trasuda, ha generato un “eeeeeeh” dalla mia fila che ha coperto qualsiasi altro suono. Togli lui e il film è più che ok 🙂

    • Be’, è il tipico militare a blocco di granito, come certi personaggi di Stallone. 😀 Certo che vederlo al cinema… E di Izabella che mi dici?

  • Esatto! Ché poi è tale e quale alla storia del «se uccidi il Capo vampiro tutti gli altri torneranno normali», niente più che un pratico espediente per arrivare in fondo alla storia col lieto fine. Una soluzione debole e poco convincente, perché comporta una storiella lineare con una quest primaria da portare a termine per vincere la partita. Buona per i giochi, e tutto sommato – parrebbe – anche per libri e film terra terra.

    … ma, di nuovo: ci sono i draghi! <3

  • Allora, a me Christian Bale non piace. Non so, sarà una cosa a pelle (o a palle), ma è così. Soprattutto nelle parti eroiche, mentre non mi è dispiaciuto in Velvet Goldmie. Detto questo, passo al film. A suo tempo l’ho aspettato con la stessa trepidazione con cui un’adolescente spiantata attende il parto (specie se le è stato annunciato da un tizio con le penne sulla schiena che parla solo di religione), ma alla fine è arrivato questo Regno del Fuoco qui.

    Sono d’accordo con te che sia mediocre, e anche su alcune scene da salvare nonché le considerazioni su un’umanità post-apocalittica la cui cultura nascerebbe dalle macerie della nostra, quindi più che altro cinema e storie tramandate dalla massificazione mediale (ci vedrei bene anche le leggende metropolitane che ascendono a leggende tout-court). In sé lo trovo un film senza infamia e senza lode, essendo poi affascinato dai draghi ammetto di rivedermelo con piacere ogni volta che passa in TV, o almeno di sbirciarne le scene più “dragose”.
    Ogni volta però mi faccio le stesse domande dando la testa al muro.
    Cosa c’è di così nutriente nella cenere da spingere un drago a far scempio di tutto per procurarsela? È una ghiottoneria «ricca di bontà farinacea», come dice Cuoca Doris nei Simpsons? Ecco, questo punto potevano aggiustarselo meglio perché ogni volta mi disturba, proprio faccio fatica a mandarla giù (sarà il retrogusto di caminetto e sigaretta, che ne so). Le ali bucate che non si strappano anche se vanno come razzi, anche se fanno fico, non sono credibili. Va bene, già ho fatto lo sforzo di credere che i draghi siano sempre esistiti perché questo è il plot e una fase di ibernazione me l’hai servita abbastanza bene da farmici credere, ma non è che perché ho mandato giù i draghi mi digerisco pure che le leggi della fisica si curvano intorno a questi bestioni. Dai, su. E anche il dragone maschio impollinatore di draghesse, a me, al di là del fatto che rende tutta la specie vulnerabile (come giustamente fai notare), puzza di cernia. Sì, il pesce. No, davvero, perché tra le cernie c’è un solo maschio che si accoppia con le femmine del gruppo, però quando muore la femmina più anziana muta a sua volta in maschio per proseguire il valzer della vita, che se non altro è più pratico ai fini della continuazione della specie.

    Ecco, e malgrado tutte queste cose ripeto, è divertente e fracassone, bello da vedere e tutto quello che ci pare, perché anche se come film è mediocre e la storia stia su malamente, ci sono i draghi. Ci sono i draghi!

    • Che poi non si capisce la necessità di questa puttanata. Nel senso, che bisogno c’è di ridurre tutto a un unico drago maschio? Al massimo, che so, lo metti a capo di un branco bello grosso, così se fai fuori lui, il resto del branco muore col tempo. E nel frattempo, finché non spunta un nuovo maschio, hai liberato un territorio dove poter campare, mica subito, ma dopo che le draghesse restanti se ne sono andate.
      Insomma, a ragionarci ci sono difetti dovunque. Sarebbe stato meglio cazzeggiare un po’, come noi, e queste incongruenze sarebbero state visibili. E invece…

  • Sì sì, in teoria mi piacciono come creature. E mi piace ancora di più il fatto che siano calate nel nostro mondo e non in un universo fantasy trito e ritrito. Per quello lo ficco senza pensarci in lista. 🙂

  • Non ti ho capito, me lo spieghi meglio, è bello o no…?

    Ok, scherzi a parte, questo film non lo conoscevo proprio però i due aspetti positivi che descrivi alla fine mi sembrano abbastanza interessanti da metterlo in lista. Lista che a seguire te e Lucia aumenta a dismisura… *O*

    Ciao,
    Gianluca

    • @Gianluca
      Se ami i draghi, è da vedere assolutamente. 😉

  • Un film che a me piace. Lo dico senza misure.
    Certo, è molto wannabe, con spunti che non sono stati sviluppati immagino per mancanza di budget.
    Però a me piace lo stesso. Lo dico così, senza giri di parole 😉

    • @Alex
      Sì, è strano che duri 100 minuti. Ed è strano che si cazzeggi per tutta la prima parte e che il film si chiuda nell’ultimo quarto d’ora, con una spiegazione risibile. Secondo me non hanno messo in scena quello che volevano davvero… Però non ho trovato spiegazioni a riguardo. 😀

  • VIsto in parte in televisione e mollato a metà. Eppure ti do ragione .Anche se lo script è il festival dello svarione il background e lo scenario post catastrofe del film sono notevoli . Senz’altro la cosa migliore del film.
    (E poi nella scenetta su Guerre stellari sono pure scoppiato a ridere). Con una sceneggiatura più solida…

    • @Roberto
      Secondo me è stata la mancanza di soldi. 😉

    • 10 anni ago

    Ma la scena di Van Zan che si getta contro il drago imbracciando un’ascia bipenne non la vogliamo ricordare? Mitica, quasi come il suo scontato e prevedibile epilogo.
    Anch’io sono fra la cerchia che questo film lo ha gradito, soprattutto come dici tu per la qualità dei draghi. In pochi film si vedono queste bestie raffigurate con degno rispetto, uno fra i pochi Dragonheart.
    Lo ripeto, è da vedere, anche solo per le chicche che si trovano sparse in qua e là.
    Bella recensione! 😀

    • @Narratore
      È superiore persino a Dragonheart, anche perché lì il drago era umanizzato per forza di cose. Comunque, la CGI in questo film è davvero pregevole.

  • Questo l’ho visto per caso in tv. Devo dire che non ero molto ben disposta. Christian Bale lo considero meno espressivo quando e’ se stesso che quando ha la maschera di Batman. Quanto a McConaughey, non riesco a farmelo piacere in nessun modo. Il film pero’ non e’ cosi’ orrendo come potrebbe sembrare. Ci sono omaggi ad altri film e i draghi mixati col postapocalittico mi sono piaciuti.

    • @Ric
      A quali omaggi ti riferisci?

  • Te l’ho già detto, adoro questo film, nonostante sia pieno di cazzate sparse qua e là, non posso fare a meno di rivederlo una volta all’ anno (a dire poco).
    la scena che citi, quella su star wars, è quasi commovente, perché è vero: forse il cinema come racconto mitologico è ciò che resterà di noi. Io lo trovo anche confortante, da un certo punto di vista. Alla fine è cultura popolare.
    Adesso mi tolgo gli occhiali e aggiungo: Matthew truccato come una specie di Kurtz impazzito, fatto di anfetamine e con gli steroidi è uno spettacolo.

    • @Lucy
      Il fatto che lo guardi una volta all’anno mi sorprende, ma anche no, conoscendoti. 😀
      Van Zan è uno spettacolo, peccato sia poco sviluppato.
      Quindi la riflessione sul dopo-apocalisse la trovi convincente anche tu. In effetti la trovo credibilissima. Dovesse accadere, di sicuro Darth Vader sarà ricordato più di Manzoni. 😀