[Lovecraft]: Aria Fredda – la vita nei corpi morti

Fra Moretta
Member

Ottima analisi del racconto e delle tematiche Lovecraftiane Matteo,di Cool Air ricordo che esiste anche un adattamento realizzato da Bernie Wrightson per il numero 62 di Eerie.

Matteo
Member

Grazie!
MI son visto l’adattamento a fumetti, niente male.
Il migliore, a mio avviso, è stato John Coulthart (che ha adattato altri racconti) con uno stile davvero particolare.
http://www.johncoulthart.com/retinacula/cthulhu.html

Gianluca Santini
Member

Bravo, Matteo! 😀

L’espressione “omeopatia dell’incubo” è stupenda, rende benissimo l’idea del modo di scrivere di Lovecraft.

Ciao,
Gianluca

Matteo
Member

Grazie Gian! Devo mettere il (C) su questi nomignoli che invento ogni tanto 🙂

mcnab
Member

Interessante.
Del resto è uno dei racconti di HPL che preferisco.
Molto azzeccata la parte in cui si parla di NYC, identificandola come una città morta, ma che non sa di esserlo.
Mi fa venire in mente la megalopolismanzia di Fritz Leiber.
E comunque sulle turbe di HPL lui stesso ci ha costruito dei fantastici racconti 😀

Matteo
Member

Ci vorrebbe Davide a tirar fuori qualche aneddoto sui legami tra i temi di Lovecraft e Leiber. L’impressione, per quanto poco conosco Leiber, è che il suo sia stato un approccio studiato a un certo tema, quello di Lovecraft molto più catartico. Se metti vicini i racconti del periodo newyorkese ti fai subito un’idea di quanto debba aver sofferto in quella città, ma anche di come, se non avesse fatto quell’esperienza, la sua produzione avrebbe potuto essere diversa, magari rimanere distante dall’enorme (e talvolta ingombrante) presenza dei Miti.

Nocturnian Nick
Member

Complimenti per l’articolo caro Matteo. 😉

Matteo
Member

Grazie Nick!

Bruno_bac
Member

Forse il mio preferito racconto di Lovecraft

trackback

[…] Visita il sito bookandnegative oppure iscriviti al feed Leggi l'articolo completo su AlterVista […]

trackback
[…] Questo articolo dell’altro giorno, letto con molto piacere, mi ha fatto venire voglia di tornare nuovamente sull’opera di Lovecraft, che non nascondo sia uno dei miei 3/4 autori preferiti. E tornerò a parlare di lui e dei suoi lavori partendo da uno di quelli che maggiormente mi ha colpito, ed a cui sono più “affezionato”: Nyarlathotep. Il racconto, del 1920, quindi facente parte della prima fase della vita artistica dello scrittore di Providence, è uno dei primissimi (se non il primo, ma qui vado a memoria non avendo il testo qui in Spagna con me) ad aprire la raccolta… Read more »
trackback

[…] da considerazioni varie sul rapporto di Lovecraft con la (non)morte. L’articolo si intitola Aria Fredda – la vita nei corpi morti, e per leggerlo basta cliccare. […]

trackback

[…] da considerazioni varie sul rapporto di Lovecraft con la (non)morte. L’articolo si intitola Aria Fredda – la vita nei corpi morti, e per leggerlo basta cliccare. […]

wpDiscuz