Personal Jesus

gloutchov
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Che dire? Hai già detto tutto tu. ^^

mcnab
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Per me in fondo la scrittura è sempre stata spontaneità e divertimento.
Prima di approdare su certi lidi non avrei nemmeno immaginato l’esistenza di decaloghi e consigli procedurali.
Di solito li leggo ma poi ne frego.
Perché per me la scrittura deve rimanere spontaneità e divertimento. Migliorandosi, sì, ma senza diventare matto.
Non sarò professionale ma francamente me ne infischio.

strategieevolutive.wordpress.com/
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Comincio coi 22 punti, perché da qualche parte bisogna cominciare. Io credo che i punti non siano da tenere a mente più di quanto si tengono a mente i muscoli da attivare quando si cammina, o si respira. Quando lo si fa, lo si fa e basta. Poi, quando devi cercare di descrivere come lo fai, allora lo spezzi in punti, in sequenze, in procedure. Come sempre quando si cerca di descrivere qualcosa che è anche in gran parte istintivo, la descrizione è artificiosa e incompleta. Alcuni preferiscono tacere. Altri – come il sottoscritto – cercano di dare un ordine,… Read more »
ferruccio
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Anch’io sono scettico sui manuali di scrittura, come per tutte quelle regole che ogni tanto posto sul mio blog. Le leggo per vedere se c’è qualcosa che ci accomuna e far sì che mi senta uno scrittore. Ma prevalentemente la scrittura per me è volontà, che parte da uno spunto il più delle volte vissuto, anche la musica ha il suo peso ma a me serve prevalentemente per creare suggestioni che mi piacciono ( a me non al lettore) Sul fatto di commuovere ti ho già detto in un altro post come la penso: è un qualcosa di soggettivo. tu… Read more »
Gianluca Santini
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Tendenzialmente è un caos. Nel senso buono, nel senso che ognuno ha i suoi metodi, il suo stile e tutto il resto. Possiamo parlarne, confrontarci, discutere sapendo che condividiamo la base di partenza – l’atto in sé della scrittura – ma alla fine ritorniamo ai nostri metodi, quelli che ci siamo costruiti. Magari implementiamo qualcosa di nuovo, dopo un confronto costruttivo. Ecco perché, tendenzialmente, gli elenchi di punti da tenere a mente, i manuali, le regole, sono tutte cose buone, ma non vincolanti. Noi lo sappiamo, quando scriviamo, come hai detto, se una cosa sta filando bene o no. E… Read more »
Aislinn Dreams
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Ohmmammamia. Avrei un milione di cose da dire per commentare il post e i commenti allo stesso. Cercherò di essere sintetica, probabilmente dimenticherò qualcosa, ma tant’è. Prima di tutto, non percepisco questi “consigli” come dei “manifesti”, né come presunzione, né come tentativo di ammaestrare. Parlo per me: quando io scrivo dei post su temi legati alla mia esperienza di scribacchina, lo faccio: 1- perché amo condividere i miei pensieri, dato che scrivere è una “hard, lonely, often bitter calling” (sì, definizione di Ben Bova presa dalla prefazione a un manuale di Orson Scott Card, How to write Science Fiction &… Read more »
beppeiaf
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La tecnica è quella cosa che ti consente di rendere fruibile la tua idea agli altri. Ma se non hai idee, la tecnica (i manuali, le regole ecc ecc) non ti servono ad una mazza. I corsi “diventa scrittore in tre giorni” servono se non hai la padronanza della lingua, se hai problemi su dove vanno messe le h o la differenza tra un accento ed un apostrofo ma non ti posso dare la storia o le idee. La pianificazione, come suggerisce Daviode, penso possa essere indispensabile in romanzi lunghi e complessi dove si rischia di perdersi negli intrecci o… Read more »
Marco Bango Siena
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Se dovessi dirti la mia, che coincide molto con la tua, alzerei un polverone…

Sam
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Prima di commentare ho letto anche i gli altri post. (e ho preso il gatto nero, troppo bello. E’ uguale al mio^^) Io non mi pongo mai il problema del timido, proibito o dell’imbarazzo perché invece “divento” un altro. Diventando un altro, cambio. (Sono anche abituata, forse, visti gli anni di Gdr 😛 ) Però ho letto alcuni manuali perché avevo difficoltà a esprimere ciò che avevo in testa. Perché ho fatto ragioneria ? … chissà. Potrebbe anche essere. Nei temi ero “bravina”, ma scrivere storie è diverso. E l’ho capito col tempo, e un po’ di pratica. Ho letto… Read more »
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angelobenuzzi
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Perché si racconta una storia e non qualsiasi altra è interamente una scelta dell’autore. Chiunque altro o si adegua o si leva di torno. Quanto alla tecnica, una volta stabilita che na buona conoscenza della lingua è essenziale, per me il resto è noia. Che persona usare, quali POV, show-do-not-tell e altre cose vanno tutte bene e tutte male allo stesso modo, deve essere l’autore a scegliere il modo di esprimersi e cercare di usarlo al meglio delle sue possibilità. Essendo che sia scrittura che lettura sono esperienze soggettive e non oggettive, un risultato identico è praticamente impossibile. Non facendolo… Read more »
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