Due parole su Gravity

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Secondo la testimonianza di Rutger Hauer, confermata da vari testimoni, l’attore cassò completamente il monologo finale di Roy Batty, nella sceneggiatura di Blade Runner, tenendo un paio di riferimenti e mettendoci i Raggi B e tutto quel genere di cose. Quando Ridley Scott gli chiese cosa diavolo stesse facendo, Hauer rispose qualcosa del tipo (cito a memoria) “Ridley, questo stronzo sta morendo – credi davero che perderebbe tempo con queste idiozie?” In punto di morte, sostiene Rutger Hauer, parli di ciò che è davevro importante, per te. In Blade Runner, ovviamente, sono le memorie, le esperienze. In Gravity… non lo… Read more »
gloutchov
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Non è sicuramente mia intenzione smontare Gravity come ha fatto Corà ma… 1) Sempre i russi devono combinare casini? E ovviamente gli Americani ci vanno di mezzo? 2) Da quando in qua un medico ripara l’elettronica di un satellite artificiale? (Ok è successo davvero, l’Hubble fu riparato da un medico qualche annetto fa, ma qui Sandra rappresenta l’unica dell’equipaggio in grado di riparare un pezzo del telescopio e… viene detto nel film… è lì proprio per questo, mentre nel mondo reale, il medico che riparò Hubble era il medico della missione, e ovviamente aveva avuto un addestramento eterogeneo per poter… Read more »
Il Moro
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Secondo me il problema dei personaggi non è tanto quello che pensano o fanno, che a me il pezzo con la Sandra che abbaia non è nemmeno dispiacuto (sebbene fosse troppo lungo). E’ solo che è stata caratterizzata con particolari inutili. Il fatto che abbia perso la figlia o che suo padre volesse un maschio non mi sembra avesse nessuna attinenza con la trama, e secondo me si potevano tranquillamente evitare. Il personaggio di Clooney, poi, l’ho trovato sommamente antipatico. Cioè, ripensandoci a mente fredda non è irrealistico, un veterano di missioni spaziali potrebbe benissimo comportarsi in quel modo (con… Read more »
Matteo
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Come dici nel tuo ultimo commento, è forse più una questione di sensibilità personale che di congruenza con determinate regole. A me entrambi i personaggi sono risultati odiosi, dalla Bullock che sembrava essere stata passata alla stessa CGI dello spazio, a Clooney sopra le righe (dai su la gita a cazzeggio nello spazio) e con un insostenibile modo di fare. Ovviamente in punto di morte tutto può succedere, eppure a me quei monologhi, quell’abbaiare, quel discorso all’astronauta morto perché si prenda cura della figlia defunta, sono apparsi eccessivamente lunghi e quindi peggio che inutili, mi distoglievano da quello che il… Read more »
Il Moro
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Ecco a cosa serviva la figlia morta, per il discorso all’astronauta morto, me l’ero dimenticato…
Concordo, troppo lunghi.

silente
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Riesco a scrivere solo adesso, perdona il ritardo. 🙂 Guarda, per me non è per nulla una questione riguardante la nazionalità dei personaggi. Sono americani, okay, parlano di cose americane e vivono di emozioni americane, ma il bello sta nel rendere tutto questo interessante, coinvolgente, anche emozionante. Prendi per esempio Aaron Sorkin: lui è profondamente, profondamente americano in tutto ciò che scrive, eppure ogni sua opera, da The Social Network al bellissimo The Newsroom e passando per L’arte di vincere, trasuda passione, sentimento, profondità, attenzione, ricerca dei dettagli, realismo, credibilità, e per quanto i suoi personaggi a volte possano avvicinarsi… Read more »
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