Work in Progress

7 Comments

  1. Uhm… la prima persona permette un’incredibile libertà se… la storia è adatta ad essere rappresentata attraverso gli occhi di un singolo personaggio. La terza va bene per gli altri casi. Addentrarsi nei pensieri di un personaggio mostrato in terza? A mio parere può essere efficace, ma questo dovrebbe qualificarlo come il protagonista (o uno dei).
    Il narratore onnisciente in terza persona direi che lo lasciamo a Manzoni.

    1. Author

      Concordo che il personaggio “pensante” debba essere considerato protagonista, ma credo che il discorso si possa anche ampliare, nel caso si scelga un PdV alternato a ogni capitolo. In questo caso, protagonista e co-protagonista, oppure antagonista, potrebbero mostrare il loro pensiero.

      1. mi è capitato che “occorresse” mostrare i pensieri di un personaggio del tutto secondario. Sinceramente l’ho fatto senza pormi il problema. Quanto al cambio del PDV non c’è una regola fissa ma molti in effetti fanno proprio così, e in effetti ha un senso. Evita di creare confusione.

      2. Author

        Sì, un po’ di ordine nel testo non fa mai male. 😉

  2. Non sono uno scrittore ma da lettore, posso dire che quando leggo un romanzo, dopo alcune pagine ho la tendenza ad attribuire ai personaggi il volto di un attore cinematografico o, comunque, di un personaggio famoso. Mi è di aiuto anche quando è lo stesso scrittore ad attribuire chiaramente ad un suo personaggio le fattezze di un attore (come fa Alex Girola per intenderci). Per quanto riguarda l’uso della prima o della terza persona, invece, credo che dipenda dalla storia. E’ anche vero che come “fruitore” non sta a me decidere il punto di vista ma è l’autore che trova quello che gli è più congeniale, secondo la sua sensibilità artistica. Ad esempio, quando ho letto per la prima volta “Christine la macchina infernale” non feci quasi caso che Stephen King, nell’ambito dello stesso romanzo, passasse dalla prima persona alla seconda, per poi tornare alla prima nella parte finale.

    1. Author

      Be’, quello di attribuire volti famosi ai personaggi è un ottimo sistema per aiutare ala visualizzazione, senza perdersi in lunghe e dettagliate descrizioni che, per quanto ben fatte, alla fine possono risultare noiose alla lattura. ^^
      Io coi passaggi di PdV non ho problemi, da lettore. Certo, preferisco un ordine razionale. Anche se ho apprezzato romanzi come La Bambola che divorò sua Madre dove il cambio di PdV avviene addirittura a ogni capoverso. 😉


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