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mag 24

Un parere sull’eBook. Ma anche no.

Internet non finisce mai di stupirmi. Per mesi abbiamo assistito, e stiamo ancora assistendo, alla folle campagna oscurantista contro gli eBook in favore del cartaceo, portata avanti con argomentazioni luddiste: Ah! L’odore della carta!
E poco altro. Tutte puttanate del tipo che non ci si può portare l’eReader a mare o in bagno. Cose così, osservazioni basate sulla ricerca e il metodo scientifico… dell’Inquisizione spagnola.
Qualche giorno fa, il rumore delle arrampicate sugli specchi era talmente forte da assordare. La carta!! Ah, la cartaaaaaaaaaaaa!! L’urlo di chi scivola e cade nel baratro.
Ma dicevo dello stupore. Sì. Adesso, da un paio di giorni assisto a un altro fenomeno: il parere sull’eBook.
Un parere.
Sull’eBook.
Che viene chiesto anche a me. Perché io pubblico eBook. Ovvero, tradotto nel linguaggio di questa polemica idiota (eBook vs cartaceo), mi sono schierato, traffico con lo strumento del demonio.
In pratica sono segnato.
Tra un po’ metteranno su dei roghi e mi bruceranno.
Ecco, sono qui per dare una gentile risposta a tutti coloro che mi hanno chiesto un parere sugli eBook, dall’alto della mia grande sapienza e contaminazione.
E vi prego, non stupitevi di questo mio post. Se mi leggete, mi conoscete. E sapete quanto possa essere caustico.
Ebbene…

***

No.
Scordatevi che vi dia un parere. Prima di tutto perché sono stanco di discutere di cose ovvie, e non ci penso proprio a tentare di riportare alla ragione gli sniffatori di libri. Strane creature.
Gente che argomenta con tali tesi a supporto non può essere ascoltata. Quindi scelgo di ignorarla.
E poi, che vi devo dire? Che il mercato dell’eBook italiano è stato gambizzato fin dall’inizio da una politica stolta?
Che vendere eBook a 12 euro spinge la gente a scaricarli illegalmente?
Se non l’avete capito da soli, non siete di questo mondo. È meglio che vi aggiorniate con gli eventi del ventunesimo secolo.
Seconda cosa, scopro di essere diventato, per alcuni “attentissimi” lettori, un crociato a mia volta, dell’eBook però.
Anche queste sono cazzate. Sa di strumentalizzazione.
L’eBook è un file. Nient’altro. Un supporto che contiene dati. Ficcatevelo bene in testa.
Inutile discuterne.
Ma di che volete parlare, di un formato di un file?
Vedete, è questo che mi spaventa. Che si possa stare a scannarsi, in modo figurato ma anche no, per un semplice elemento del software.
È follia.

***

E io non ho tempo da perdere a discutere su argomenti folli.
Un parere da me? Non siete in grado di farvelo da soli? Vi hanno scippato l’autocoscienza? O sarà colpa degli acari che si sono annidati nella testa, passando per il naso?
L’eBook è un libro elettronico. Questo è.
Poi potete continuare a ciarlare finché volete sulle vostre cazzate neo-romantiche oscurantiste. E dev’essere una vera sofferenza, in fondo. Perché, a dispetto di odori e carta, la realtà non cambia, l’eBook è un libro.
Tutto qua.
Strano, ma vero.
Un tempo c’erano i papiri. E già allora scassavano le palle per le tavolette cuneiformi. Ah, ma vuoi mettere il peso? Il papiro è troppo leggero. Non durerà.
OMG.

26 comments

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  1. beppeiaf

    Un tempo c’erano i papiri. E già allora scassavano le palle per le tavolette cuneiformi. Ah, ma vuoi mettere il peso? Il papiro è troppo leggero. Non durerà.

    STRALOL!!!

  2. strategieevolutive.wordpress.com

    La cosa snervante è questo dualismo forzato, questa partigianeria a tutti i costi.
    L’ebook è bellissimo, e quegli orrendi libri crtacei scompariranno finalmente dalla faccia della terra.
    Il libro cartaceo è inarrivabile, l’ebook è una moda passeggera, anche piuttosto volgare.

    Per aver detto che i libri cartacei fanno benissimo il proprio lavoro, da anni quelli che gli piace il bit mi schedano come “quello che odia gli ebook”.
    Ed avendo sostenuto che l’ebook offre potenzialità che il cartaceo non offre, incasso periodicamente la stima pelosa dei profeti del digitale.

    A me interessa leggere libri interessanti.
    Ma loro non paiono capirlo.

    1. Hell

      E difatti l’eBook è un libro.
      Cosa difficilissima da capire.
      E dirò di più, anche il cartaceo è un libro! Ooohh… di profonda meraviglia.

      Non lo so, a volte mi sembra di essere circondato da extraterrestri.

  3. ilrescarlatto.blogspot.com

    Giuro, me lo immagino un poeta d’alto lignaggio sumero.
    “Il papiro? Quell’ìinvenzione non ha futuro”

    XD

    Battute a parte, hai sicuramente ragione: è da pazzi star a pensare a cose simili, come se il fatto di essere un file invece che stampato cambiasse il contenuto del libro…

    1. Hell

      Pare una verità impossibile da accettare. :D

  4. drcuk

    io l’ereader me lo porto anche in bagno, altroche’. (e sono convinto che se ti porti lo smarphone in spiaggia, sei un cretinetti a lamentarti dell’ebook)
    Ma non per questo disdegno i cartacei, la praticita’ e’ diversa. E non siamo ancora al punto di poter regalare un file (toglietemi i libri e mi polverizzate il parco regali. poi non so piu’ che regalare…)

    Una domanda, per quelli che “salviamo gli editori, scaricare e’ peccato.” Mi sono sempre chiesto, ma dal punto di vista del copyright, comprare alle bancarelle di libri usati non e’ comunque un modo per avere la tua copia alal faccia di autori, editori e filiera tutta? Pero’ di solito le bandarelle dell’usato sono tra i massimi feticci per la categoria. (intendiamoci, io le spulcio minuziosamente – vuoi mettere il risparmio? – ma non per questo rifiuto il digitale)

    1. Hell

      Ma ‘sta cosa dell’eliminare il cartaceo fa parte della propaganda anti-eBook. Una menzogna, puro e semplice.

      Parlando delle bancarelle, quel guadagno io credo che esuli da ogni copyright. È una forma di pirateria tollerata.
      Ma non ne sono sicuro, eh. Magari un esperto può illuminarci. ;)

      1. strategieevolutive.wordpress.com

        Dunque, se guardate in quella parte dei vostri libri cartacei che non guardate mai – dove c’è il copyright – vedrete che di solito è vietato il prestito, la vendita e la riproduzione se non previo consenso dell’editore.
        D’altra parte, è semplicemente impossibile impedirmi di prestare un libro a mio fratello o di rivenderlo ad un mio amico, e quindi tale annotazione si considera solo formale.

        Riguardo alle bancarelle…
        Se il libro è usato, allora il prezzo è già stato pagato, e quindi autore ed editore la loro percentuale l’hanno già incassata.
        Se si tratta di remainders, sono libri che sarebbero andati al macero, e sui quali quindi nessuno ci avrebbe preso una lira comunque (poi lì la cosa è più complessa, ma fermiamoci qui).

        Aggiungo come nota a latere che molto spesso le bancarelle ed i remainders sono l’unico modo per reperire libri che non vengono ristampati da decenni – per cui o così, o in originale.
        È diverso – MOLTO diverso – scaricare illegalmente un ebook che potrei avere facilmente per pochi euro, sempre e comunque. In quel caso, l’autore un paio di centesimi potrebbe prenderli, ma scaricando mi guardo bene dal fare in modo che succeda.
        Ma naturalmente, io sono uno che tratta in feticci.
        Ed ora vado a passare il resto della serata a riordinare la mia collezione di quipos.

      2. Hell

        Perfetto. Grazie della precisazione, Davide. ;)

  5. Max "Helldorado" Novelli

    Se fossi un autore come voi avrei le palle frantumate…altro che pareri!

    1. Hell

      Ma io sono solo uno che sfrutta il mezzo eBook. In pratica sono posseduto dal demonio. :D

      1. Max "Helldorado" Novelli

        Il manicheismo sempre e comunque proprio…ma perchè? :D

      2. Hell

        Perché creare conflitto è una strategia di controllo sociale. ;)

  6. Max "Helldorado" Novelli

    “Dividi et impera” tacci vostri! ;)

  7. mcnab

    Secondo me la risposta giusta è “ma anche no”.
    Perfetta.

  8. Giuda

    Certo, a quella domanda potrei rispondere che sono deluso dai partiti – pro-carta, pro-reader… chiacchiere – perciò ho deciso di presentarmi con la mia lista. Posso? Vado.

    1. Un libro è sempre un libro. Se prima la menavate col tipo di edizione rilegata o brossurata, adesso puntate i piedi sul formato digitale o “analogico”; perciò non è in discussione il valore della letteratura, ma quanto tempo può buttar via la gente parlando di fuffa.

    2. Se qualcosa m’interessa davvero lo leggo anche sul muro della stazione, sul bugiardino del collirio, sulle pantofole di mia nonna o dovunque sia reperibile, perché il supporto è secondario al contenuto. Se vi sta bene piantare lagne su questo mentre andate a tuonare contro le modelle magre e il mondo dell’apparire, allora non avete capito un cazzo.

    3. L’odore della carta è un feticismo che a dichiararlo fa tanto intellettuale, ma chissà com’è lo scoprono tutti quelli che hanno un disperato bisogno di darsi un tono. Se volete dire qualcosa assicuratevi che sia intelligente, perché di cazzate qui ormai c’è l’aria che frizza.

    Bene, e poi niente, che sarà meglio fermarsi qui prima di tirar giù santi e madonne come fosse una finale tiro al piattello. Ringrazio il padrone di casa che s’incazza e fa bene, offrendo spunti di dialogo.

    P.S. E grazie anche per la pazienza, Hell, ché t’ho appioppato un pistolotto.

    1. Hell

      Figurati. You’re welcome.

      Anche se dopo l’incazzatura, resta il vuoto. ^_^

  9. Gianluca Santini

    Le ultime due righe… *O* Le ultime due righe… *O*
    LOL

    E in effetti non se ne può proprio più. Basta, dici bene.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Hell

      Non oso immaginare cosa scatenerà questo post. Polemiche in ogni dove. ;)

  10. Marco Bango Siena

    Gli dei di Kobol benedicano l’ebook: vorrei vedere gli odoratori portare via uno scatolone di libri quando il vigile del fuoco ti dice di portare solo lo stretto necessario :-D
    Comunque, l’assurdità sta proprio nel terrore che ‘sti benedetti libri digitali facciano scomparire la loro amata carta. E ripeto, ma lo ripeterò fino allo svenimento, buona parte di chi vaneggia di carta, di libri ne avrà 10/15 al massimo…

    1. Hell

      Secondo me fa parte della disinformazione. Tutti quelli con cui parlo su interneti, ma anche dal vivo, sono convinti che l’eBook andrà a sostituire il cartaceo, quando non è assolutamente vero.

      Comunque, averti qui a commentare è un vero onore. E sai perché. In gamba. ;)

      1. Marco Bango Siena

        Non mollo mai e tengo duro ;-) Sto cercando di seguire i blog come facevo prima.

  11. sommobuta

    “Un tempo c’erano i papiri. E già allora scassavano le palle per le tavolette cuneiformi.”
    Perchè non hai idea del casino che c’è stato quando sono passati dai graffiti nelle grotte alle tavolette d’argilla. C’era genta che si portava direttamente la montagna in giro. Sai com’è, l’odore della roccia… :)

    1. Hell

      L’odore della roccia è buonissimo! :D

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