Crea sito

«

»

set 29

Crank & Crank

D’accordo, credo che di Crank e del suo seguito Crank: High Voltage sappiate già tutto. Però io me l’ero perso. Entrambi. Norys, poi, ha superato tutti i record, dal momento che possedeva tutti e due i dvd e non lo sapeva…
Ieri glieli ho requisiti e ho colmato questo gap. Solo ora so quello che mi ero perso.
E quel che finora mi ero perso è abbastanza. Senza iperboli assortite. È abbastanza.
Grazie Cyb e grazie Luca che me ne avete parlato.
Detto questo, ora tocca ai film. Un unico articolo perché in fin dei conti i due capitoli della saga, a quanto pare i primi due capitoli, dato che tutti, dai registi/sceneggiatori al produttore all’attrice Amy Smart accennano a un terzo episodio, sono un lungo grande film con protagonista un supereroe. Non tanto dei fumetti quanto, vista l’abbondanza dei richiami, dei videogames degli eighties, a grafica sgranata.
Il Cuore di [Chev] Chelios sembra un magico artefatto, un manufatto leggendario adatto a essere l’obiettivo di un’epica ricerca. Nel primo capitolo avvelenato, nel secondo rubato, un cuore instancabile, bersaglio di vendette e di desideri di una gioventù oramai perduta. Ma, con un cuore così, forte e indistruttibile, anche un vecchio di cent’anni può divenire immortale, come un dio.
La ricerca del Graal, nel petto di un assassino della mala di Los Angeles, è contorniata da papponi, mafiosetti ispano-americani, cinesi della triade, prostitute, gang, attori hard in sciopero e altre amenità che ti scorrono attraverso gli occhi a velocità supersonica.
Una solo cosa “Crank” NON riesce a fare: annoiare.

***

Il Singhiozzo di Eve

Voglio dire, c’è di che offendersi, vedendo ‘sti film. Almeno, questo è quello che pensano i due registi, Mark Neveldine e Brian Taylor. C’è da meravigliarsi, sempre secondo loro, di come gli studios abbiano acconsentito a filmare uno script talmente anomalo. Sono convinti, in effetti, che la sceneggiatura non sia mai stata letta da nessuno, ma che abbiano creduto loro sulla parola. E magari c’è da credergli anche quando affermano che hanno davvero dato fuoco a Jason Statham, nell’ultima scena di “Crank: High Voltage”, quando Chev dà gentilmente il commiato. Un Jason/Chev interamente ricreato al computer, dice invece McQuaide, il tecnico degli effetti speciali.
Quelli che non sono effetti, ma improvvisazione, sono il singhiozzo di Eve, sfoggiato mentre Chev le dice che ha lasciato il crimine per lei, ma che, purtroppo, è stato avvelenato a morte. O Mark Neveldine [regista, ndr] attaccato, telecamera in spalla da otto chili e rollerblade ai piedi, alla moto guidata da Statham.
È il sogno di tutti i registi, ficcare la telecamera ovunque. Roba un po’ difficile, ma questi due, Neveldine & Taylor, se ne vengono fuori con una Canon HF-10 HDV, che è grande quanto una lattina di birra e pesa quanto la suddetta lattina, ma piena. Non una, ma quante se ne possono desiderare. Costa 700 dollari al pezzo. In pratica, con la spesa di una sola telecamera di 3500 $, se ne comprano 5.
Loro ne hanno usate qualche decina. Disseminandole lungo tratti di strada, teatro degli inseguimenti, saldandone sette o otto a binari ricurvi portatili e avviandole tutte contemporaneamente a riprendere un unico soggetto, in modo da, una volta montate le sequenze, creare una sorta di bullet-time artigianale; fissandole a modellini telecomandati per spararle a tutta velocità in mezzo al traffico e sotto le autovetture, per inseguire Statham.
E le riprese sono stabili e nitide e fanno [buona] impressione. Dicono che questo particolare formato risenta di sgranature nel fermo immagine, ma io non me ne sono accorto.
Le riprese sono come il film. Come Los Angeles.

***

City of the Angels

Los Angeles è la mia città. Il mio sogno. Non ci sono mai stato e forse è questo che la rende tale. L’ho vista in decine di documentari, ho letto libri su di essa, guide turistiche, ho osservato servizi fotografici e sfogliato ogni possibile rivista che sia riuscita a ritrarla, ma appare sempre diversa. E infinita.
Non esiste per me città più bella. Perché così lontana dall’arte. Qui da noi l’arte ti viene vomitata addosso. Lì è tutto luci, strade, cartoni e palme altissime. E tanto basta.
Dicono sia anche pericolosa. E che la scelta di girare solo di giorno sia stata un’esigenza più che un capriccio di sceneggiatura.
Girare in certi posti a L.A., pur essendo in compagnia di una troupe di un centinaio di persone, può essere un rischio.
E poi, quella ritratta in “Crank” è la Los Angeles genuina, lontana dai grattacieli di Downtown, con case di legno che nascondono bordelli cinesi, o squallidi locali di spogliarello, quella in cui gang di un paio di centinaia di adepti si spartiscono qualche isolato di una giungla immensa.
Los Angeles è un fottuto vortice di umanità. Poco stupisce che abbia dato così tanta linfa vitale al cinema.
Assolata, afosa, carica di smog. È un set naturale dove capibanda travestiti da Elvis Presley comandano da isole costiere. Dove cinesi e latinos se le danno di santa ragione.
E dove si possono girare film dannatamente buoni e divertenti.

***

The Importance of being There

Jason Statham insiste per girare le sue scene d’azione, dette stunt. Anche quando rischia di evirarsi o di strisciare per qualche decina di metri sull’asfalto rovente. Il personaggio glielo impone, anche se questa è una balla. Le vuole fare lui. Perché è lì, viene pagato, il ché non è male, ma soprattutto perché quelle cose, se sei lì, le fai. Le farei anch’io, se fossi lì, a costo di farmi ricucire da capo a piedi a furia di punti di sutura.
Amy Smart le sue scene, che la vogliono sempre mezza nuda, preda e complice dei raptus da ricarica di Chev Chelios, dice sempre che non vuole farle, ma anche lei è lì, anche lei si fa contagiare dalla follia del set, anche lei in fondo ammette che, dal momento che si sta girando un film così, non ci si deve porre dei limiti. E allora si accoppia selvaggiamente a Chinatown davanti a qualche decina di persone, facendosi ingroppare ben bene, e poi si concede il bis, una cavalcata all’ippodromo davanti stavolta a qualche centinaio di persone. Finzione scenica, è ovvio: recitazione. Ma il duo Smart-Statham rende molto bene l’idea… E, sì, persino uno strip al palo, perché la sua Eve è finita a lavorare come spogliarellista coi cerotti a croce sui capezzoli. E la sua lap-dance non è armonica con la trama, ma è stata fortemente voluta dai registi, perché Amy è bella. E probabilmente, fossi stato regista, gliel’avrei chiesta pure io.
E c’è il dottor Miles che smonta e rimonta il Cuore di Chelios, dopo essersi succhiato cubetti di ghiacco sciolti sulle chiappe della sua assistente, capace, quest’ultima di spendere 250 dollari in merendine, e cita detti di Confucio, tipo che il Karma è una stronza (karma’s a bitch) a una macchietta stupita che è David Carradine che è lì perché non si riusciva a trovare un cinese vecchio di cent’anni e perché in gioventù aveva recitato in “Kung Fu”. David Carradine è morto nel giugno 2009.
E Bai Ling, che è pazza. E guida senza patente. E se non le dici stop continua a recitare e torna a casa, vestita come una battona (stavolta più che semplicemente credibile) e spacca tutto e si dimena come fosse posseduta.
E io adoro il cinema. Sempre di più.

***

Facciamo una Cazzata

300 ore di girato in 30 giorni. E c’è gente che si è persino chiamata fuori e rifiutata di partecipare. Palati fini.
Però, dico io, mai provato il gusto di fare qualche cazzata? E non mi riferisco a cazzate pericolose e dannose. Mi riferisco a quel tipo di cazzeggio divertente e leggermente folle, fatto da adulti che, per qualche giorno, tornano ragazzini. E si permettono il lusso di ridere anche delle battute sconce, di non offendersi se qualcuno li manda affanculo, di bere birra davanti all’inviato di qualche cazzo di rivista di cinema seria che vuole intervistarli. E di dire che per loro filmare una finta protesta di attori-hard in sciopero, che vede il cameo di uno storico protagonista del calibro di Ron Jeremy, è storia del cinema. Senza dabbenaggine. Concedendosi il lusso di essere incoscienti. Se non del tutto, almeno un po’.

Altre recensioni QUI

13 comments

Vai al modulo dei commenti

  1. Norys Lintas

    Vedi che succede ad avere tanti dvd in regalo :D?
    Tra fumetti, libri, manuali gdr e film in dvd non mi rendo conto di cosa ho!
    E pensare che il mese scorso, dopo aver visto il trailer, mi ero ripromesso di noleggiarlo :P

  2. Nosferatu

    Signori, Crank e il suo seguito sono i film action-comedy più interessanti degli ultimi anni. La saga è un piccolo cult. Sbavo già per un eventuale terzo film!

    elgraeco: vuoi scommettere che una volta che visiterai Los Angeles la magia svanirà?

  3. Hell

    @ Norys
    Certo, certo… :roll:

    @ Orlok
    Be’, dipende dalle esperienze che faccio laggiù. Per adesso mi piace proprio perché non ci troverò la tipicità che abbiamo qui.
    Ma non trasformiamo questa discussione in “perché L.A. sì e Roma no?”.
    Anche perché a Roma ci sono stato, come sono stato in tanti altri posti, e mi è piaciuta.

    Il terzo film si farà. Già i registi minacciano di applicare la loro versione del bullet-time alla nuova scena di sesso pubblico tra Chev e Amy…

    :D

  4. Lapsus

    Almeno quarcuno che sta a fà ancora ste cazzate sta!
    So ‘n drago….. 8-)
    Dicevo it’s all entertainment, o no?
    Te volevo domandà, ndo lo dice : il Karma è una stronza?
    Non mi pare di averlo sentito.

    sciao

  5. Hell

    No, dai…
    Non tocchiamo il tasto doppiaggio.

    Anzi, no…
    TOCCHIAMOLO e schiacciamolo per bene.

    La parola magica è: “adattamento“.

    Versione inglese:
    “Confucius says: Karma is a bitch!”

    Versione italiana:
    “Antico proverbio cinese: Chi la fa, l’aspetti!”

    Ora dimmi tu, ditemi tutti, che cazzo di adattamento è?
    Mi hanno proprio rotto i coglioni.

  6. Cyb

    Che recensione cazzuta!
    El, sei ufficialmente reclutato per il terzo capitolo della saga, dopo questo articolo!
    Bravo e grazie che mi hai fatto notare questa cosa dell’adattamento. Uno non si rende conto di quanto faccia schifo fino in fondo ‘sto paese finchè non si accorge di quanto in basso sia caduta la decenza e di quanto dilaghi l’ignoranza.
    Li hanno rotti anche a me.

    1. Hell

      Thanks! ;)

      Ultimamente capita sempre più spesso. Dialoghi [non] tradotti alla cazzo di cane o in modo tale da edulcorare battute potenzialmente offensive per chissà chi!
      Tanto per cominciare uno deve essere libero di incazzarsi o meno per una battuta senza che loro censurino a priori. E poi, ma come si permettono di cambiare così tanto cose scritte da altri?
      Prendi quella battuta sul Karma, ad esempio. Perché non tradurla letteralmente?
      Io non me lo spiego.

  7. Cyb

    Posso capire delle modifiche a testi, che magari siano talmente specifici del paese d’origine da non essere compresi nell’immediato, modifiche comunque che non stravolgano completamente il senso del discorso.
    Ultimamente ho cominciato a preferire le versioni originali, sottotitolate, di film o serie e non me ne pento affatto anche perchè gli “adattamenti” ai testi li considero un abuso sia nei confronti di chi le ha scritti che degli spettatori.

  8. mcnab

    “D’accordo, credo che di Crank e del suo seguito Crank: High Voltage sappiate già tutto.”
    Io scopro solo adesso che esistono :-P

  9. Hell

    @ Cyb
    E infatti! Concordo in pieno. Di abuso si tratta. ;)
    E anche riguardo al doppiaggio, si finisce per fare sempre lo stesso discorso: al tempo dei grandi, Amendola, Accolla, le voci italiane arrivavano a superare quelle originali, aggiungengo, vedi la risata di Eddie Murphy, sfumature o invenzioni che nella realtà non sono mai esistite.
    Adesso, con rispetto parlando, i doppiatori fanno pena, per la maggior parte. Sono sempre superiori a quelli degli altri paesi, eh, ma rispetto alla qualità di una decina d’anni fa, non c’è storia.
    L’unico che ancora mi piace, a parte Accolla, è Giannini che però è anche un attore con le palle, per cui è dotato già di suo.

    @ Alex
    Te l’ho detto, io l’ho scoperto qualche giorno fa. Ma che, stiamo in una realtà parallela?

    :P

  10. Considerate che fino a qualche anno fa esistevano delle scuole di doppiaggio che sfornavano veri e propri professionisti.Adesso per motivi di business,fanno fare il doppiaggio perfino a Frizzi e Totti quando va bene,quando va male invece all’amante o al figlio del dirigente di turno,purtroppo questo genera una caduta verso il basso.
    In alcuni paesi come L’Olanda ormai non si doppia più si preferisce trasmettere il film in lingua originale e sottotitolato.
    Personalmente mi mancano i vecchi doppiatori.Dei nuovi anche quello che fa Renè in BORIS non è male comunque.

  11. :..Della vecchia scuola rimangono ormai solo Michele Kalamera(il mitico comandante Koenig) e Romano Malaspina(Actarus).
    Sui tagli e sugli adattamenti poi l’unica giustificazione che riesco a trovare sono nei casi di giochi di parole intraducibili tra noi o quando si citano personaggi poco conosciuti da noi.
    Esempio:se il buono mentre insegue il cattivo i un film americano e gli dice:
    -”Ti becco prima che Letterman faccia il suo monologo serale”.
    Allora potrei anche capire,non giustificare però,
    che in Italia facciano un adattamento del tipo:
    _Ti becco prima che in Tv facciano il mio programma preferito”.
    Ma per il resto ,per me si tratta di veri e propri sfregi che vengono perpretati ai danni del film o del telefilm in questione.

    1. Hell

      Per capire il mio disappunto dovresti vedere la scena in questione.
      Vista in lingua originale, la battuta sul Karma è perfetta e giunge a conclusione di tutta la narrazione paradossale del film. Per di più fatta da un personaggio figo, il medico, a un altro personaggio figo, il cinese che è la causa di tutti i mali del protagonista. Ma ti dico di più, persino il tono è diverso.
      “Il Karma è una puttana” meglio si adatta all’atmosfera del film che mostra per l’appunto prostitute, spogliarelliste, spacciatori e delinquenti assortiti. “Chi la fa, l’aspetti”, pronunciato tra l’altro come farebbe un bambino di cinque anni, sottrae, se mi permetti, sostanza alla scena. Entrambe le battute alludono ai rovesci improvvisi della sorte, ma la prima è più pregna.
      A questo punto il doppiatore poteva, dopo aver pronunciato la battuta, mettersi pure a frignare aggiungendo, che so, gne gne gne! e sarebbe stato uguale.

      Quindi non solo adattamenti assurdi, arbitrari e ingiustificati, ma anche mutazioni nel tono di voce. E lo sapete tutti, non devo certamente essere io a dirvelo, che se si muta il tono di voce cambia completamente anche la percezione della battuta…

Add Comment Register



Lascia un Commento