Deformazioni e metamorfosi: Sarah Sitkin

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[…] Credo di aver sempre immaginato l’arte nell’accezione più romantica: l’artista eccentrico che lavora, crea, s’accoppia nel suo laboratorio. Il laboratorio, o studio, è sempre stato parte essenziale della raffigurazione, una sorta di gabinetto del Doktor Frankenstein, un vomito lisergico, dove a ogni angolo corrisponde una suggestione, dove si può trovare l’assistente che rimesta un piatto di cervella crude, e prepara l’allestimento del set della, ancora in divenire, prossima opera. Ho ritrovato queste vecchie fantasie, un po’ banalotte, credo, nella realtà del laboratorio artistico, in quel di L.A., di Sarah Sitkin. Sarah la conosciamo già, ve ne ho già parlato.… Read more »
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