Crea sito

«

»

gen 24

The Innkeepers (2011)

Share:
Condividi

Ancora una volta, cominciamo dalla musica. Ve la linko, non essendo sicuro che domani, quando leggerete queste parole, ci sarà ancora. Sono le 01:28 del mattino, tempi infausti, per internet. Ma quello che conta è che il cinema riesca ancora a essere fatale. Come un innamoramento. Di quelli che cominciano lievi, e poi ti ritrovi coinvolto fino al midollo. Ed è difficile staccarsene.
Amo il modo di fare cinema di quest’uomo: Ti West; sempre lui, sempre quattro anni meno di me, sempre conciato così.
The House of the Devil è stato un lusso per gli occhi dopo tanto, tanto cinema pessimo. Tutti, me compreso, West lo aspettavano al varco con The Innkeepers. Tutti se la sentivano, come quelle cose che senti quando sei adolescente. Sai che deve andar bene, senza scuse, senza remore. Doveva essere un bel film. E lo è, ma… non posso fare a meno di dirlo: 5.8, che è il voto che questo film “vanta” sull’Internet Movie Database è uno scandalo. O un modo idiota di intendere il cinema.
Ma lasciamo gli spettatori anglofoni, di certe longitudini, ai loro deliri e torniamo a The Innkeepers, che fa dell’attesa la sua bandiera, puntando su un’attrice che si riscopre tale dopo anni di schifo, a base di quarti di carne mostrati senza un grazie e sangue a ettolitri: Sara Paxton.
Ecco, la forza di quest’uomo, Ti West, che io stimo e invidio con tutte le forze. Lo odio, quasi. E non posso fare a meno di ringraziarlo. Lui arriva da chissà dove e punta su un’attrice che, a sentirla nominare, uno comincia a pensare, ma che cazzo di scelta ha fatto? E salgono i brividi del “me lo sentivo”. E invece, ancora una volta, se servisse, viene dimostrato che il cinema percepito è diverso dal cinema reale, lavorato, pensato. Il primo è fandonia, il secondo arte. E l’arte, il thrilling, l’horror movie classico che più classico non si può, fatto di sussurri, cigolii, di momenti sopra le righe, di fotografia limpida e tranquilla, mancavano da troppo tempo. Queste sono scelte anti-commerciali per eccellenza. Questo è Ti West. Ed è per questo che lo adoro.

***

Se ne sta lì, a prendersi secchiate di merda ingiuste come poche, da parte di chi l’horror lo vuole per forza bagnato di sangue, e si concede film che scorrono placidi.
Mentre guardavo, non annoiandomi un solo istante, vedendo susseguirsi le sequenze che ti portano per mano, te spettatore, facendoti credere di avere a che fare con una commedia, prima, con un film brillante, dopo, con una contaminazione tra una commedia e il sovrannaturale, con un film comico-romantico, drammatico, per poi svoltare bruscamente, nel quarto d’ora finale, nell’horror che ti fa strizzare, pur non mostrando tanto, e facendolo secondo gli schemi classici, ecco, m’è venuto in mente che il termine di paragone per The Innkeepers è sinfonia. Una sinfonia dell’orrore, certo, andando a scomodare i primordi del cinema. E perché no? Ma, a dire il vero, quello a cui mi riferivo era altro, era per l’esattezza la capacità di Ti West di mutare tempo e modo della narrazione, tanto e tanto velocemente da rammentare gli improvvisi, vertiginosi, cambi di ritmo tipici di certe sinfonie. E, notevole, egli lo fa producendosi in pochissimo rumore, persino lo score, nei momenti topici, consta di pochissime note, spesso di pianoforte. Le si ascolta e si comincia ad attendere un salto, uno spavento, qualcosa che squarci l’incantesimo.

***

Sette attori, una location, un albergo ottocentesco, e il fascino immortale dei fantasmi. Si dice che l’hotel si infestato dal fantasma di una vedova, morta impiccata al suo interno. Luke (Pat Healy), collega di Claire (Sara Paxton), ha persino messo su un sito contentente foto e video delle presunte presenze spiritiche che aleggiano nelle stanze e nei corridoi, per rilanciare l’immagine dell’attività, e gli affari, dato che stanno andando a rotoli. Di giorno, i due sonnecchiano nella hall, fornendo assistenza ai pochissimi clienti, di notte, a turno, si improvvisano detective dell’occulto e, armati di microfoni, tentano di registrare prove di manifestazioni paranormali. Nel mentre, discutono di tutto. Luke fisso alla tastiera del suo portatile, con un adesivo rosso stampigliato sopra, Evil Inside (lo voglio assolutamente!), guarda i porno e nel frattempo, quando si ricorda, aggiorna il sito. Claire, afflitta dalla vita di un paese addormentato, dove l’avventura consiste nell’andare a farsi un caffè al bar e, se si è abbastanza sfortunati, finire vittima della logorrea della barista, che ti prende e ti cattura con l’epopea della sua storia sentimentale travagliata.
È l’ultimo weekend, e cominciano ad accadere tante cose non proprio giuste (cit.).

***

E non vi mentirò, proprio per come è strutturato, all’inizio sembra che The Inkeepers sia fatto apposta per non spaventare. Si suppone che il fine sia un altro, quale non è dato sapere. La fotografia splendida, che indugia su scenografie barocche, ricchissime di dettagli, impreziosisce il tutto. Non importa che i sussurri, i rumori notturni, le piccole suggestioni non tocchino più di tanto: la storia, in qualche maniera, riesce intrigante e affascinante. Si fa guardare.
Poi, pian piano, brusche virate, fino a un primo assaggio di ciò che sta per esplodere. Inizia come una cosa innocua, avvolta d’un lenzuolo. Inattesa. E poi arriva.
Ma, forse, s’è trattato di un sogno.
Altra cosa che arriva coi cambi di ritmo narrativo, l’attenzione, la vostra di spettatori, che viene catturata sempre di più, sempre di più, nonostante vi rendiate conto che, alla fin fine, di fatti ne stanno succedendo ben pochi. E, avendo visto il suo precedente lavoro, da Ti West ve l’aspettate un certo colore, il rosso. Deve arrivare, in abbondanza magari.
E arriva, infatti. E quando decide di mostrarcelo, tempi e modi sono perfetti, perché già tutto intriso in un’atmosfera disperata. Il tono leggero, di commedia brillante con spiriti, ha lasciato il passo, ce lo siamo lasciato dietro. Ora vi scoprite a guardare lo schermo con espressione seria, perché l’atmosfera si fa più rarefatta, tensiva, magistrale.

***

Questa è una prima recensione, su un film che molti di voi non hanno ancora visto. Non voglio addentrarmi in dettagli che possono rovinare la trama, la sorpresa, in definitiva il vero e proprio gusto che proverete, finalmente, dopo tanto tempo, guardando questo film. Poco importa se siate amanti dell’horror o meno. The Innkeepers è un horror? Forse. Ma credo che la definizione gli stia davvero stretta. Si presagiva, colpa di Sarah Paxton, diciamolo, un “bad script” e un altrettanto “bad acting”. Niente di tutto questo. Solo completezza, maturità disarmante, per una regia che fa sua l’impostazione più classica della narrazione, usando persino i fucili di Checov, per spaventare nel senso più puro e divertente del genere. Non è per questo, in fondo, che si fa questo tipo di film? Ancora un volta, riduttivo.
The Innkeepers è contaminazione. Ti West si mostra a suo agio, padrone di qualunque tipo di narrazione e dei suoi tempi. Imprime alla pellicola la sua volontà, agli spettatori il ritmo che vuole lui. Mostra all’inizio (meta)spaventi meccanici, facili, tipici del cinema odierno, che durano il tempo dell’affanno di Claire, che soffre d’asma e mi ricorda un certo ragazzino a caccia di un Pirata, nelle grotte insieme a un gruppo di amici; tradisce le attese, focalizzandosi sui personaggi, lo pseudo-nerd, sguardo inquietante, quando lo vediamo illuminato in cantina, complice la montatura, e la bellina con gli occhi acquei, due acchiappafantasmi che si compensano. E ci si sta per arrendere, di fronte a una trama che pare perdersi tra i rumori delle case vecchie e le ciarlatanerie, col pendolino, di una Kelly McGillis; e si arriva alla serietà e all’esplosione della follia. Forse ci ha preparati per condurci fino a qui, forse ci ha teso la mano, insieme ai colori freddi che divengono lignei e potenti, fino a quel maledetto rosso, che esplode sulla fronte di Claire. O forse no, perché l’abbiamo intuito l’orrore, l’abbiamo ricercato, persino voluto a ogni inquadratura: eccolo, eccolo che arriva lo spavento facile! Ecco che il film tradisce. E invece no, quando lo spavento arriva, il film t’ha già conquistato. E sai che non puoi farne a meno. Che lo vedrai ancora. Che ti comprerai quel cazzo di dvd, quando uscirà. Per una volta, ne vale la pena.

(Edit 24/01/2012, ore 16:15)
E vorrei concludere citando le parole di Ti West che dice, finalmente, quello che tutti pensiamo, riguardo lo stato dell’horror e del cinema e di come sia giusto considerare certi aspetti dello stesso:

“If you look at ‘The Shining,’ it is a movie about a guy who hates his family and he’s unraveling in this hotel. The horror stuff is secondary. ‘The Exorcist’ is about a woman with a sick daughter. The possession stuff is secondary to that. They’re always movies first and horror movies second. It think that’s been flipped recently where it’s horror movie first, and I think that’s just sort of lame.

It’s weird too because the people who make the really lowest common denominator horror films will all agree the ‘The Exorcist,’ ‘The Shining’ and ‘Rosemary’s Baby’ are the best horror films, but they don’t even want to try to make anything like that. [They don’t] because it’s easier. Because look, those three movies I just referenced are not only some of the best genre movies ever made, they’re some of the best movies ever. To try and make a movie as good as those, the chance of failure is so high. The world of studio filmmaking is about sure things; no one wants to risk anything. But when you don’t risk anything, you don’t make anything interesting ever.”

(su segnalazione di Poggy)

La recensione di Lucy

Trailer

Altre recensioni QUI

34 comments

3 pings

Vai al modulo dei commenti

  1. Lucia

    Mamma mia.
    Non ho altro da dire. FInalmente leggo questa tua recensione e capisco tante cose, sul cinema, sul tipo di cinema che ti piace, sul perché ti appassioni alle storie.
    E capisco che alla fine, pur con le dovute differenze, è questo cinema qui che conquista entrambi.
    Alla faccia di imdb e degli incompetenti che si improvvisano esperti.
    Ti lovvo Hell.

    1. Hell

      E detto da te è più che un complimento, lo sai. ;) (mamma che sviolinata, però è vero). E sono contentissimo, perché mi piace che il messaggio passi, e adoro quando ciò avviene. ^^

      <3

      1. Hell

        Ah, e se posso chiedere un piccolo spoiler, quali sono le differenze di cui parli? ^^

  2. Lucia

    No, non sono differenze qualitative. Io ho sottolineato (per fortuna, altrimenti sarebbe la stessa recensione) cose diverse. Per esempio, ho attaccato un pippone gigantesco su una certa scena che ha a che fare con un sacco della spazzatura ;)

    1. Hell

      Ah! Duocensione separata, stavolta. :D

  3. Giuda

    Affascinante, lo voglio vedere. Se mantiene le promesse di questo post, è il film che fa per me. E adesso, vado a leggermi la recensione di The House of the Devil, perché pare mi sia perso cose formidabili.

  4. Gianluca Santini

    Beh, se ne vale la pena e ne parli così bene, chi sono io per non guardarlo? :D

    E intanto la lista si allunga…

    Ciao,
    Gianluca

    1. Hell

      @Giuda
      Giordano, t’innamorerai di questo tizio vestito come in una serie anni ’80. Garantito. :D

      @Gianluca
      Come sopra, per Giordano. ;)

  5. narratore74

    E ora, dopo questa recensione, come faccio a non vederlo? Non si può, devo, per forza!
    Non so quanto apprezzerò, ne se proverò le tue stesse emozioni, ma se fossero anche solo la metà ne varrebbe cmq la pena.
    Ottimo, mi hai “catturato” :D

    1. Hell

      La domanda da porsi è che tipo di cinema apprezzi. Conoscendoti, anche se poco, credo ne andrai pazzo. ;)

  6. mcnab

    Sinceramente non conoscevo il film… o meglio, forse ne avevo sentito parlare ma l’avevo perso di vista dopo i primi rumors di produzione.
    L’entusiasmo della tua rece mi mette voglia di cercarlo fin da subito!

    1. Hell

      Comprarlo fin da subito! :D
      Sono curioso di sapere se è di tuo gusto. Conoscendoti, direi di sì. ^^

  7. Poggy

    Oops, ho appena chiuso torrent, tocca farlo ripartire, vedo (ma quanto figa è la locandina?). Giusto ieri o l’altro ieri incappavo in una citazione di Ti West che probabilmente conosci già, ma che secondo me dice tutto.

    1. Hell

      Grazie per la preziosissima citazione che no, non conoscevo. ^^ E sì, vedilo quanto prima. ;)

  8. Hell

    Ne esistono quattro diverse, di locandine, ho preso quella che mi piaceva di più. ;)

  9. Fra Moretta

    Finalmente tu e Lucia l’avete visto eh? :-)
    Se solo ci fossero più registi in grado di girare film cosi…

    1. Hell

      No!! Rischieremmo di avere tanti Innkeepers e di odiarli o peggio ancora esserne assuefatti. Magari se ci fosse qualche altro regista con le palle… Perché è questione di palle, soprattutto, mandare affanculo il markétting. ;)

  10. Hell

    Aggiunta la citazione di Ti West all’articolo. *O*

  11. Fra Moretta

    Ma io infatti intendevo registi con una propria visione,non tanti piccoli Ti West;-) ;)

  12. plus.google.com/11347327794…

    Mi sto adoperando per poterlo vedere anche io.
    Al massimo entro la fine della settimana prossima (spero) potrò commentare più costruttivamente!!
    Per ora posso dire che, tra tutti, mi avete fatto venire una voglia pazzesca di guardarlo!

    Babol/Bollalmanacco

    1. Hell

      Ne vale la pena. Non te ne pentirai. Io ho intenzione di acquistarlo in dvd appena esce. :)

  13. silente

    Lo attendevo con grande curiosità, appena riesco a metterci le mani sopra lo divorerò.

    E’ interessante notare poi, leggendo quello che dici a inizio rece, che il popolo di imdb ha maciullato praticamente tutti i film di West, e sarei molto curioso di beccare i suoi primi lavori, da qualche parte…

    1. Hell

      Oh, a parte quel “vetusti” a inizio articolo… di cui mi sono reso conto solo adesso, e che non so proprio come c’è finito, volendo invece dire “infausti” :D, io ho visto soltanto The House of the Devil, che poi ho rencensito e l’ho trovato bellissimo.
      The Innkeepers è un’ulteriore passo avanti.
      Attendo con curiosità la tua rece. ;)

  14. Poggy

    Visto! Okay, in condizioni nemmeno troppo favorevoli, con l’abbiocco che mi tirava per una manica e una conversazione su tutt’altro argomento che mi tirava per l’altra via IM. E malgrado questo, ha funzionato. Cazzo se ha funzionato. Sì insomma, Ti West è entrato nella “lista dei buoni” per restarci, parrebbe :D (io almeno mi consolo pensando che ha ADDIRITTURA un anno più di me! XD)

    Tra l’altro alla prima lettura mi era un po’ sfuggita la tua frecciatina a un certo tipo di pubblico che poi va a mettere i voti bassi su imdb, ma quando ho fatto la ricerca su tumblr in cerca di qualche immagine da ribloggare ho capito cosa intendevi. Non mi piace dare giudizi tranchant sugli estranei ma gente che scrive “Quite disappointed with this movie. The story was supposed to be good as they take the mystery of “Madeline O’Malley”, but they just simply don’t dig deeper on the mystery” non ha capito un cazzo.

    1. Hell

      Ecco. Meno male che c’è Poggy, ché almeno non passo per un visionario. :D
      Insomma, pare proprio di sì, che questo giovine sappia farlo, il cinema, addirittura insegnarlo, se gli verrà consentito. Io ce l’ho un po’ coi giudizi trancianti perché questi fessacchiotti corrono il serio rischio di fargli chiudere bottega, a Ti West, con la scusa che vogliono film dell’ovvove fatti bbbene.
      Mah, valli a capire…

  15. Intrinseco

    Proprio l’altro giorno ho visto The House of the Devil, non mi ha proprio estasiato ma Ti West ha sicuramente attirato la mia attenzione. Nonostante la situazione del web sono riuscito a recuperare anche questo Innkeepers, probabilmente me lo sparo oggi pomeriggio.

    1. Hell

      Ciao, benvenuto. :D
      Infatti The House oh the Devil mi colpì più per la messinscena che per la storia che, diciamolo, non è chissà cosa. Qui invece a mio parere c’è sia la storia che la solita qualità della messinscena. Facci sapere come lo trovi.

      ;)

  16. Intrinseco

    Ciao, ti rispondo anche qui a proposito di The House of the Devil:

    “Allora siamo d’accordo.
    Considera comunque che questo commento l’ho postato per la prima volta su un forum, in risposta a quello di un altro utente. Visto che lui parlava di ritmi vertiginosi nel finale, mi sono concentrato soprattutto su quell’aspetto. In questo caso quindi l’entusiasta era lui, la tua recensione l’ho letta dopo.

    Rileggendo il mio commento mi rendo conto che può sembrare più critico di quanto volesse essere.

    Probabilmente sei già a posto, ma ti segnalo che il blu-ray di The House of the Devil si trova in offerta a 7.49€ su play.com. Io ne ho approfittato subito.

    Ah dimenticavo, Innkeepers mi è piaciuto molto. Mi sforzerò di scrivere qualcosa di più perché se lo merita.

    Giuro che ho finito.”

    1. Hell

      No, ok, non avevo ancora letto la tua risposta. Grazie per averla riportata anche qui. E grazie della segnalazione, 7.49 mi sembra un affare! ;)
      Felice anche che ti sia piaciuto Innkeepers, secondo me il West è un uomo di talento, ci regalerà ancora tante cose, se lo lasciano lavorare in pace.

  17. Bruno_bac

    Capisco cosa volesse dire il regista nel suo commento, aggiunto in fondo al post. Però se è riuscito a fare un film, che fosse semplicemente un film interessante al di là del genere, quello che si è perso per strada è proprio il film dell’orrore.

  18. Gianluca Santini

    Appena finito di vedere. Dovevo tornare a leggere la tua recensione, dovevo. E trovo che, cazzo, hai scritto tutto ciò che è giusto, su questo film. Tutto. Sinfonia, spavento facile come frecciatina, attesa-tensione-aspettative, meccanismi classici della ghost-story, esplosione finale che coinvolge fino in fondo e ti fa passare in secondo piano pure le apparizioni improvvise. Tutto, dicevo. Bella recensione, davvero. E scusa il francesismo di prima: è che sono ancora scosso. Non trovavo un horror che mi prendeva così da tempo.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Hell

      Ottimo, Gianluca, sono proprio contento che abbia apprezzato il film. Visto che spettacolo? ^^ E grazie.

  19. Max "Helldorado" Novelli

    Cap, come sai l’ho visto poche ore fa. E lo spavento ancora non mi lascia…Grande film e bellissima recensione. Grazie per avermelo consigliato!

  1. The Innkeepers « ilgiornodeglizombi

    [...] Recensione di Hell [...]

  2. Confessioni – parte II | Book and Negative

    [...] parlar bene di Ti West, il giovane regista (quattro anni meno di me) di The House of the Devil e The Innkeepers. Chi lo fa diventa subito un coglione ignorante. Urlato, perché si sa, i piccoli troll se non [...]

  3. VHS (2012) – [Recensione] » | Book and Negative

    [...] voi sapete (e se non lo sapete, sappiatelo QUI e QUI) che io a Ti West gli voglio un bene pazzesco. Avendo perso Shyamalan, meno male che c’è Ti. [...]

Add Comment Register



Lascia un Commento