Rush – ovvero come emergere dalla palude

CyberLuke
Member

Sei riuscito, una volta di più, ad aggiungere una riflessione inedita e per nulla banale.
E sconfortante, sì, ma quella è un’altra faccenda.

Gianluca Santini
Member

Non si potrà dire che tutte le recensioni di Rush si assomigliano. Bellissima riflessione, inaspettata e del tutto generale, dal film, ma non solo dal film. 🙂

Ciao,
Gianluca

CervelloBacato
Member

Che bello spunto hai tirato fuori partendo da una recensione. Hai proprio ragione, e purtroppo il mondo (per ora) va così…

Marco Bango Siena
Member

A volte riescono a mascherare parte di quel 90% che è lì per conoscenze/nepotismo/et similia inventandosi una loro storia di povertà precedente. Colpa mia, ma io al R2R ci credo poco.

mcnab
Member
Il film mi è piaciuto molto, ma ho già detto la mia, non aggiungo altro. La tua riflessione finale, molto interessante, risponde in gran parte a verità. Non credo sia un male recente… mi sa che, da quando è nato il cosiddetto “mondo moderno”, le cose (non) funzionano in questo modo. Forse, per assurdo, c’era più possibilità di emergere in passato, dove la gente preposta a valutare era in minor numero (per quanto occorresse essere di buona nascita per potersi dedicare a certe attività). Che poi è quella mentalità corporativista, che da noi ha raggiunto l’apice negli anni ’30, ma… Read more »
Bruno_bac
Member
La riflessione può avere il suo perché indipendentemente dalla formula uno, comunque va detto che c’era ai tempi (come oggi) una grande pressione per emergere, e “comprarsi” un volante poteva essere un modo come un altro per passare qualche gradino. Anche oggi esistono i “pay drivers” nelle scuderie minori, o quelli che sono appoggiati da sponsor importanti. Negli anni ’70 c’erano ancora (per poco…) i “privateers,” quelli che compravano una macchina e provavano a correre in privato. Oggi sarebbe improponibile per tutto il codazzo tecnologico che c’è dietro. Quanto a Hunt, aveva la fama dello sfasciacarrozze, se ricordo bene. E… Read more »
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