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set 25

Quel che mi piacerebbe

Rubo l’idea a Davide, questa idea. E la contamino un po’, come facevano in Grecia.
Erano dei furboni.
Sto qua a vegetare da stamattina sul blog, aspettando che la voglia di scrivere m’assalga, ma niente… la trovata per l’articolo di oggi conteneva in sé un discreto grado di figaggine: alberghi infestati.
Ho trovato fonti, documentazione, persino fotografie dei presunti spettri che s’aggirano per i corridoi, alcune storie a essi legate che, raccontate di sera al buio, fanno ancora il loro effetto, ma non c’è verso. Non mi va. La depressione m’insegue…
E l’unico modo che conosco per uscire da questo impasse è abbandonarmi un po’ al ragionamento che, al di là della diffusione nozionistica, che taluni ritengono essere l’essenza del blogging, è, proprio lui, la quintessenza del blogging: il ragionamento, complesso, speculativo, casuale, stimolato da un pasticcino o da un profumo, o semplicemente dalla rabbia provata per cavolate lette in rete, tipo la tarantella su Prometheus. Ma proprio per fare un esempio scemo, eh.
Ragionamento, in questo caso, applicato al desiderio: quel che mi piacerebbe scrivere..
Consideratelo una sorta d’impianto mnemonico da fare alla Rekal.
Ragion per cui, mi piacerebbe:

Gestire un blog.
Sì, già lo faccio, da un bel po’ di tempo. E non ho intenzione di smettere, seppur tra alti e bassi. Per cui l’idea è continuare, tentando, ancora non so come, di allargare il giro dell’utenza. Qualche idea in mente, nessuna certa. Altrimenti non sarebbe divertente.
L’unica sicurezza riguarda, invece, il metodo per non cadere: la trasparenza.
Quando affermo che non pubblicherò mai nulla con una casa editrice, dico il vero. Impossibile tornare indietro, a questo punto.
Mancanza di trasparenza sarebbe se domani me ne uscissi annunciandovi la mia pubblicazione per l’editore tal dei tali.
Chiaro, no?

Girare (un film come) Prometheus.
A modo mio, ovvio.
E, badate, avrei potuto scrivere “girare un film come Alien”, ma non l’ho fatto. Ho scelto Prometheus perché, se tanto mi dà tanto, col casino che questo mio nuovo film genererà, mi metterò a posto finanziariamente per le prossime sette/otto generazioni.
Io girerò solo un film, poi tutto il casino che verrà, i litigi, il trolling sui rispettivi blog dandosi dei coglioni a vicenda, tutta l’immane pubblicità che il film riceverà e conseguente diffusione, sarà solo merito vostro: di voi blogger, di voi utenti col dente avvelenato e di quelli a cui, caso strano, il film sarà piaciuto. Alle volte, anche le polemiche idiote hanno la loro utilità.
Grazie a tutti.

Immagine anteprima YouTube

Scrivere un Noir.
Questa è un’idea in comune con Davide. Infatti ci proveremo entrambi.
Il Noir è, forse, l’unico genere che mi piace definire tale, mi piace leggerne, studiarne, documentarmi, divorare specialmente i film di quel periodo, la Golden Age del Noir, onde per cui mi piacerebbe anche scriverne, seguendone i dettami, per ricreare quell’atmosfera unica.
La sfida, mettere su carta il silver screen. Mica tanto facile. Creare un personaggio che abbia il fascino di Lauren Bacall, o la carica dirompente di Gloria Grahame. E poi la musica, e il chiaroscuro delle veneziane nell’ufficio del detective, e la bionda con la pistola e gli archi di fumo delle sigarette strette da labbra gonfie per i lividi delle botte, accompagnate da bicchieri di bourbon.
Insomma, roba tosta. Wow.

Scrivere ll mio I am Legend.
Sì, qualcosa ho già scritto. Qualcosa per cui vado pazzo. Deplorevole per uno scribacchino, dirsi soddisfatto di una propria opera, ma le cose stanno così. Che poi, mi fa anche piacere intercettare discussioni sui forum in cui si dichiara: sto leggendo Girlfriend from Hell, senza specificare l’autore, quasi che si trattasse di una roba talmente nota da non necessitare spiegazioni. Insomma, posso almeno gongolare un pochettino?
Eppure, c’è qualcosa in quel maledetto (in senso buono) libro di Matheson che trascende il normale percepire del sottoscritto. Voglio un incipit come quello dedicato a Neville. che in poche frasi ti stende con l’angoscia di un mondo che non c’è più.
Insomma, scrivere qualcosa che sfiori il più bel libro che abbia letto.

Dare una conclusione a Marilyn.
Perché, scema scema, con la sua malattia e i suoi poteri, e quella visione sconfortante del tutto, perché lei non ricorda nemmeno il senso della sua esistenza, con le sue copertine rosa shocking e azzurro, Marilyn s’è ritagliata un grande spazio, nel mio cuore d’autore, in quello dei pochi appassionati che l’adorano e nei moltissimi che la scansano credendo, a torto, di avere a che fare con una supereroina in senso classico.
Lasciamo che gli illusi restino tali.
Di contro, sento la necessità di dare a Marilyn una storia e un finale indimenticabili, che la rendano completa come personaggio.

Dare una conclusione a Cavour – Cacciatore di Vampiri.
Non ci ho rinunciato, sapete? Cavour, Pietro e Germaine sono sempre qui, nella mia testa. Si sono solo presi un po’ di vacanza, complice anche il gran caldo, che mi rende difficile scrivere scene ambientate nel mese di Dicembre. Ok, in questo caso mi sa un po’ di meteoropatia (si scriverà così?).
Comunque, prima di rivederli, mi sembra il caso di pubblicare un articolo-riassunto che contenga le loro mirabolanti imprese finora.
È un favore che faccio anche a me stesso. Magari ci divertiamo a analizzare la storia e i punti in sospeso, e le apparenti contraddizioni che essa ha. Vi gusta l’idea?

Scrivere un racconto o romanzo breve horror a tinte pulp.
Sì, qualcosa come il Drive-In di Lansdale. Lo sogno da sempre. Un racconto che faccia ridere, vomitare, poi ancora ridere e magari far venire il disgusto per il pop-corn caramellato.
Protagonista, ancora Germaine, o meglio una protagonista che abbia le fattezze di Hayley Atwell. Perché? Per il semplice fatto che dev’essere prosperosa, giunonica, e poi ho da mesi quest’idea di una scena: lei che striscia in un cunicolo fangoso sotto un cimitero, con la maglietta aderente bagnata e mani scheletriche che vogliono strizzarla…
Sì, ok, stiamo sempre parlando di pulp, ricordate? E poi, sono un ometto e devo sfogare i miei bassi istinti. :D

Scrivere, infine, il mio romanzo cyberpunk.
Proprio cyberpunk? No, magari no. Quel che so è che molti di voi l’hanno già letto nella sua forma embrionale, ovvero il racconto Margine, ambientato nel medesimo universo narrativo. Un racconto brevissimo a cui dovrei mettere mano, ma che ho preferito lasciare così, per ricordarmi che i progressi sono inevitabili, benvenuti, e per ricordarmi di vecchie imprecisioni stilistiche. E non ultimo, perché mi piace un fottio.
Quindi l’ambientazione è un futuro inquinato, con animali mutanti, tirannie mediterranee e una specie di terra verde, dove chi non ha protesi artificiali innestate nel corpo può condurre, forse, una vita normale, se non fosse per…
Nessun progetto letterario comune, stavolta, solo idee mie per un romanzo solo mio.

Un futuro di scrittura, quindi. Be’, a pensarci, c’è di peggio nella vita.
E a voi? Che vi piacerebbe fare?

Un po’ di musica.

8 comments

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  1. Fra Moretta

    Vorrei diventare un bravo saggista e collaborare con alcune pubblicazioni estere sull’Horror classico e decidermi finalmente a scrivere (o a provarci seriamente) un racconto Sword and Sorcery. L’idea c’è,devo solo mettercì volontà e impegno.

    1. Hell

      Ottimo, mi piace molto l’idea di scrivere saggi. Se ben fatti sono letture eccellenti. ;)

  2. mcnab

    Contami come beta-lettore di qualunque tua cosa tranne il romanzo sulla falsa riga di Drive-in, di cui ho pessimi ricordi.
    Fosse un sondaggio voterei:
    - Finale di Marilyn;
    - I’m a Legend
    - Noir
    ;)

    1. Hell

      Il finale di Marilyn è ancora prematuro, in effetti. Ho intenzione di raccontare un altro po’ di cosette. ;)

  3. narratore74

    Ma sai che ti vedrei bene alle prese con il Noir? molto più che con tutto il resto che hai elencato…
    Non so perché, non posso spiegartelo, però mi suona bene come accoppiata e ho il presentimento che faresti scintille! :)

    1. Hell

      Bene, perché tra le cose elencate è proprio quella che reputo difficillima. XD
      Chissà che succederà… :D

  4. CyberLuke

    Germano, a te non serve una casa editrice.
    Serve un mecenate, come quelli di una volta, che provvedono ad ogni tua necessità (e pure a qualche capriccio) in cambio di vederti là a produrre la tua arte (parola che uso sempre con somma reverenza e preferibilmente rivolta a qualcuno di scomparso).
    Hai provato a mettere un annuncio?

    1. Hell

      No, e dubito che qualcuno mi prenderebbe sul serio, specie di questi tempi di crisi. ahahahha XD
      E comunque, no, quei tipi mi hanno sempre dato l’idea dei mantenuti. Tutto sommato, per scrivere l’investimento è minimo, posso farlo anche da solo.
      Il film cui accenno è un capriccio, non saprei da che parte iniziare a fare il regista. ;)

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