Spiegazione Finale

46 Comments

  1. Ho praticamente saltato più della meta del tuo articolo perché tratta film che voglio vedere (Drive, Contagion, The innkeepers ad esempio) e ho letto solo quelli che conosco, ovvero i due sulla pazzia. Ed è strano che una cosa così banale, almeno per me che ho visto decine di film sul tema, stia diventando impossibile da comprendere per le nuove generazioni. Sempre più fiero di guardare film “vecchi”, come mi sento ripetere di tanto in tanto. *O*

    Ciao,
    Gianluca

    PS: “E voi ci siete cascati con tutte le scarpe” LOL!

    1. Author

      Esatto, impossibile da concepire. La pazzia? Che cosa sarà mai questa sconosciuta?
      Ma la domanda è, ma davvero Amber Heard vive dentro lo specchio? 😀

  2. Capisco che alcuni finali possano risultare “ostici”, ma… “La Cosa”? Siamo davvero nel reame della follia. E non sto parlando del film.

    Poi ci si lamenta che troppi film spiegano le cose in maniera telefonatissima. E ci credo, con spettatori del genere 😀

    1. Author

      Esatto, questi forniscono le armi a chi produce film idioti, talmente idioti perché inzeppati di spiegoni. Ecco perché lo fanno, perché producono film per deficienti.
      Tutto si spiega. Le chiavi di ricerca sono la miglior analisi statistica della società.

  3. Io ho saltato solo The Innkeepers (prima o poi lo vedrò, lo giuro!).
    E lotto con te, o se lotto. Ma io ho deciso che i finali, a casa mia, non glieli spiego, manco se pagano! Ecceccazzo! U_U Imparassero un po’ a pensare col loro cervellino!
    Io poi sono cattiva e penso male, ma secondo me di VR c’è gente che non ha, già in partenza, capito i sogni di One Eye, e da lì tutto il resto del film! Perché me ne arrivano, che cercano proprio la spiegazione della trama tutta, mica solo del finale… E io mi intristisco!

    1. Author

      Ma io glieli devo spiegare, perché devono capire la miseria in cui sono ridotti. Cioè, ditemi che c’è da capire in Contagion. Che c’è da capire.
      Aiutatemi:
      Ma Valhalla Rising è un pochino più complesso, ammettiamolo. Ma non ‘è che noi siamo tanti Leonardo da Vinci.
      Questi qua, o i film delle gemelle Olsen, o niente. 😀

      1. Complessità è una cosa, completo piattume intellettuale che non ti spinge neanche a TENTARE di ipotizzare una spiegazione, beh, è tutt’altra cosa, ben più desolante! Non avere le chiavi di lettura minime per capire una storia di follia è pietoso. Non capire il finale di Contagion è l’apoteosi del cranio deserto.
        E quindi, giustamente, buon Future Day a tutti noi! =_=’

      2. Author

        Bene, vedo con piacere che la Rottenmeier s’è liberata come il Kraken! Dalle libero sfogo! 😀

  4. “Riuscite a vederlo anche voi, questo panorama di spettrale desolazione? E no, stavolta siamo ben lontani dalla poetica dell’apocalisse. Qui la poetica non c’entra un cazzo. Qui c’è solo il deserto e il silenzio della mente.”

    Oggi ahimè è uno di quegli avvilenti giorni in cui condivido senza riserve in questa riflessione. Di più: vedo la ricerca di “spiegazioni finale” di film come allegoria, da parte di questa società di incapaci di fare 2+2, come dici tu, di pigro bisogno di “spiegazioni” al “finale” di tutto. Dall’aprire gli occhi al mattino a chiuderli alla sera. Se vogliono una “spiegazione” per la “fine”, che si guardino allo specchio.

    Comunque, buon Future Day, Germano.

    1. Author

      Eh, vedo che hai colto in pieno l’amarezza di questo post. ^^ Gente che proprio ha perso la volontà di darsi una spiegazione da solo. Un po’ come in Essi Vivono. La fine della società arriva quando non ci si pone più domande.
      Buon Future Day anche a te, Alessandro.

  5. E dove mai potremo arrivare, se l’unica cosa che siamo stati capaci di creare è una generazioni di rincoglioniti?… Applausi! Applausi fino a scorticarmi le dita! 😀
    Il resto del post sono costretta a saltarlo, visto che c’è anche il finale spiegato di The Innkeepers, Valhalla Rising e Contagion – che sono in lista, in attesa di poterli vedere.

    1. Author

      Sam, Sam… che malinconia. 😀
      Grazie, mi ha segnalato un piccolo refuso! 😉 E grazie dei complimenti. Ma non puoi avere idea di quante chiavi di ricerca arrivino, tutte uguali, tutte bisognose di spiegazioni come se non ci fosse un domani. È una prospettiva agghiacciante. 😀

  6. A me capitò di non capire Donnie Darko (non ero molto attento), ma aspettai di rivederlo.
    Un film dovrebbe trasmetterti qualcosa, specie nel finale, trovo insensato cercare una spiegazione facile :s

    1. Author

      Sì, Donnie Darko è volutamente complesso, ci gioca molto sul non spiegare. Ma ci può stare, eh. Certe cose non vengono capite a primo sguardo. E poi, importante, non è detto che la spiegazione del regista o dello spettatore coincidano.
      Ma qui… è tutto diverso. 😀

      1. Che poi secondo me, più che complesso/ostico Donnie Darko è semplicemente una di quelle storie a incastro (come anche The Prestige, per dire, ma banalmente anche molti gialli) che in un certo senso ESIGONO che tu ti vada a rivedere il film/rileggere il libro per apprezzare il meccanismo, che però poi di per sé non è detto che sia particolarmente complesso. E’ che, tanto per cambiare, occorre avere una soglia dell’attenzione almeno un ninìn più alta di quella di un pesce rosso.

        Comunque uno dei miei momenti più alti come fruitrice di film astrusi è stato vedere Lost Highway di Lynch, essermi convinta di aver trovato una spiegazione logica e razionale al tutto, e poi scoprire che non ne deve avere una. Diciamo che ho errato nell’altro senso XD

      2. Author

        Lynch esiste per spappolare le menti altrui, lo sappiamo. E lo adoriamo per questo. È un di quei registi che ti fa bene sapere che esistono.
        E comunque, hai detto tutto con la storia del pesce rosso. Io ne avevo cinque, vigilissimi! 😀 😀

  7. Anche se con motivazioni credo differenti, anche per me è un periodo di depressione.
    Fai bene a sfogarti, ho apprezzato questo post e spero che sia servito a sfogarti un po’ (come è capitato a me col post di sabato scorso).
    Almeno in Rete dovremmo cercare più soddisfazioni che scazzi, ma a volte pare di chiedere troppo…

    1. Author

      Sì, ci si sfoga come si può. Non so se alla fine sono un p’ più soddisfatto, ma forse sì. 😀
      Almeno serve a continuare a lottare, per cosa, poi, devo ricalibrare gli scopi e gli obiettivi a quanto pare. 😉

  8. Io resto dell’idea che quelli che non hanno capito il finale de Il Cigno Nero, si riferissero al film del 1942 con Tyrone Power, Maureen O’Hara e Anthony Quinn.
    Tutte quelle cannonate, quei duelli alla spada… com’è che i pirati non sembrano etilisti semiparalitici come Johnnty Depp, perché non c’è il Kraken, dove stanno gli zombie…?

    A parte questo, direi che chi non ha capito il finale di Drive dovrebbe darsi un’occhiata a Butch Cassidy & The Sundance Kid, così, per farsi un’idea.
    O ad A Better Tomorrow II.
    È che sono fissati con lo “show don’t tell”, ma se non gli spieghi tutto parola per parola, non lo capiscono.
    E poi parliamo di finali aperti!

    1. Author

      Infatti, il finale aperto è letale, perché minimo si permette di far sorgere il dubbio. E il dubbio, lo sai meglio di me, consuma.
      Insomma, io la vedo proprio buia, ma talmente tanto che ho deciso di guardare altrove. Magari verso il futuro. 😉

  9. Siamo dei combattenti. Punto. Gloriosi guerrieri contro l’ imbecillità (disse sbattendo con sdegno lo sportello della Bentley).
    A me oggi è arrivata giusto giusto la chiave di ricerca: Doomsday ma c’è la cura? E mi sono cadute le braccia per terra e ho pensato di desistere.
    ma poi leggo questo articolo e mi viene il cipiglio fiero. Non si spiegano i film agli idioti.
    La presenza di Refn in due posizioni mi fa meditare tanto tanto.
    “Andate in pace” è stupenda

    1. Author

      Non per niente Refn è il nostro bambino prodigio. Insieme a Ti west, alla faccia di Insidious, dove “non c’è nulla da capire”. 😀
      Grazie di lottare, Lucy.

  10. Sono d’accordo con questa frase che hai detto in un commento precedente: “E poi, importante, non è detto che la spiegazione del regista o dello spettatore coincidano.”
    Possono esserci più interpretazioni sul finale di un film. Alla fine, cosa cambia? Mia moglie Drive l’ha interpretato in un modo, io in un altro, tanto per dire. Io l’ho fatto conoscendo Refn, lei no. Eppure erano plausibili entrambe le ipotesi. Nessuno dei due si è impiccato o ha cercato il finale su Goggolo. Tra l’altro sarebbe svilente come cosa…

    1. Author

      Ma il bello di questi film con finale aperto è appunto la possibilità di fantasticare cosa viene dopo. Ma questi non sanno manco più immaginare…
      E torniamo sempre al discorso delle Realtà Alternative. Avvilente, non trovi?

      1. Avvilente è il rendersi conto che dimenticano il resto del film e si ricordano solo di scervellarsi sul finale. Cosa su cui ha giocato Inception. Finisce il film e amen, ci si da la propria spiegazione in virtù del resto e punto. Come hai detto tu le varianti possono essere diverse se la struttura lo permette.

      2. Author

        Ma guarda, nel caso di Drive non capiscono, a quanto pare, l’intero film. Roba da manicomio. Lo ribadisco, un giorno ci farò un post, le analisi statistiche non servono a nulla, la vera società si nasconde tra le stringhe di ricerca. Solo da quelle si capisce che siamo nella caccapupù fino al collo. Non ci sono giri di parole, né menzogne.
        😉

  11. Eh sì! Film davvero ostici… ma come non si fa a capire The Swan? E La cosa? Oddio!! 😀
    Bel post!
    Ma consiglio a chi guarda quei film di spegnere lo smartphone e accendere il cervello… e magari mangiare meno pop corn, che è risaputo, il mais fermenta nello stomaco e produce gas che ottenebrano la mente!

    1. Author

      Ottimo consiglio, che però getta una luce inquietante sul mondo del cinema! I Pop-corn fanno parte di un piano diabolico delle major cinematografiche per rincoglionire gli spettatori! 😀

  12. Hell, la Rottenmeier in questi giorni è (quasi) allo stato brado! 😛
    Tornando in argomento: i finali aperti, come quello di Drive o quello di Valhalla Rising (perché secondo me, a modo suo, anche quello è un finale aperto), sono un atto di fiducia di sceneggiatore/regista verso lo spettatore, e mi piacciono. Meglio un finale aperto, che un lieto fine spiegonato, consolatorio e posticcio come la parrucchetta di Nicola Gabbia.
    Ma, come avete detto tu e altri, il cinema (ma forse non solo il cinema) sta abituando sempre più lo “spettatore medio” a non pensare, non immaginare, non fare altro che aprire la bocca e ingoiare la solita sbobba già pronta e pre-masticata. Li abituano a pensare che la somma linearità+spiegone+fracasso+prevedibilità sia la norma su cui il cinema deve essere fondato, altrimenti la trama è troppo contorta e bisogna usare l’oracolo google per venirne a capo. Sono abituati a pensare che per ogni cosa ci sia una sola spiegazione possibile, una sola visione possibile, mentre, come diceva giustamente Bangorn, è un campo super-soggettivo!

    1. Author

      Sì, ma secondo me c’è un concorso di colpa. Il regista di The Artist è quello che s’è beccato una querela perché il suo film era troppo complicato, e persino Drive, se non sbaglio, perché chi è andato a vederlo voleva Fast & Furious e invece s’è trovato tra le mani ‘sto tizio inespressivo che spacca le teste a calci.
      È un meccanismo che ormai si alimenta vicendevolmente di idiozia. Non so se si può uscire da questa voragine. ^^

      1. Drive si era beccato una cretina convinta di vedere un Fast and Furious che voleva indietro il costo del biglietto e pure i danni morali. Ripeto: danni morali! In America il cliente se lo tengono buono alla stragrande che altrimenti parte di class action per una sedia scomoda, però volere danni morali per un film! (in un cinema dove le avrebbero rimborsato subito il biglietto, se solo lei lo avesse chiesto subito… =_=)
        Secondo me è una voragine di idiozia da cui non si può uscire, certa stupidera mi sembra troppo radicata per avere rimedio! =_=

      2. Author

        Figurati se esportassero le class-action pure qui! 😀 Che però credo sia un ottimo strumento per difendersi dai poteri forti, ma come tutti gli strumenti, se ne può fare un cattivo uso, come nel caso di Drive, o un vero e proprio abuso.

  13. Fantastico Cap. Anche io ho saltato qualche film, innkeepers, cigno nero e contagion, ma ho apprezzato il commento agli altri. Traspare proprio il veleno ed il disprezzo per certa gente… :)

    1. Author

      Grazie, ma è più un grido di disperazione, il mio. Sono ridotto all’impotenza, la massa silenziosa bisognosa di spiegoni ci circonda con la sua espressione monocorde, tipica di chi non ha capito un cazzo. Anche della vita. 😀

    1. Author

      No, no, è il contrario. Prima rido a più non posso e poi m’incazzo perché penso a tutti quelli che digitano furiosamente alla ricerca di spiegazioni, perché non ci arrivano da soli.

  14. Se si deve guardare un film, per poi diventare scemi (ancora di più, ovviamente) cercando in giro qualcuno che spieghi il finale… beh, allora è tempo perso!
    Di quelli che hai citato ho letto tutto, tranne Innkeepers perché lo devo ancora guardare e non mi voglio rovinare nulla, ma, e qui potrei peccare di saccenza, non ho avuto alcun problema a capirli. Cioè, cosa c’è da capire?
    Siamo allo sbaraglio, invasi da immani folle ormai troppo abituate a vedersi la vita disegnata, progettata come un bel palazzo, su binari che non hanno divergenze, che corrono lunghi e dritti senza peccare mai. Non è possibile andare avanti così, non ci si può ridurre a non utilizzare quella cosa preziosissima che ci è stata regalata dalla natura: l’intelligenza!
    Cos’è, esiste solo Il grande fratello?
    Non voglio credere che il futuro sia questo… anzi, confido nella selezione naturale e nella sfoltita che porterà con gli anni…
    Complimenti Cap, non mi è sembrato nemmeno così incazzato! :)

    1. Author

      Ma non lo so se la selezione naturale funziona ancora. 😀
      Cioè, quando andavo a scuola io, mi tiravano schiaffi perché mi abituassi a pensare con la mia testa, a non fidarmi ciecamente di ciò che c’è scritto nei libri, perché potrebbe essere sbagliato, nonostante sembri giusto.
      Ora, largo ai rincoglioniti. Ed ecco i risultati: siamo nella merda su scala globale.
      E quelli che osano dire no, come me, vengono messi nel ghetto.
      Ok, non resta che resistere.
      😉

      1. E quelli che osano dire no, come me, vengono messi nel ghetto.
        Quindi è in atto una selezione INnaturale, dopotutto. Resta il fatto che la nuova specie è infestante (gli idioti stanno ovunque) e si riproduce di più e più in fretta (la madre degli imbecilli è sempre incinta). Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo genere (in)umano… Vado a cercarmi una nicchia da occupare, prima che cominci la corsa. Ciao ciao! :)

  15. Allora (visto che i film in questione li ho capiti benissimo e senza scassare le palle a qualche blogger) per questi tizi cosa posso sembrare ? Un genio !?!

  16. E dove mai potremo arrivare, se l’unica cosa che siamo stati capaci di creare è una generazioni di rincoglioniti?…

    Sono fermamente convinta che l’Idiozia sarà ciò che sterminerà il genere umano, alla fine. Altro che Pandemia Gialla, ragazzi, quella sarebbe un sogno. La maggior parte del mondo è già stato contagiato e non c’è soluzione: preparate i survival kit. Io vado ad arroccarmi in una biblioteca sperando che non sia un morbo contagioso…

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