Tra Dieci Anni

38 Comments

  1. Gran bei futuri, tutto considerato.
    Salvo forse il posto statale, che sa un po’ di vicolo cieco esperienziale.
    Mi piace l’idea del viaggiare, ma anche le tue proiezioni imprenditoriali sono toste – se metti in piedi qualcosa a sfondo ambientale, chiamami, che è il mio ramo, e le public relations te le lascio volentieri 😀

    Io credo sia un esercizio importante, questo di immaginarci… di immaginare noi stessi nel futuro.
    Perché è una capacità, un utile attrezzo per la sopravvivenza.
    Non importa cosa capiterà, noi sapremo immaginarci il seguito, e lavoreremo per concretizzarlo.
    Chi non ci riesce… ci penso ogni volta che leggo quelle storie dei suicidi per crisi, tutte le volte che intervistano qualcuno che è scomparso fra le crepe del marciapiede…
    Credo sia una bella palestra di salute mentale, immaginare il futuro.

    Grazie per il bel post.

    1. Author

      Lo credo anch’io, infatti contrariamente a quanto mi aspettassi, scrivere questo sproloquio mi ha persino rilassato:
      Gran bella cosa, immaginare il futuro, dopo tutto. 😀

      Grazie a te, e ovviamente ti tengo presente per l’azienda. Dico sul serio. 😉

  2. Bellissimo post che, come vedrai fra 7 giorni, ha alcuni punti di tangenza con la mia versione di questo meme.
    Scrittore, ecco, quello no. Non mi vedo proprio a fare “lo Scrittore” con la maiuscola, semplicemente per il fatto che è un campo che non paga.
    Dici bene tu: semmai sarà possibile farlo se ricominceremo a scrivere in inglese.
    Riguardo agli altri “what if” germaniani, beh, come piccolo imprenditore (II) non ti ci vedo proprio. E’ anche vero che ho già visto alcuni sognatori intraprendenti come te trasformarsi in avvocati/notai/amministratori delegati, buttando ai rovi tutto il resto.
    Dei sei what if è quello che non ti auguro. Guarda, piuttosto l’impegato statale, che almeno starai qua a cazzeggiare sui blog con noi :)

    PS: anch’io ho tutti i capelli, mi danno pure un po’ fastidio.

    1. Author

      ahahahah 😀
      So già anche quali sono i punti di tangenza, ti conosco. Sono quelle affinità che, dopo tutto, ci fanno andare d’accordo.
      Mah, invece, la trasformazione in American Psycho, con Mastercard, American Express e via dicendo, ma senza istinti omicidi, ovviamente, mi piacerebbe. Il lusso magari mi si addice.
      Però, il guaio è che sono un sognatore, dici bene.
      Che palle. 😀

  3. Come dici tu, purtroppo, riguardo alla scrittura non c’è nulla da fare: si deve abbandonare la nostra terra, se speriamo di camparci con le parole. Purtroppo davvero.

  4. La musica è epica. E vabbè.
    Alla fine quasi tutti gli scenari (escluso uno) mi sembrano interessanti. Il mio preferito è il penultimo, non saprei neanche dirti il motivo preciso. Ma immaginarti in giro per il mondo (e mi raccomando, il cane) mi piace molto…
    E il tuo inutile diario lo leggerei volentierissimo 😀

    1. Author

      Il cane potrebbe essere l’unico di cui accetterei la presenza. 😀 Così faccio il remake di A Man and His Dog. E poi il viaggio è vita… o così mi sembra di aver sentito dire.
      Magari con gli hot-spot wifi ogni tanto ci sentiamo pure, Lucy. 😉

      1. Author

        No, no, sei una delle poche persone che mi dispiacerebbe non sentire più. Ne morirei. 😉

  5. Interessanti! Hai qualche punto di tangenza anche con la mia versione del meme, che andrà in onda martedì se tutto va bene. :)

    La storia della lingua inglese mi sembra di averla già sentita, di recente… 😉 E forse sì, per monetizzare un minimo con la scrittura o con il blogging è la sola soluzione immaginabile, purtroppo. Dico purtroppo perché anche io sono molto legato alla nostra lingua… E vabbè. Del resto si cambia per sopravvivere, no?

    Ciao,
    Gianluca

    PS: No, Davide, io lo avevo pure detto a Hell in Base che il tuo avatar con questo nuovo set è veramente sconcio! XD

      1. Author

        Sì, solo che la costruisci tu. O almeno ci collabori. 😀

      2. Beh diciamo che hai quasi azzeccato uno dei 5 futuri possibili che traccerò martedì. 😉

  6. (nota: sì, è un meme)
    Gli scenari dicono parecchio di te al di là dell’essere più o meno divertenti. Così a naso potresti davvero diventare un imprenditore, di quelli che pensano fuori dagli schemi. Figure di cui c’è un gran bisogno data la piattezza mentale di gran parte della categoria.
    Tristezze a parte, l’inglese è un passaggio obbligato. Il Germano / Hell di oggi deve diventare il Germano / Hell distribuito worldwide per spiegare finalmente tutta la lunghezza delle sue ali.

    1. Author

      Grazie mille della fiducia, Angelo. Vuol dire molto, anche su questo piccolo blog. 😉
      La cosa che noto è che siamo tutti d’accordo circa l’inglese, ahimé.

  7. Mah, non mi sembri poi messo neanche male. Già avere la possibilità di fare tutte queste scelte non è niente male, comunque vada a finire ci avrai provato. Perché così preoccupato?

    cmq che tanto vale scrivere in inglese lo penso anch’io, solo che non so abbastanza bene l’inglese…

    1. Author

      Ma non sono preoccupato, infatti. O meglio, ogni tanto me lo devo ripetere, perché come dicevo all’inizio del post, a star tranquillo non ci sono abituato. 😉

  8. Tutti bei futuri, a parte quello da impiegato statale, una possibile fusione tra l’ultimo futuro e il futuro bonus?
    Una convergenza di linee temporali non sarebbe possibile?

      1. Ne esiste uno che seguo da anni e che (a mio personalissimo parere) è molto bravo.
        Oggi il blog si chiama Asia Blog e il curatore, Alessio Fratticcioli, da anni viaggia per tutta l’Asia.

      2. Author

        Sì, so che esistono. E li ammiro. Solo che questa è davvero una scelta radicale. Anche se mitica. ^^

  9. Molto interessanti i tuoi futuri… non saprei cosa augurarti, ma sono certo ti costruirai quello che sarà meglio per te. Dell’inglese non si può proprio fare a meno in ogni caso.
    Per il resto mi è difficile commentare: io sono già avanti di quei 10 anni (anche di parecchio). Ormai viaggio guardando nello specchietto retrovisore…
    Se decidi per il settore ambientale parliamone. Il primo di aprile festeggio i miei primi trent’anni di lavoro nel settore.

    1. Author

      Grazie Hot. Ti tengo presente. E poi io penso, mai guardare indietro. Io non l’ho mai fatto, lo so che detto da me sembra assurdo, ma di ragioni ne ho avute, in questi dieci anni..
      😉

      1. Germano, sempre guardare avanti, su questo nessun dubbio…
        Volevo soltanto sottolineare che svoltata la boa dei cinquanta è il momento in cui si deve tirare le somme dei propri sogni (alcuni realizzati, altri abbandonati) e rendersi conto che il percorso ancora da compiere è inferiore a quello che ci è lasciato dietro. A quel punto guardare verso il futuro senza tenere conto del passato è da illusi e sprovveduti… quasi infantile.

      2. Dimenticavo… i capelli, anche se sempre più grigi, li ho tutti. I denti seppur diradati son sempre affilati, però!

      3. Author

        Sì, non intendevo sindacare su quello. A livello personale, però, ho sempre ritenuto i bilanci un’arma a doppio taglio, non so se mi sono spiegato. Preferisco guardare a ciò che posso ancora fare, piuttosto che a quello che ho fatto. ^^

  10. Io non ho più capelli, quindi non ho futuro! 😀

    Mi seduce il futuro in viaggio, ah se seduce! “Ogni volta che sento un grigio autunno nell’anima… prendere il mare!”, raccomandava Ismaele. Ancor di più l’essere scrittore senza aver scritto un avatar-di-Davide-Mana-su-questo-blog. Uno dei requisiti della leggenda.

    “E’ olimpico, sir!” (Moriarty a Holmes ne “La Lega degli Uomini Straordinari” graphic novel; il film non esiste)

    1. Author

      😀 Il viaggio seduce tutti, e poi terrorizza. E una volta che hai preso il mare, non si torna indietro. ^^


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