Perché a noi, in buona sostanza, non frega assolutamente nulla

23 Comments

  1. Un M16 è un fucile automatico, non uno dei migliori, ma abbastanza famoso.
    Utilissimo in caso di invasione di alieni, di pandemia zombesca. Magari anche se ti mandano in Indocina a combattere una guerra.
    Se poi uno è tanto pirla da mettersi a sparare dal palazzo di casa per ridere dei passanti sbudellati dai proiettili, beh, trovo difficile dare la colpa a un pezzo di metallo e plastica che senza l’intervento umano nemmeno funziona.

    1. Author

      Sì, una metafora pregna. È come quelli che producono coltelli o che scrivono libri inneggianti a chissà cosa. In passato si è ucciso per dissidi religiosi, scaturiti dai libri.
      Nessuno mi pare abbia sostenuto che i libri facciano male alla salute. 😉

  2. Odio sì, ma in realtà paura. Perché non credo che gli oppositori siano tutti degli stupidi. Hanno ben presente le prospettive offerte da Internet, ma remano contro perché hanno paura di perdere il loro ruolo. Internet essenzialmente abbatte i confini, le barriere, i poteri costituiti. Chi ha in mano una di queste cose, si sente minacciato dalla tecnologia, e cerca di intorbidire le acque a suo favore.

    Per fortuna chi è cresciuto e sta crescendo con Internet, non è incline a farsi abbindolare così. E se Internet venisse bloccato, sarebbe la guerra.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Author

      Mah, io stento a comprendere tutti questi discorsi. Soprattutto quelli contrari a internet, ma che si soffermano sullo strumento in sé, e non sui lati negativi dell’utilizzo dello stesso.
      😉

  3. anche gente di Premana hai conosciuto virtualmente.

    La rete e con lei gli ebook sta togliendo – non il pane, perché non hanno bisogno di guadagnarlo – il superfluo a un sacco di pseudo professoroni e geniali scrittori e maestri che vendono quintalate di libri in tutti i modi possibili tranne che in modo virtuale. Odiano la tecnologia e l’ebbok perchè è democratica molto più della democrazia che conosciamo in politica. Il web come hai scritto e la vera rivoluzione di questi ultimi. Ci saranno sempre più denigratori pronti a massacrare chi ne fa largo uso. Ma dovranno adeguarsi.

    Per fare un’esempio. Ricevo ogni giorno tante visite uguali alle vendite che ha un quotidiano della mia provincia e a volte mi sovviene di fare il presuntuoso e sputare in faccia a tutti coloro che non considerano ancora con la giusta importanza questo mondo. Ma che vadano a farsi fottere con le loro teorie

    ehi ricordati che sei un bestellerista di ebook
    :-)

    1. Author

      Sì, ma io e te, e gli altri, non siamo riconosciuti dal mondo ufficiale, quello vero. 😀
      Vabbé, ci contentiamo del nostro, che ti devo dire? È bellissimo, senza confini!

  4. Non mi importa ma mi preoccupa.
    C’è una guerra in corso.
    È in corso da circa 200 anni, ma negli ultimi 50 si è decisamente inasprita, e nell’ultimo decennio è decisamente diventata “calda”.
    Si tratta di una guerra fra progresso e tradizione.
    La tradizione vuole la piramide, un regime feudale, pochi potenti e istruiti, con il controllo e le opzioni, che vivono alle spalle della plebe. Il progresso vuole che tutti abbiano la possibilità di capovolgere la piramide, di scalarla e capovolgerla, di aprire le opzioni al maggior numero possibile di persone.
    L’elite vuole rimanere elite – e tenta di disinnescare le armi del progresso.
    Perciò la letteratura diventa una cosa popolare? È cartastraccia.
    Il cinema, la musica pop, la radio? Fenomeni deteriori.
    Le donne hanno pari opportunità, educazione, lavoro? Però non fanno più bambini, la famiglia tradizionale è in pericolo.
    I ragazzi possono sviluppare diecimila interessi? Eh, sì, ma vuoi mettere il calcio, lo sport di squadra, la sana competizione…
    Chiunque può imparare qualsiasi cosa attraverso il web? Sì, però diventa stupido.
    Possiamo comunicare e confrontarci con chiunque? Sì, ma perdiamo la nostra identità culturale (sai il bene che ci ha fatto, l’identità culturale).
    Posso ordinare un cinese, un kebab o una pizza a qualsiasi ora? Eh, sì, ma quei ristorantini dove conq uaranta euro ti fanno una insalata di rucola a chilometri zero…

    Ah, i bei vecchi tempi degli incunaboli – fatti da pochi, per pochi!

    È una guerra.
    Persone muoiono in conseguenza di essa.
    Nei prossimi anni diventerà solo più visibile la linea del fronte.
    E toccherà scegliere da che parte stare.

    1. Author

      Sì, il mio non fregarmene nulla non vuol dire che non agirò di conseguenza quando occorrerà difendere internet.
      Non corrisponde affatto a una volontà di inazione, tutt’altro.
      E condivido ciò che hai detto.
      😉

  5. Non ho letto l’artolicolo in questione, mal’ unica cosa che mi sento di dire è :”non ti curar di loro ma guarda e passa”.
    Che poi, detto da amante del cartaceo, credo fondamentalmente che cartaceo e digitale possano coesistere tranquillamente.
    Questo fa di me un illuso? Può essere…..
    Ma è l’ unica strada.
    Semmai il nemico è chi fa pagare troppo un libro,cartaceo o digitale che sia. :)
    Hell.
    Tu sogni un mondo in cui tutti siano collegati?
    Ma hai presente i mal di testa? :)
    E se poi ti collegano con George W. Bush? :)
    Naaaaaa! Troppo rischioso! Loool

    1. Author

      Sì, ma il problema stavolta non era cartaceo e digitale, usati solo a titolo d’esempio.
      E per il resto, l’evoluzione non mi spaventa, mi spaventano gli esseri umani, quelli solo. 😉

  6. Il mio parere lo ritrovi, parola più, parola meno, nell’intervento di Davide “Strategie Evolutive” Mana, col quale, una volta di più, mi scopro affine.
    Ci sono (e ci sono sempre stati) status quo da mantenere e da proteggere, e il progresso è da sempre un pericolo per chi ha il potere (e i suoi privilegi) e non intende mollarlo senza combattere.
    Ho letto l’articolo che hai linkato, e posso capire, in parte, il punto di vista dell’estensore: non solo in treno, ma praticamente ovunque, persino al ristorante quando si è assieme uno di fronte l’altro, la gente fissa quel minuscolo rettangolo di luce come un oracolo, passa e ripassa il dito sugli schermi touch alla ricerca di chissà cosa. Ed è un po’ inquietante, ammettiamolo.
    Da qui a dire “si stava meglio quando si stava peggio” ovviamente ce ne corre.
    Nessuno può prevedere dove stiamo andando.
    Vista la mia scarsa fiducia nella natura umana, potrei schierarmi coi conservatori… ma voglio essere possibilista, e credere che tutto ciò ci renderà persone migliori.

    1. Author

      Sì, però, Luca, il fatto che la gente stia sempre a guardare il rettangolino luminoso dei cellulari come un oracolo non è colpa di Steve Jobs, non sei d’accordo?
      Nessuno obbliga a usare tanto, sempre e comunque la tecnologia.
      E allo stesso tempo trovo sia risibile sperare di contrastarla uscendosene, di tanto in tanto, con frasi a effetto come “Io odio il web”. Perché a quel punto la risposta possibile è “E allora?”. Davvero si pretende di condizionare la naturale evoluzione tecnologica con le chiacchiere?
      E poi, nessuno dice che le cose sono rose e fiori. Però i mezzi sono inanimati, non hanno volontà, né coscienza (non ancora :D), è l’uomo che ci sta dietro, che ne stabilisce i confini. 😉

  7. Come si fa a sopportate l’ennesimo trombone che vuole demolire il progresso? Non si può infatti e il tuo post esterna anche quello che penso io…
    E grazie per avermi citato, mi fa sempre piacere!!! 😀

  8. Ma infatti: è l’uomo che è un coglione, scusa il francese.
    Di qualsiasi cosa si può abusare: com’è che si dice? Un bicchiere di vino a pasto fa bene, una bottiglia ti distrugge.
    L’uomo resta la chiave e la misura di ogni cosa.
    Starà a lui fare un uso “sbagliato” o “giusto” della tecnologia (nota le virgolette).

    1. Author

      Eh, lo so, ma allora che si vuol fare? Impedire il progresso perché la maggior parte degli esseri umani non riesce a farne un uso, nemmeno corretto, ma sensato?

      E ti do ragione, pensa a tutti quegli imbecilli che causano incidenti stradali perché parlano al cellulare o inviano sms. Sono dei fottuti imbecilli e andrebbero puniti in qualche maniera.
      Ma, cellulare a parte, il cui abbandono sinceramente non mi dispiacerebbe, io trovo che internet ormai sia una cosa insostituibile, perderla ci proietterebbe indietro di un secolo, probabilmente. Non che ritengo possibile che si possa tornare indietro eh, volontariamente intendo.

      È che sono un po’ stufo, penso lo siano tutti quelli come me, di sentire queste polemiche che non arrecano alcun cambiamento, ma solo cattivo umore.

      La razza umana… bah, m’illudo sempre di essere così fortunato da non sapere che brutta fine farà.

  9. La polemica morirà con l’uomo stesso: fattene una ragione. 😀
    E nessuno potrà fermare il progresso, stai tranquillo: ci hanno provato e ci provano, ma è come un fiume.
    Puoi costruirci una diga, deviarne il corso, ma non smetterà mai di scorrere.

    1. Author

      Eh già, è che ancora di fronte a certe cose non riesco a passare avanti. Ma sto migliorando, dai. 😀


  10. Lo scrivo (magari andando anche un po’ Off Topic – ma nemmeno tanto): il problema non è tanto il “filosofo” che dichiara che Internet gli fa schifo. Il problema sono le persone che permettono che questi tipi sparino cazzate (il più delle volte non sanno nemmeno di cosa stanno parlando – penso ad esempio a Michele Serra che dava addosso a Twitter senza sapere cosa fosse) dandogli spazio e visibilità per sproloquiare. Probabilmente questo avviene perchè c’è qualcuno che trae profitto da questa “guerra” tra progresso e tradizione.
    A ben vedere non è diverso da quello che si diceva nel post “Un po’ di napalm”. Siamo sempre da quelle parti lì, il confronto non attira, mentre la critica, la “distruzione” invece fa proseliti.
    A noi – per davvero – in buona sostanza non ce ne frega assolutamente nulla.
    Per fortuna, aggiungo.

    1. Author

      Ovviamente il post polemico attrae sempre, è fatto apposta. E più distruttivo è, meglio è.
      La cosa che fa incazzare è che un post identico pro-internet probabilmente non sarebbe nemmeno stato pubblicato, e comunque non avrebbe attirato attenzione.
      Il postulato è sempre esatto. 😉

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