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feb 05

Il Re della Montagna

5 Febbraio 2016

Inspiro. L’aria è gelida e secca, nelle narici. Il tronco robusto e spesso. Sono sopravvento. Non può vedermi, né sentirmi. Non esisto.
Il sole è basso. Arancione e porpora. Tagliato da due strisce di nuvole. Fa la neve rosa.
Stringo il fucile tra le mani. L’indice destro sul grilletto. Guanti senza dita. La fronte appoggiata alla canna.
Ho notato le sue impronte nella neve poco prima dell’alba, con la dinamo. Freschissime. Dalla forma simile a chele di aragosta. Nette. Vuol dire che è tranquillo.
Un maschio adulto.
Ho tagliato per il bosco, distanziandomi dalla sua ipotetica scia di almeno trecento metri, e proseguendo in parallelo, nascosto tra gli alberi e i cespugli, per anticiparlo e trovarmi più in alto di lui.
L’uomo che m’ha insegnato a sparare, quand’ero ragazzo, me lo ricordava sempre: il cervo si aspetta di essere attaccato dal basso, perché è il Re della Montagna.

È forte, maestoso, inquieto. E veloce. Può superare gli 80 Km/h. Non ha rivali in natura. Non qui, dove non ci sono più lupi.
Lo sento. I suoi zoccoli raspano nella neve fino al terriccio, in cerca di radici.
Mi affaccio appena, più lento che posso.
È laggiù. Mi dà il fianco.
Poco più di due metri, alto circa uno, al garrese. Conto tre palchi di corna, per circa 70 centimetri di lunghezza.
Palla da 20. Canna superiore. Miro.
Il cervo sbatte le orecchie e alza la testa, veste il manto invernale grigio-bruno. Si volta. Mi vede. Un soffio di vento accarezza la folta peluria che ha sul collo.
Sobbalza. Muscoli e tendini si caricano per prendere lo slancio. Anticipo l’angolo di traiettoria, verso sinistra. Sparo.
Colpisco sulla spalla. L’altezza del cuore e dei polmoni.

L’animale compie un balzo in avanti che lo proietta tre metri più in là. Poi caracolla, trascinandosi per un’altra ventina di metri sempre più lento, mentre il fianco sgocciola di un rosso cremisi, in scia sulla neve.
Si appoggia prima sulle zampe anteriori, piegandole. Infine si accascia.
Vedo il suo ventre alzarsi e abbassarsi veloce. Gli sbuffi di vapore del suo affanno.
Mai avvicinarsi a un cervo ferito. Neppure per mostrargli pietà.
Non ne vuole. Non da chi lo ha ucciso. Meglio aspettare e lasciarlo morire. Da solo.

***

Il prossimo Dicembre compirò quarant’anni. Non sono mai stato così in forma.
Ventre piatto. Gambe salde e robuste. Braccia allenate da tutta la legna che ho spaccato. Fiato lungo, per le corse nei boschi, sulla neve. Capelli brizzolati e barba bianca sul mento. Aspetto selvatico.
La mira è buona.
Alla fine ho compreso l’essenza della caccia: sopravvivere. Quel che è rimasto da fare.
Mi accovaccio vicino al cervo. Poso la mano sulla ferita ancora calda. Non sono arrivato a strappare il cuore della preda, e a mangiarlo: lo spirito del cacciatore.
Non so se ci arriverò mai a possederlo, quel dono.
Mi limito a pregare. Con gli occhi chiusi. Tempo di nuove tradizioni.
Quando li riapro, noto il tessuto di una camicia a quadri, rosso e nero, immobile dietro a un tronco di pino.
Mi alzo. Fucile spianato.
L’ultimo abitante del villaggio è lì seduto, la schiena contro l’albero. Un blocco di ghiaccio giallo livido.
Cristalli bianchi che gli hanno tagliato le labbra, e gli occhi sono punteggiati di piccole schegge rossastre. I capillari esplosi.
Deve essersi nutrito, a giudicare dal sangue intorno alla bocca e sulla camicia, poco prima di venire qui a crepare, anche lui da solo.

***

Incido le cortecce con il coltello man mano che ritorno. Devo ritrovare il corpo e sbarazzarmene.
Ho avvolto il cervo in un’incerata. Me lo trascino dietro con l’ausilio di corde robuste. Pesa circa novanta chili. Ancora troppi per il mio torace.
Tanti anche per una persona sola.
Non sarò di ritorno prima di pomeriggio. Merda.
Santini avrebbe voluto unirsi a me. Me l’ha domandato ieri sera, in una conversazione univoca. Da parte sua.
Ho rifiutato. Deve imparare a muoversi senza far rumore. Devono imparare tutti.
E l’inverno non è stagione per insegnare, e sprecare selvaggina e munizioni. Con la primavera sarà diverso.
Cristina, appena arrivata, mi ha chiesto se avessi qualche regola, un limite, un’accortezza che tutti loro, dato che questo è il mio posto, così l’ha definito, avrebbero dovuto osservare.
“Non rompermi i coglioni”. È questa, l’unica regola.

Cristina sembra continui a pensare alle favole della buonanotte, quelle con le quali, nel mondo prima di questo, nutrivamo i nostri cervelli.
Menzogne, per lo più.
Mi sa che c’è rimasta male. Anche gli altri. Valenziano persino più della reporter. Harmke mi ha scrutato. Sta prendendomi le misure. Io ho fatto altrettanto. Ho mirato a lui, sul luogo dell’incontro, mentre decidevo se uscire allo scoperto.
Alex no. Sa come sono fatto.
Eppure, un conto è saperlo, un altro viverlo. Anche lui ha la sua bella dose di confusione da smaltire. Non è più solo un avatar.
Non so ancora se mi piace l’idea di avere tutta questa compagnia.

***

Li ho fatti sistemare in case distanti dalla nostra. Non li voglio tra i piedi, o troppo vicini.
Spero che non abbiano condotto nessuno fino a noi, durante il tragitto. Abbiamo bloccato le strade d’ingresso al paese con le automobili restanti. La mia, con la sorpresa sul sedile, è sempre piazzata di fronte a casa.
Ad Alex ho mostrato la dimora del prete, senza dirgli nulla, dopo averla ripulita. Lo scoprirà leggendo questo post.
Spero apprezzi il regalo… da un vecchio amico.
Cerco di frequentarli il meno possibile. Zooey, al contrario, una di queste sere vuole invitarli a cena, da noi.
È arrivata a farmi gli occhi dolci, per convincermi.
Sono qui da soli tre giorni. Il suono delle loro voci mi sembra quello di una folla intera.
È una sensazione che detesto.
Loro provengono da laggiù, come me. So benissimo ciò che pensano e anche come lo pensano.
Dicono, e soprattutto scrivono, che la Gialla e i lutti che ognuno di noi ha condiviso e procurato, abbiano cambiato la prospettiva. Sono tutte stronzate.
È solo rimorso, ciò che si ostinano a voler provare. Per sembrare nobili. Ma agli occhi di chi?

***

Harmke ha detto che mi aiuterà a installare il pannello solare sul tetto di casa nostra, mia e di Zooey, per sdebitarsi.
Nel frattempo, lei continua a inventarsi ogni metodo possibile per consumare quel poco di benzina che ancora abbiamo per il generatore. Eccitata dalla compagnia inattesa e confidando nell’energia pulita.
La lascio fare. Mi piace vederla così.
Stamattina mi ha svegliato con Wuthering Heights, da YouTube, attraverso il tablet, amplificato da casse sottili e potenti, a volume massimo. Le ha trovate curiosando nell’appartamento accanto al nostro. Le sto provando per la serata, dice.
Durante i venti secondi necessari a svegliarmi e tornare lucido, sono stato in un incubo fantasy, nel quale un satiro cornuto, piedi a zoccolo e pelliccia, sventrava un’elfa vestita di rosso con un coltellaccio ricurvo e grigiastro, su un prato in riva a un laghetto lucente. Poi ho capito che che il satiro ero io. E che tra le mani non avevo un coltello
Colazione a letto. Sedia sotto la maniglia della porta. Ha tentato di portare la sua voce alle vertiginose altezze di Kate Bush.
Non è roba per lei. Abbiamo riso.
Mogliettina modello. Sexy e sorridente col pancione, e un bicchiere con la frutta sciroppata tra le mani. Me lo porge, al contempo afferrandone un pezzo, addentandolo e sporcandosi mento e maglietta col succo.
Una volta ripristinata la doccia, in qualche modo, sarà di nuovo profumata. E anch’io. Almeno finché dura il sapone.

Sembra di sentire il traffico, in strada. I rumori della città. E che si debba andare a lavoro prendendo la metro. Di vedere i riflessi dei neon colorati sui vetri e i tipi che affiggono i manifesti pubblicitari di un suo nuovo film. Sembra…
E invece fuori c’è niente.

***

Prima di uscire do un’occhiata a Maeve. Sta meglio, dopo gli antibiotici ad ampio spettro portati da Santini, che sono subito finiti. Ha iniziato a borbottare frasi minacciose in gaelico. Secondo me sono bestemmie. Per Zooey, preghiere. Nell’incertezza, ho fatto sparire i coltelli e tengo i fucili sotto chiave. Saluto entrambe.
Il cane bianco è lì fuori che aspetta, come tutti i giorni da quando è arrivato. È una femmina.
Mi segue sempre. Quando vado a caccia devo legarla o chiuderla in casa.
Non ho idea di come insegnarle a stare immobile in silenzio, a riportarmi le lepri. Ma tenterò. Non le ho ancora dato un nome.
Nella sagrestia della piccola chiesa ho trovato dei blocchi di pietra grezzi e qualche lastra sostitutiva per la pavimentazione, dello stesso materiale. Resti di lavori di consolidamento mai iniziati. Trasporto tutto su da Carla. Sistemerò le cose entro una settimana. Inciderò sulla lapide il perth. La porta al collo anche Maeve, su un pendente. Trovo le si addica. È la runa dei sentieri imperscrutabili.

Di ritorno. Seduto su uno sgabello, i piedi su un altro, gambe sollevate. Al centro della navata, fronte all’altare.
Ascolto un po’ di musica col tablet, la faccio vibrare in ogni anfratto. Mi metto a rileggere un libro, Dubliners. Nevica anche qui.
In questo luogo spoglio porto parole, musica e fede. Una specie di liturgia nuova, senza fedeli e senza officianti.
Le reliquie sono in collina, come si conviene agli esseri toccati dalla grazia. E ai loro resti mortali.
Sotto quelle pietre, segnate dalla runa, custodirò il segreto della fine del mondo. Per mano di una strega. Può sempre tornare utile.
La cagna si accuccia accanto a me, scodinzolando di tanto in tanto, quando incrocio i miei occhi coi suoi, che indagano.
Passa a trovarmi Alex, accompagnato da Zooey e da Franny. L’ha condotto lei, fin qui. Col fucile in spalla. Brava.
Hell… in a Church, ha commentato lui, vedendomi, con un sorriso.
Lo trovo appropriato. Specie se si considera che quel soprannome è stato lui ad affibbiarmelo, anni fa, in una mail.
E non avevamo neanche litigato.
Mi sembra il più nostalgico, tra tutti, del vecchio mondo.
I cani si mettono a giocherellare. Fanno versi strani.
Io e Zooey torniamo a casa. La serata è prevista per domani. Cervo arrosto.
Fatto cenare Maeve. Per noi due, lepre.
Ci mettiamo comodi a guardare un suo film in streaming, 500 Days of Summer. Osserva che era brava.
Pensa spesso al parto. Solo che, a differenza mia, lo esterna.
È convinta che sia una bambina. Ora la sento anche io sotto le dita. Scalcia.
Fa paura.

***

Queste ultime parole, infine, sono per voi che leggete e resistete. Ha tutta l’aria di essere un addio:

Siete come cervi.
Sbrigatevi a crepare.

PRESS PLAY

Bonus Track:
There is a light that never goes out

fine

Altre pagine QUI

Questo finale si intreccia con il Survival Blog di Alex McNab e con quello di Cristina Riccione

[credits: Eugenio Recuenco per la foto della bella addormentata]

32 comments

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  1. Domattina ti saprò dire di più. Ora dopo la caccia, mi godo la musica e le foto.
    Epico e terribile.

  2. zeros83

    This is the and, giusto?
    Triste dire addio al Signor Hell, ma è giusto. Mi mancherà. Finale… strano e realistico, hai reso bene la sensazione di una convivenza “obbligata” all’improvviso, così tante nuove persone attorno dopo mesi in due… Mi piace!
    E il retrogusto magico-mistico ci sta sempre bene ;)
    Le foto sono molto belle, soprattutto la bella addormentata.
    Non resta che augurare buona sopravvivenza a tutti e rimpiangere l’addio.

    Ah, le frasi finali… Hanno un non-so-che di asociale che mi piace e inquieta. Ci stanno bene, credo, ma in modo contorto, quindi nel modo migliore.
    E comunque io sono già crepata, quindi non si applicano a me :P

    1. Hell

      ahahahah

      Be’, mi fa piacere che… piaccia.
      Io ci sto malissimo. È come lasciare la mia famiglia, ovvero io e lei…

      Vi svelo un segreto. Fin da metà progetto si era diffuso un tentativo di fondere, in un modo o nell’altro, più storie. Ma s’è rivelato un progetto titanico e irrealizzabile.
      Alla fine abbiamo deciso di provarci, pur senza sbilanciare i rispettivi schemi e ritmi di narrazione. Credo che il risultato reciproco sia bello, senza esagerare in inverosimiglianza.

      In effetti sono stato a pensare per un bel po’ a un’eventuale invasione dell’eremo del Signor Hell da parte di amici, come in questo caso. Impossibile non dar loro una mano, ma… l’idea era: che stiano al loro posto comunque.

      :twisted:

      Le frasi finali… quelle inquietano anche me. Credo inquieteranno tutti. Anche lì, non volevo fingere e attribuire al signor Hell un’aura salvifica che non possiede, né ha mai voluto avere.
      I lamenti dei superstiti, le loro lotte, i loro scritti, per Hell sono un fastidioso ricordare che, prima di tutto questo, c’era quel mondo al quale tutti gli altri cercano disperatamente di aggrapparsi.
      In realtà sono loro i Re della Montagna, che credevano di essere più in alto di tutti. Poi è arrivato il cacciatore…

      Grazie a tutti.

      :D

  3. Lo Stregatto

    Alla fine tocca a tutti affrontare il “re della montagna” e la scena della caccia è un buon ingresso per la considerazione finale, tuttavia ho trovato di gran lunga più interessante questo:
    Loro provengono da laggiù, come me. So benissimo ciò che pensano e anche come lo pensano.
    “Dicono, e soprattutto scrivono, che la Gialla e i lutti che ognuno di noi ha condiviso e procurato, abbiano cambiato la prospettiva. Sono tutte stronzate.
    È solo rimorso, ciò che si ostinano a voler provare. Per sembrare nobili. Ma agli occhi di chi?”.
    Per il resto un applauso serio per l’ uscita di scena e non perchè sia d’ obbligo ^^.

  4. Gianluca Santini

    (off): e un altro dei SB migliori chiude. Oggi è proprio giorno di finali, tra Alex, Edu, Ariano e ora anche tu. Mi è piaciuto, tanto, dalla scena iniziale che riaggancia le inquietanti frasi finali, alla convivenza forzata, a quel terribile “Fa paura” riferito alla bambina. Per non parlare di quelle foto finali: non ci sarà mai redenzione, o ricostruzione. Il mondo è cambiato, inutile aggrapparsi a idee passate. Il mondo marcia verso la fine, per tutti. Complimenti, applausi per il tuo SB! :)
    PS: io ero di uno di quelli che nei primi post non faceva altro che lamentarsi e farsi male ripensando al passato. xD Poi mi son reso conto che non aveva molto senso proseguire così e ho dato un po’ di movimento in più, pagato a caro prezzo dal mio alter-ego. xD

    1. Hell

      A me è piaciuto il fatto che, tra me e Alex, abbiamo chiuso in maniera praticamente opposta.
      Ovvero, lui ha ancora una speranza malinconica, seppur fiduciosa e positiva.

      Io, invece…

      Non lo so… magari molti avrebbero gradito un finale diverso, più adrenalinico. Io ho optato per questo più riflessivo, ma angosciante.
      La realtà è che la bambina che sta per venire al mondo, visto lo stato in cui siamo, potrebbe essere la fine sia per la piccola che per la mamma.
      Ammetterete che è una prospettiva agghiacciante.

      E poi, le foto… a chiudere.

      Grazie, Gianluca!

  5. Aurora

    [off:]

    Sei un mito! Persino la carrellata di immagini che scorrono sulle note della sigla finale! :D

    Mi piaci così, bello e stronzo! ;)
    Degna conclusione del tuo SB, el, un ritratto della situazione presente, e del tuo personaggio soprattutto, con tutta la scontrosa incertezza per il futuro che ci si aspetta da uno come lui.

    La prima parte mi ha fatto venire in mente Il peso della farfalla (anche se lì il re è un camoscio), un libro di Erri de Luca di cui lo sciamanico Matteo aveva parlato molto bene qui: http://shamanic-journey.blogspot.com/2010/05/il-peso-della-farfalla-di-erri-de-luca.html

    Terribile il sogno…

  6. Aurora

    P.S.: Leggo ora il tuo commento delle 12.16:
    sì, prospettiva agghiacciante per Hell, e ci avevo pensato, inevitabilmente una gravidanza in quelle condizioni porta con sé grandi rischi…

  7. Gianluca Santini

    (off): Sì è vero, anche io ho pensato a “Il peso della farfalla” nel pezzo iniziale!

    Comunque secondo me il finale va benissimo così, per l’adrenalina non era più il momento adatto.

    Ho chiuso anche io poco fa postando l’ultimo episodio: era progettato per domani, ma poiché oggi chiudono in tanti mi sono voluto unire al gruppo! XD

    1. Hell

      Giuro che non l’ho mai letto, Il Peso della Farfalla. Però il paragone mi lusinga. :D

      Stronzo di sicuro, bello, forse, ma non bellissimo… ahahahahah Ho insistito fino all’ultimo sulla questione del nome, o meglio del soprannome. A proposito, è la vera verità: me l’ha affibbiato Alex, quel soprannome.
      In un certo senso, si può dire che mi ha creato lui. ;)
      Dicevo, il mio nome, Hell, doveva avere un senso. Se mi fossi comportato in modo gentile, il mio personaggio sarebbe stato ridicolo. Gioco molto sui contrasti. Hell che va a pregare in Chiesa ha un ché di angelico, ma in modo ambiguo. Che tipo di angelo è, in fondo?

      Lo so, sono pazzo a pensare a queste cose. Ma è parte del divertimento di tutta questa operazione.

      Comunque, la storia del Re della Montagna, me la raccontava davvero il padre del mio amico, quand’ero ragazzo. Diceva che i cervi, non so perché, si aspettano di essere attaccati sempre dal basso, per cui tendono a salire in cima… per coglierli di sorpresa è opportuno farsi trovare più in alto di loro…

      @ Gianluca
      Nel pomeriggio passo a dare una lettura!

      ;)

      P.S.: la canzone finale è Be Quiet and Drive dei Deftones.

  8. Hell

    @ Gianluca

    Ho provato a lasciare un commento sul tuo blog, ma mi dà un messaggio di errore. Lo posto qui:

    (off): Bello questo finale. Sul serio.
    M’è piaciuta molto l’idea della Sardegna come nuovo confino per i ribelli. E anche la chiusa ha il suo perché.
    Bravo.

    ;)

  9. mcnab

    Beh, che dire, se non che finora si è rivelata una bella avventura, e un’ottima palestra di scrittura?
    Ora vediamo che riserverà il futuro del SB :-)

    PS: belle le foto di Pripyat! Belle per quando drammatiche, si capisce…

  10. Hell

    Ah, sapevo che le avresti riconosciute! Pripyat! Quella del teatro, però, proviene da un altro luogo. Non sono riuscito a trovare il nome.

    Comunque, questo nostro finale doppio pare aver lasciato senza parole più di qualcuno…
    Speriamo in positivo, almeno!

    ;)

    Pensiamo al futuro, sì, ma intanto è bello godersi anche il presente.

    Grazie, Alex!

  11. Hell…. io ti adoro! E’ stato un finale da sballo!! Perfetto per te o per il tuo alter-ego, che poi ne sono convinta sono la stessa cosa. ;)
    Mi scende la lacrimuccia se penso che sabato prossimo tu e Zooey non sarete più qui a farci compagnia.
    Mi devi promettere che scriverai qualcos’altro!!Subito!!!
    Bellissima la scena della caccia. Io la odio, ma qui ha un significato quasi nobile. Anche l’angoscia legata alla gravidanza è molto bella e il contrasto tra la foto “col pancione” e l’altra delle culle vuote che da i brividi.
    Bellissime anche le canzoni.
    Ne aggiungo un’altra che secondo me si sposa bene
    http://www.youtube.com/watch?v=medHc2w7Nmc&feature=related

    Mi sto commuovendo

  12. Hell

    Ora vado di frettissima, per cui rispondo in breve.

    Io già sono innamorato di Zooey. Ora lo sono anche di questa storia.
    Non riesco a lasciarli così.
    I ritmi del SB sono stati infernali. E, in ogni caso, questo SB è da considerarsi ufficialmente chiuso.
    Ma…
    Mi inventerò qualcosa, senza fretta e senza impegno. Qualcosa che vedrà la pubblicazione online solo se ne varrà la pena.

    @ KM
    Sei bella. E preziosa. Anche se non ti ho mai visto.
    Lo so che è così.

    @ Aurora
    Non mi spammare il blog! :D
    ahahahah
    ;)

  13. zeros83

    Finalmente sono riuscita ad ascoltare la canzone che hai inserito alla fine (Safari non mi faceva cliccare play, Explorer manco faceva comparire l’indicatore di scorrimento, Firefox ce l’ha fatta: deo gratia!). Bella bella, credo di stare per entrare in un altro loop compulsivo =_= Il Survival Blog mi fa male, musicalmente parlando =_=
    Devo dire che questa canzoncina coccolosa aggiunge spessore al tutto, lo rende più completo. E ammetto di aver messo in relazione il futuro parto e le culle vuote solo ora che Keyem lo ha fatto notare, e anche questo aggiunge spessore e significati al tutto.
    Sull’arrivo di altri sopravvissuti: ritrovo quello che avevamo discusso in “Là fuori” sulla scelta di stare soli o con una sola persona (fidata e amata) al fianco, e di diffidare del gruppo e delle sue imposizioni.
    Hell in chiesa? Oh, sì, mooolto angelico, ma un angelo che ha scelto di forgiarsi da solo, di stare coi pedi per terra e ben inserito nella realtà fisica dei fatti, senza inutili pippe mistiche ed etiche.

    Stupida domanda: Ma è un post a mille-foglie, che più lo mangi e più trovi strati di significati e implicazioni? Fiiico! :P

  14. Hell

    Uh! Sto postando questo commento dall’iPad! Che Figo che sono!
    Bella la canzone, eh?
    Certo che “coccolosa”… Ahahahahaha :D
    Vabbe’… Tornando seri, se possibile, volevo ricordare a Keyem che ho vinto la scommessa!

    @ Zeros
    Non so se e’ mille-foglie. Diciamo che quando scrivo io penso a un sacco di significati reconditi. Il SB ne e’ pieno zeppo. Quasi ogni scena ha un significato, o simbolico o aneddotico del passato del signor Hell. Ma e’ una roba mia, poi se i lettori se ne accorgono sono felicissimo. Ma questo capita anche se ne scoprono di nuovi, non pensati neppure da me.
    ;)

  15. zeros83

    Coccolosa era ironico ;) E per colpa tua l’ho già ascoltata una dozzina di volte. E tra poco la comprerò anche su iTunes.
    Spero che si sia anche capito che apprezzo il fatto che il post, oltre ad essere divertente e d’intrattenimento, riesca anche ad avere dei significati personali e a farli (intra)vedere ai lettori. E capisco che sia piacevole per te, un po’ come è stato per me sentire i commenti sugli affreschi della mia alter ego.

  16. Hell

    Be’, quando una canzone e’ bella, e’ bella anche se “coccolosa” :D

    Comunque, l’avevo capito… Tutt’e due le cose. ;)

  17. Gianluca Santini

    (off): Grazie, mi fa piacere che il mio finale ti sia piaciuto! :) Sto preparando il post da “backstage” XD

    E anche il fatto che potresti scrivere ancora qualcosa nonostante la chiusura ufficiale è una buonissima notizia!

  18. @ Hell: va bene va bene! Hai vinto! Ora devo pagare pegno. :P
    Mannaggia a te! :D

    1. Hell

      @ Gianluca
      Segnalamelo quando l’hai postato!

      @ KM
      AHAHAHAHAH Devi cominciare subito, dal prossimo commento.
      :twisted:

  19. Ho riletto tutto con piacere. Sei riuscito a incastrare perfettamente ogni cosa: il rolex. i fucili, la beretta, il fuoristrada, il tablet!
    Sei riuscito a giustificare la necessaria fuga dall’inghilterra.
    Non me intendo di scrittura e stili e varie però oggettivamente mi è sembrato tutto ben scritto. Io almeno l’ho letto scorrevolmente.
    Sull’aspetto luciferino di Hell avevo già commentato qualcosa in “Summer Madness” mi pare.
    Quel che mi ha colpito è che il protagonista si è creato, per motivazioni sue personali, una mitologia nefcessaria per farlo andare avanti e per dare un senso a tutto.Come ha detto Zeros83 però non eccedi mai in pippe mentali e religiose e questo incrementa il realismo del personaggio. La mitologia che rimane personale perchè a cominciare da Zooey e in chiusura anche Alex e gli altri nuovi arrivati, nessuno viene ammesso ai tuoi rituali.
    In conclusione: Molto molto molto bello.
    L’idea del libro non mi dispiace affatto. Ma da questa e da altre storie del SB si potrebbe ricavare molto di più.

  20. ferruccio

    Grandioso… sei un adorabile romanticone.
    Hell, la vita prima di tutto, nel bene e nel male.
    Riuscire a trasmetterla e a farla passare anche in mezzo alle magagne. Mettere in contrasto la nascita con la morte, questi due estremi, credo sia il compito più difficile per un scrittore.
    Lo hai fatto e per conto mio te la sei cavata… sta a noi decidere il punto di vista, anche se non ho dubbi sulla scelta.
    La seconda frase che ho scritto lo specifica.

    Ma da dove cazzo ti è uscita ” Wuthering Heights” erano anni che non la sentivo:-)

    1. Hell

      Insomma, avrei fatto l’opposto di un certo Renton: ho scelto di scegliere la vita.
      Uhm, punto di vista interessante. Come al solito, caro Ferru, i tuoi interventi mi fanno riflettere.
      Ti ringrazio per essere passato.

      Wuthering Heights l’ho ri-ascoltata di recente, mentre ero in auto con alcuni amici. Lì ho pensato: cazzo, questo è un incubo fantasy!
      Poi l’ho cercata su internet e, leggendo il testo, mi sono convinto che poteva essere perfetta per sottolineare l’ironia di Zooey. Zooey personaggio, ovviamente. Perché quella vera ancora non la conosco… A meno che non decida di denunciarmi per averla tirata in mezzo a questa avventura, sia pure solo di nome…

      ahahahahah :D

      @ Geppo
      Troppo buono. Per il momento, già solo l’eBook sarebbe una soddisfazione grandissima.
      ;)

  21. Ho appena finito di leggere il testo di Wuthering Heights.
    Tu sei pazzo!! Non è possibile!!! :D

    Mah, non so, se qualcuno avesse scritto qualcosa del genere per me, denunciarlo non è la prima cosa che mi verrebbe in mente….. ;)

    ♡♡♡ (1)

  22. CyberLuke

    Io, invece, trovo il finale di Hell non privo di speranza.
    Anzi.
    Ma concludere dove ha concluso è la mossa migliore.
    Credo che il suo SB sarà uno dei pilastri del SBC (Survival Blog Cartaceo)… con tanto di contributi fotografici (Germano, a proposito, comincia a pensare ad una tua foto da usare. Tutti quelli che scrivono ci metteranno una faccia, fosse pure una polaroid di fortuna scattata tra un attacco di Gialli e un momento di falsa quiete).

    Ah, Wuthering Heights è il pezzo che mi fece conoscere Kate Bush, mia dea degli anni ottanta.

    1. Hell

      Non ho nessun problema riguardo la foto. Solo che ne ho pochine. Sono come Salinger, non amo farmi fotografare. Ma si ovvia facilmente. Io la vorrei in bianco e nero. Ho anche lo sfondo adeguato. Un posto un po’ diroccato che conosco.
      Va bene o stona col tuo progetto?

      E così anche tu l’hai trovato speranzoso. Mi piace che il risultato finale risulti ambivalente.
      Io il mio finale lo trovo incerto.
      Da un lato spero, dall’altro ho una paura del diavolo. Ma vado avanti.

      ;)

  23. PF1

    Arrivo in ritardo ma arrivo.
    Mi sto leggendo con interessa vari SB e devo dire che il tuo è, in questo momento, uno dei migliori (il migliore?). Approfondito nei particolari, nelle ambientazioni, nelle psicologie. Un mondo futuristico “reale” nella sua irrealtà. Con tanto di colonna sonora (fra parentesi la canzone finale sarebbe perfetta per dei titoli di coda se questo fosse un film), citazioni (mi sa che il pony express nel primo capitolo si è risvegliato 28 giorni dopo eh?), invenzioni (i FAB4 gialli) e tanto altro ancora… Difficile un po’ seguire all’inizio 3 piani temporali diversi e soprattutto alcune cose vengono troppo anticipate, ma alla fine tutta la struttura funziona, con quell’angoscia che rimane perché ci sono i gialli ma ci sono anche gli umani e a volte possono fare anche più paura.
    Complimenti.

    1. Hell

      Grazie mille!
      E arrivi in ritardo sì. Ma non preoccuparti. Ora ti spiego:
      Se ti interessa, c’è in download gratuito la versione extended del mio SB. QUI. Con moltissime scene inedite!

      Grazie dei complimenti e sì, devo dire che hai azzeccato la citazione a 28 Giorni Dopo! ;)
      Benvenuto e torna pure quando vuoi!

      P.S.: la moderazione è valida solo sul primo commento. D’ora in poi via libera.

  24. PF1

    rieccomi subito. Già scaricato… me lo leggo con calma. Dopodiché ti scriverò ancora :)
    In ogni caso sono fra gli amici del survival blog di Facebook quindi vi seguo sugli sviluppi “meno virtuali” (ebook e simili).
    Da cultore del genere non potevo esimermi. Anzi prima o poi mi cimenterò anche io sulla mia versione apocalittica (per ora ho solo un racconto breve scritto in un portale di scrittori con uno pseudonimo).
    A presto,
    PF1

  25. Hell

    Ah, grazie ancora!
    Ottimo, fai bene a scrivere!

    E se sei su fb, da poco ci sono anch’io. Cerca Hell Graeco, se ti va.

    ;)

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