Total Recall (2012)

16 Comments

    1. Author

      Be’, la vista di tre tette potrebbe turbare gli adolescenti, e far scoprire loro che Bella ne ha solo due…

      1. Author

        Il problema nasce dal fatto che col PG13 il film non è precluso a nessuno, quindi si hanno i cinema pieni e il massimo incasso possibile.
        Ma così facendo abbiamo i trentenni che fanno gli adolescenti. Ecco tutto.

  1. Letto tutto.Attentamente. Ora non mi rimane altro che darmi una botta in testa e svenire, nella speranza di dimenticare tanta idiozia. Ma poi se alla fine è più un film d’azione perchè non hanno provato a fare direttamente qualcosa di nuovo ? Bah !

    1. Author

      Non so che PG ha ricevuto, ma non mi pare si dicano parolacce. È proprio un fil per i bimbi. ^^

  2. Ecco, e poi devo anche star lì a sforzarmi per far capire perché sono contrario ai remake. Ho letto tutto aspettandomi il peggio, e quanto pare non mi sono aspettato abbastanza, perché hanno fatto ancor peggio di quel che mi immaginavo. Bleah…

    Ciao,
    Gianluca

    1. Author

      Ti dirò, non vale nemmeno la pena vederlo per le attrici, come fanno i buoni nerd (io) :D.


  3. Letto anch’io, parola per parola, riga per riga.
    E intanto, ti ringrazio per averci messo a parte delle tue impressioni: almeno, andandolo a vedere (perché, comunque, lo vedrò), avrò aspettative zero.
    E dire che tecnologie, budget, cast c’erano.
    Incredibile che quasi tutti caschino sempre sugli stessi punti (sceneggiatura scritta da un demente, politicaly correct indiscriminato, neopuritanesimo etc etc).

    1. Author

      Be’, sì, poi dimmi come l’hai trovato. Magari ci vedi qualcosa che non ho visto. La scenografia in CGI è fatta molto bene, ad esempio, ma è ingiustificata. ^^
      Sul fatto che i punti deboli siano sempre gli stessi, ritengo che la causa siano i divieti. Addirittura, il PG13 prevede che si possa pronunciare la parola “fuck” solo una volta durante tutto il film. Quindi pongono limitazioni folli, che poi vanno a modificare pesantemente la previsione d’incasso, nel caso una o più fasce d’età vengano escluse.
      Quasi quasi mi informo e ci faccio un post. ^^

  4. Premetto che ho visto solo il trailer per ora. Il punto è sempre quello: hanno in mano tecnologie e CGI da paura, esperienza di anni di cinema fantastico ma… manca l’attrattiva, il fascino, il meccanismo che ci faceva sognare. Nel 2012 fare un remake che si fa polverizzare da un film di 20 anni fa, è un brutto segnale di allarme. Senza contare la parte di questa censura bigotta (o voluta dal mercato?) davvero senza senso.

    1. Author

      Il problema è che film “artigianali” si possono ancora fare. Ma non conviene più. O almeno questo è il messaggio che passa.
      Perché pagare un’intera squadra di effettisti speciali, rischiare la pelle degli attori col fuoco vero, quando puoi fare tutto in CGI?

      Già, perché…

  5. Ma… forse ho avuto uno svarione io, ma sono abbastanza sicura che nella versione che ho visto i capezzoli della tipa tripopputa si vedessero o__O; è anche vero che tendevo a distrarmi ogni tre per due, resta il fatto che i vari escamotage per rimanere dentro al pg13 ormai li conosciamo. L’impatto generale è stato: noia. Salvo il primo inseguimento in giro per la città con la Beckinsale alle calcagna, e quello sui cubi/ascensore ma perché mi ricordava uno schema di Portal 😀

    Sulla prominenza della cultura cinese (e asiatica in generale, le scritte sui mezzi della polizia mi sono sembrate in inglese e, per qualche oscuro motivo, coreano) io in realtà mi ero data una spiegazione di mera vicinanza geografica, cioè che vista la mal parata gli asiatici fossero emigrati in Australia a frotte, in fondo di spazio ce n’è. In realtà la mia sospensione dell’incredulità è stata messa alla prova da un’altra cosa (che molto probabilmente in un film migliore avrei lasciato correre): posso accettare a priori che nella realtà del film si sia arrivati a uno sviluppo tecnologico tale da rendere possibili innesti di memoria e viaggi attraverso il centro della terra… ma in un mondo in cui le leggi della fisica sono comunque (in teoria) quelle reali, e gli esseri umani, per quanto fighissimi e allenatissimi, sono comunque, appunto, umani… non *posso* credere che Farrell e compagnia cantante siano in grado di salire con le loro sole forze una scala a pioli all’esterno di un mezzo che percorre il diametro terrestre in linea retta in diciassette minuti. Che, calcolatrice alla mano, lo piazza su una media di circa 22.000 km/h. Normalmente non mi faccio di queste fisime, ma per l’appunto salta all’occhio nella fiera del “perché sì”, anche perché la scena in sé non aggiunge nulla, a livello di spettacolarità, all’inseguimento. Mestizia! E lo dico anche al netto dei paragoni con l’originale che mi era piaciuto molto ma che non so certo a memoria. Ma quello era un film in linea con lo spirito cyberpunk del tempo (e come dicevi tu nella tua rece, anche precursore di alcune tematiche che poi si sono viste dieci anni dopo in Matrix), questo è derivativo dall’inizio alla fine.

    1. Author

      Interessante… probabile anche che si tratti di due varianti per il pubblico americano e europeo. :O Perché io di sicuro non li ho visti.
      Capezzoli a parte, è vero che l’autore (in generale) non deve essere costretto a spiegare per filo e per segno il perché di certe sfumature, vedi gli ombrelli cinesi, ma il mio problema, oltre al Fall, non si sa per quale motivo, simbolo dell’oppressione inglese sull’Australia (parliamo di un sistema di trasporto, non vedo come possa essere tale), è per l’appunto la scelta totalmente derivativa del prodotto. Che, mano-telefono a parte (che pure non mi pare ‘sta genialata) non crea assolutamente niente, a ogni livello: costumi, scenografia, personaggi (fatti con lo stampino pure loro, o presi dalla cesta dei characters al discount).
      Eppure, il precursore era di quel regista là, c’era Schwarzenegger, cioò, non era un Lars Von Trier, ma la differenza sostanziale è proprio la goccia di sudore che scorre sulla fronte di quel brutto impiegato nel primo, la furtiva lacrima che cade giù per gli zigomi di Jessica in questo qua: due modi d’intendere certo cinema agli antipodi.


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