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ott 15

Black Mirror (I parte)

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Il problema non è cercare di presentare Black Mirror ai suoi spettatori, che pure se non l’hanno mai visto né sentito nominare, quasi ci si ritrovano dentro ogni giorno, nello specchio oscuro, quello della deriva distopica tecnologica ai danni delle nostre esistenze; bensì quello di spiegarlo a chi internet se la lascia scorrere accanto,  guardandola come fosse un fiume d’informazioni strano e spaventoso, che emana vapori malsani, rifiutandola di capirla a priori, opponendosi strenuamente a entrarci.
Perché Black Mirror, per noi che in internet ci viviamo, per quelli tra noi che guardano le cose col cervellino ben attivo, è fin troppo familiare, talmente tanto da divenire in alcuni punti disturbante.
Per cui, senza girarci troppo intorno, ci troviamo di fronte all’ennesima serie capolavoro britannica. Miniserie, a dire il vero.
E, come fu per Survivors, ancora una volta gli autori sfruttano temi e tecnologia moderna per spostarla solo qualche anno più in là, e mostrarci la nostra quotidianità.
Perché di vita quotidiana si tratta, in tutti e tre gli episodi, persino il primo, che vanta tra i protagonisti una Principessa, Susannah, il Primo Ministro inglese, con l’aspetto tipico dei primi ministri, e una scrofa. Sì, rosa, puzzolente e del peso approssimativo di più di un quintale.
Futuro distopico, che poi, a mio modesto parere di blogger, è quello cui stiamo spianando la strada a furia di farci condizionare l’esistenza da piccole cazzate che con noi non hanno niente a che fare.
A dir la verità, non sono temi nuovi, tutti e tre (per i tre episodi) sono stati già pensati, scritti e girati in altri celebri prodotti.
Ma, due cose depongono a favore di Black Mirror:

a) è vero, stiamo dirigendoci verso una distopia digitale. E io ne sono felice. Adoro il futuro distopico (ma di questa mia follia ne parliamo un’altra volta, ok?).

b) la variazione sul tema. Sensata, non banale, in certi casi estrema, ma sempre elegante.

Passiamo a analizzare i singoli episodi.

***

The National Anthem

[contiene anticipazioni]

È il primo, quello della Principessa rapita da uno psicopatico e del Primo Ministro. Come detto, anche qui c’è la quotidianità.
Il Primo Ministro viene ricattato: o fa sesso con un maiale in diretta tv, senza trucchi, oppure il rapitore ucciderà la giovane principessa.
Quotidianità perché, a cominciare dal video girato dal sequestratore e piazzato su youtube, sono menzionati tutti i social network attuali, e dico menzionati sul serio, senza tanti complimenti, coi loro nomi, e tutti concorrono al clima di follia e incredulità dell’episodio.
Follia e incredulità per chi internet non la vive.
Per chi c’è dentro, si tratta di normalità.
Credete che esageri? Andiamo, fatevi un giro su Youtube e leggete i commenti a un qualunque video. Fatevi un giro su twitter, o su facebook, e guardatevi intorno. Il mondo è già così, saccente, intollerante, guardone, sempre pronto a infilarsi virtualmente nelle mutande altrui e, quel che è peggio, prontissimo a fare la morale a chiunque.
E cosa sogna di più, l’utente medio di internet, frustrato, fallito professionalmente e desideroso di riscatto sociale? Vedere un potente umiliato. Nella fattispecie, il Primo Ministro inglese. Un appartenente al vecchio mondo, uno che vent’anni fa non sarebbe mai stato possibile ricattare in questo modo.
Ma può davvero essere chiunque, oltre che il Primo Ministro inglese, il Papa, uno dei nostri politici, il Presidente americano, quello cinese. Chiunque.

Due cose sono evidenti, la mutazione del terrorismo, che della politica ormai se ne sbatte le palle, anche quello è quasi estinto, e l’affidarsi stesso del governo in questione (quello del telefilm) all’opinione pubblica, il peso della quale trascende il buon senso e spinge alla follia, pur di conservare posto di lavoro e potere. Un potere che, in verità, è mera illusione.
Dapprima consideravo debole l’intreccio, o le motivazioni alla base dell’intero episodio e da un certo punto di vista, le trovo ancora tali. Per fare un esempio, secondo me non basta tagliare il dito a una principessa perché l’opinione pubblica, fino a quel momento favorevole, di colpo si schieri contro il Primo Ministro, occorreva un tipo di minaccia più sostanzioso. Dal punto di vista narrativo una tortura e più sangue sarebbero stati sufficienti, oltre che esteticamente appropriati: mi riferisco a certe scale cromatiche. Stiamo pur parlando di un prodotto estetico.
Ma comunque, il messaggio è ben altro: i social network che, a differenza degli organi di stampa, trascendono qualsiasi forma di controllo e censura statale, e la cui opinione, che poi è quella di centinaia di milioni di utenti, è il vero potere di fronte al quale, i piccoli uomini che fingono di tenerlo stretto, non possono far altro che inscenare una parodia di loro stessi. Il Primo Ministro che si scopa il porco facendolo passare per sacrificio per un fine più grande (la salvezza della principessa) è la summa del teatro dell’assurdo. E anche allora, mentre ci si prepara psicologicamente e chimicamente all’atto, assumendo buoni consigli da parte dello staff e la pillolina blu, si ascolta il mass-mediologo, o meglio, la sua opinione che avverte: finire troppo presto potrebbe essere interpretato dal pubblico come vero godimento.
Quel che conta è il messaggio che si vuol mandare…

(continua)

16 comments

2 pings

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  1. Lucia

    No, vabbè, io non sapevo nulla di questa serie, perché sono un pochino fuori del mondo. Ma adesso è un obbligo vederla. *O*O*O*

    1. Hell

      é bellissima e alienante. La adoro. Anche il fatto che sono solo tre episodi. Aspettando la prossima stagione nel 2013. ;)

  2. Roberto Moretta

    Hai decisamente ragione. Solo per chi vede internet come qualcosa di alieno questa serie può sembrare inconcepibile…

    1. Hell

      E invece è molto, molto aderente alla realtà. Dà i brividi. ;)

  3. CyberLuke

    La vidi tempo fa in originale, e ne rimasi folgorato.
    Di certo la migliore serie tv che abbia visto quest’anno, il cui unico difetto è di essere troppo breve.

    1. Hell

      Comunque sta arrivando la seconda serie, l’anno prossimo. Speriamo bene! ;)

  4. Giuda

    Vista e recensita, mi sono guardato i tre episodi in stecca e sono tre cazzotti alla bocca dello stomaco. Il secondo per me è stato il peggiore, ma per motivi che è meglio non dire adesso per evitare spoilers che rovinerebbero davvero lo spettacolo. Sono curioso di vedere la seconda stagione, qui c’è del talento serio.

    1. Hell

      Il peggiore nel senso della sofferenza? Perché per me è il migliore in assoluto. Fantastico. Comunque lo vedremo domani. ^^

      1. Giuda

        Sì, il peggiore per come mi sono sentito dopo. Soprattutto per lei, un cazzotto allo stomaco… comunque, bellissimo episodio. Anche se all’inizio mi ha preso meno degli altri poi diventa il più dolorosamente memorabile. :)

      2. Hell

        Per quanto mi riguarda mi ha stregato fin dall’inizio. *___*
        Ora scrivo la seconda parte. ;)

  5. mcnab

    Non la conoscevo, l’ho scoperta grazie a te e Giordano, e ora voglio reperirla.
    Di certo m’intriga tutto il discorso iniziale del tuo post. Mi intriga e mi turba, altro che horror…

    1. Hell

      Di sicuro tu soprattutto coglierai tutti i sottili riferimenti al mondo di internet, e non parlo di quelli evidenti. Vedrai.
      È una delle cose più inquietanti che ho visto.

  6. narratore74

    Marò, deve essere una roba grande!
    Non vedo l’ora di recuperarla e spararmela tutta. Un bel flash che so già mi piacerà di brutto!
    Grazie per la segnalazione e complimenti per la recensione, Ora attendo il seguito… :)

    1. Hell

      Se riesco a ottenere di nuovo il controllo del blog, la scrivo al più presto. :D

  7. sommobuta

    Penso che la bellezza (e la brutalità) di questa serie tv sia nel fatto che implica una scelta “morale” anche da parte di noi spettatori. In tutte e tre le puntate alle fine non si è spettatori “passivi”, ma si prende parte allo show.
    Perciò nel momento in cui, con la prima puntata, incominci a domandarti: “E io? Se fosse vero, lo vorrei vedere il primo ministro sollazzarsi col porcello?” e fai la tua scelta, arrivi a comprendere fino a che punto un media è in grado di veicolarti, emozionalmente e moralmente.
    E da questo punto di vista, la cosa è terrificante.

    1. Hell

      Sì e no, anche perché certe evoluzioni mi sembrano davvero obbligate. In ciò continuo a ritenere la prima puntata poco credibile. Per quanto mi sforzi di crederci ritengo impossibile che oggigiorno possa accadere una cosa del genere, ma… tra una ventina d’anni non saprei. È questo il punto di forza, ovvero, tutti noi che siamo in internet, quelli tra noi con un po’ di senso critico, avvertono quest’ambientazione come potenzialmente veritiera, perché la massa non è in grado di fare la scelta che, all’apparenza, sembra corretta.
      E poi, nel secondo episodio soprattutto, probabilmente tutti, al posto dei due protagonisti, avrebbero accettato la proposta.
      Quindi è angosciante al punto giusto, proprio per la sua carica di realismo. ;)

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