Tre Rose Rosse

Gianluca Santini
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Il problema è che, non esiste solo la scomparsa della rappresentazione della violenza e del dramma e del dolore. È in atto sia questo processo, sia quello opposto, ovvero l’esagerazione della brutalità. Decine e decine di personaggi secondari maciullati, squartati, devastati. Senza un briciolo di coinvolgimento, perché altrimenti il teen-spettatore non si diverte, sguazzando tra i popcorn mentre fa cadere lo sguardo nella scollatura dell’amica seduta affianco nel cinema. Non c’è solo il fatto che la morte sta scomparendo, ma anche quello che sta diventando oggetto di risate, sberleffo, di gara a chi ce l’ha più sanguinosa e sbudellante. È… Read more »
mcnab
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Riprendendo il discorso di Gianlunca, trovo insopportabili tutti quei film in cui l’empatia verso i tizi che muoiono è pari a zero, specialmente gli horror. Voglio dire, Zombi è uno dei miei film preferiti perché i protagonisti sono vividi, tridimensionali, e quando muiono ti smuovono qualcosa dentro. A questo punto preferisco le scelte puramente cazzeggione, tipo i vecchi film di Schwarzenegger, in cui la violenza e le battute fulminanti erano la parte importante, ben più dell’aspetto action. Solo che ce ne siamo accorti solo col tempo. Pollice in giù per tutte quelle pellicole che si prendono invece per serie ma… Read more »
drcuk
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io sottoscrivo quanto segue ” Detesto le battute di spirito per ammazzare la tensione.’ Il comic relief lo ha inventato lo dimonio. Soprattutto quando l’eroe e la spalla battibeccano e si punzecchiano durante una sparatoria. Praticamente ti urlano in faccia: ehi tranquillo, e’ tutto finto e io sono il buono… le ultime morti toccanti che mi vengono in mente sono: Renee Walker in 24 season 8; il passaggio di consegne tra Ten e Eleven in DocWho (anche se questa e’ di tipo diverso). Comunque le morti veramente toccanti sono quelle che rendono un film memorabile, anche senza rendersene conto (quante… Read more »
Bruno_bac
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Sì, il senso del tragico alle nuove generazioni ha stufato… o forse ha stufato a chi propone loro gli intrattenimenti. Non saprei. Una banalizzazione che però esiste da sempre nel cinema (e spesso nella narrativa) è quella delle descrizioni relative alla morte, agli ultimi momenti, che vengono compressi in modo da essere funzionali alla storia. Il migliore amico dell’eroe che viene colpito a morte sul campo di battaglia: tutto tace mentre vanno a soccorrerlo, sembra che anche i nemici si siano fermati. Dice le sue ultime parole al protagonista e chiude gli occhi (o restano sbarrati nell’immobilità della morte) giusto… Read more »
drcuk
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Concordo con entrambi. Pensate alla morte di dicaprio in The Departed (o di chiunque, in quel film).
Colpisce come un pugno proprio perche’ non ha questa patina da melodramma attorno: ora c’e’, ora non c’e’. Fa schifo e fa incazzare? bene, perche’ cosi’ stanno le cose

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