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ott 29

Last Resort (I parte)

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Serie televisiva del 2012, Last Resort, che va in onda in contemporanea con gli Stati Uniti. Non è la prima volta, ma è cosa buona e giusta. Auspicabile, in effetti, che questa divenga prassi, dato che ci fa sentire, noi italiani, cittadini del mondo, e non gli ultimi arrivati.
Solo sette episodi previsti per questa prima stagione, almeno a quanto risulta da IMDb. Avendone visti solo 3, si può persino parlare di giudizio di metà stagione.
In breve, Last Resort mostra le vicende dell’equipaggio del Colorado, sottomanino nucleare statunitense, rifugiatosi nella baia di un’isola tropicale (poi occupata), perché il suo Comandante (Chaplin, ndr) ha rifiutato di eseguire un ordine che imponeva un attacco nucleare sul Pakistan. L’attacco, così come l’ordine e le risposte del Governo degli Stati Uniti sono poco chiare, e così si crea una situazione di stallo, con la piccola isola, il Last Resort dei fuggiaschi, improvvisamente assurta a dominio indipendente, nonché potenza nucleare (visto che il Colorado dispone di una potenza di fuoco di 18 testate tattiche intercontinentali).
Ricco di suggestioni, questo telefilm, che pesca specialmente da tre celeberrimi prodotti: Caccia a Ottobre Rosso, la serie televisiva “24″ e, ultimo ma non meno importante, “Lost”.
Il Colorado è provvisto di un dispositivo sperimentale di occultamento, come il sommergibile del Comandante Ramius. Piccolo artificio per rendere credibile l’idea che, da solo, il sottomarino riesca a tenere testa all’intera Marina americana.

***

Da 24, Last Resort assorbe l’atmosfera di cospirazionismo, in special modo il clima di sospetto che aleggia nelle sale del potere, Casa Bianca in primis. Infatti, anche stavolta, l’inquilino della stanza ovale è messo sotto la lente, le sue intenzioni sono ambigue, anche se non viene ancora mostrato, e si sospetta anzi una sorta di colpo di stato che ha visto nel Colorado uno strumento impazzito. Staremo a vedere.
Da Lost, invece, Last Resort assorbe le suggestioni proprie dell’isola. E non parlo solo di similitudine di setting, anche questo infatti è girato alle Hawaii, quanto del riproporre un microcosmo di personaggi diversi, costretti a una convivenza in un territorio limitato.
Il telefilm basa la maggioranza delle sequenze sull’isola e ha avviato una serie di snodi minori dell’intreccio basati proprio sulle nuove dinamiche sociali. Nessun fumo nero all’orizzonte, per ora; non che sia previsto, data l’impronta realista dell’operazione.

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Le sequenze di combattimento sottomarino sono di buon livello. Ormai la CGI garantisce qualunque effetto si voglia ottenere, e conseguente pathos.
Ritorna in video Autumn Reeser, attrice per la quale ho un debole, e che ha un ruolo che forse garantirà sorprese.
All’ottimo giudizio che potrei dare alla serie, finora, si oppone una serie di perplessità relative alla caratterizzazione dei personaggi principali, nei quali ravviso abbondanti dosi di stereotipi. A partire dal Navy Seal disilluso, per passare dal Secondo volenteroso e innamorato della mogliettina, alla figlia dell’Ammiraglio (figlia di papà, infatti) che indossa i gradi da Tenente, ma che non ha il rispetto dei suoi uomini, e ancora dal Nostromo intrigante e rompicoglioni, per concludere col Comandante che porta addosso il lutto. Sapete, quel Comandante saggio e riflessivo che conosce il dolore (e la bontà, come l’Uomo Tigre), una specie di bodhisattva, fatto così a uso e consumo dell’empatia degli spettatori semplici.
A parte, quindi, questa serie di “tipi”, Last Resort per ora è un prodotto superiore che merita una visione.

Indice dei telefilm recensiti QUI

8 comments

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  1. mcnab

    È piaciuto anche a me.

    1. Hell

      Spero non deluda. L’altro dubbio che ho riguarda il proseguimento, credi resteranno sull’isola? ^^ Spero non deraglino come Lost.

  2. subsire

    Mmmh, per una volta non sono d’accordo.
    Mi spiego, se il telefilm fosse sviluppato come lo racconti nella prima parte (ah se lo fosse!) concorderei col tuo giudizio, ottima serie. Invece, purtroppo più lo vedo e più mi convinco che stiano sbagliando tutto… Regia piatta (le scene d’azione non mi sono parse un granché), suspense vergognosamente assente (dio! sta scoppiando la terza guerra mondiale!) e – come dici anche te – i personaggi molto banalizzati (il capitano che lo ricattano con la salma del figlio, che ok è una cosa molto americana e io non riesco a capirla, il vice con la mogliettina a casa ma che si innamora subito della bella, molto bella, francese e last, but not least, il SEAL… ecco lui è quello più buttato via…).
    Poi, impressioni mie quindi vedremo col proseguo come va avanti, ho la netta impressione che la serie ruoterò attorno ai protagonisti che cercheranno di scagionarsi e di scoprire chi è il “vero” cattivone. Quando io invece spererei che si cercasse di portare la situazione alle sue estreme conseguenze… Hanno tirato un’atomica a 300km da Washington! Hanno fondato una nuova nazione! Non si torna indietro da una cosa così…
    Vabbè, comunque staremo a vedere. Spero che mi sconfessino.

    1. Hell

      Be’, in realtà qualcuno è stato fatto fuori, cosa che normalmente non succede. E poi ho gradito l’intrigo. Adesso c’è da vedere come prosegue.
      Sono prontissimo a stroncarla, non ti preoccupare, se è il caso. :D
      Comunque, oh, ogni tanto fa bene non essere d’accordo, ti pare? ;)

      1. subsire

        Sì sì, infatti meno male. Stavo cominciando a preoccuparmi (ma se proprio devo dirla tutta non sono molto d’accordo con la tua recensione di Warrior, ma quella è un’altra storia ;) )
        Ah, un’altra cosa che mi sono dimenticato di dire è che io avrei trovato più interessante se la parte di Washington (sì a costo di perdere Autum Reeser) l’avessero tagliata in modo da concentrarsi sui “naufraghi”. Ma vabbè purtroppo io non faccio lo sceneggiatore…

      2. Hell

        In effetti, Autumn lasciata a Washington sola soletta ha scarso margine d’azione. Sono curioso di vedere come ne usciranno…
        Si sono messi in un bel pantano narrativo. Compresa la situazione in Pakistan, di cui non si sa più nulla.

        Riguardo a certe recensioni, persino io a distanza di un anno, magari rivedendo il film, non concordo con ciò che ho scritto. Esemplare in tal senso è The Ward di Carpenter, che prima stroncai e poi riabilitai (almeno in parte) in un altro articolo.
        La prima visione a volta inganna. O magari anche l’umore del momento. ^^
        Ecco perché ultimamente sto recensendo le serie in più articoli, proprio per pensarci di più.

  3. CyberLuke

    Uhhhmmm, no, a questo giro dissento.
    Come magari avrai letto anche da me, l’ho trovata una roba da TV dei ragazzi, con dialoghi scritti dal solito 15enne (che oramai, mi sa che se la comanda in Fox e in ABC) e una sceneggiatura che non rende giustizia ad un soggetto non privo di potenzialità.
    Diciamo che ci poteva uscire fuori un discreto film di due ore… ma una serie, mah, mah. e ancora mah.

    1. Hell

      Be’, io aspetto le restanti puntate, che vi devo dire? ^^

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