Mi chiamo Hell. E faccio il blogger.

40 Comments

  1. Capperi, che potenza!
    Hai praticamente esposto il pensiero, credo, di parecchi blogger, me compreso, e lo hai fatto con una chiarezza disarmante.
    Se quelli che nomini tu, quelli che stanno in alto, avessero modo di leggere cose così ogni giorno, i casi sarebbero due: o cambierebbe tutto e fanculo le stupidaggini, o verremmo cazziati tutti e addio blogger.
    Cmq complimenti! 😀

  2. La blogosfera, pur bellissima, è lo specchio deformante del mondo reale, che già di suo fa alquanto ribrezzo.
    Piena di wannabe-qualcosa, di saccenti, di conigli che dietro a un monitor si fingono leoni. Ma anche di mariuoli, di gente senza spirito, di approfittatori e di truffatori.

    Visto che è troppo facile prendersela con loro, me la prendo con chi continua a considerare il blogging come un’attività da scazzo, fatta per protagonismo o perché non si hanno altri interessi.
    Vorrei far gestire a questi so-tutto-io un posto come B&N, Strategie Evolutive o Plutonia. Non per tanto, solo per una settimana. “Ecco, ti do 50 euro se arrivi da lunedì a domenica, aggiornando il blog almeno 3/4 volte con articoli interessanti e documentati, arginando insulti, spam e attacchi gratuiti”.
    Poi ne riparliamo…

    Bel post!

  3. Author

    Grazie, grazie. E poi, sono cose vere. Le pensano tutti, solo che si calano le braghe quanto arriva il contrattino con questa o quella casa editrice.
    Io me ne fotto. Probabilmente sto facendo una cazzata, ma sono fatto così. Come mio padre.

    Alex, il blogging, fatto in una certa maniera, non è, non può essere un’attività da scazzo. Chi la pensa così non ha idea di cosa stia parlando.

    😉

  4. Come detto anche da Alex, mi trovo d’accordo su tutto. E già sai che post del genere mi piacciono sempre tanto. Quindi taccio. 😉

    Ciao,
    Gianluca

  5. Fare una cazzata è per esempio rifiutare un contratto da Mondadori.
    Rifiutare collaborazione con altri, gli editoruncoli, i portali di cinema o narrativa etc etc, secondo me è più che altro una scelta ponderata di salvaguardare la propria indipendenza.
    Meglio ancora: per non barattarla con qualcosa di effimero, per i classici 30 denari. Perché alla fine questi tizi che ci contattano (scusa, mi ci metto dentro anch’io), hanno poco da dare e molto da chiedere.
    Generalizzo, si capisce, ma spesso è così.

    Io non faccio il duro e puro, in questo senso sono più malleabile rispetto a te, ma di sicuro, se dovessi vendere l’anima, lo farei per qualcosa di davvero valido, non per i pezzenti morti di fame che bussano alle nostre porte con proposte ambigue…
    😉

    1. Author

      @Alex
      Magari ce l’ho davvero nel sangue, il fatto di non poter evitare di fare cazzate. E no, non sono duro e puro, perché mi piacerebbe tanto essere pagato per ciò che scrivo. Ma dal momento che qui in Itaglia non si usa pagare, allora, lo ripeto, che vadano affanculo.

      Mondadori? Sinceramente non ci penso, e non credo di riuscire ad arrivare fin lì. Circa il sottobosco che ogni tanto ci tiene a farci sapere che a loro piace quello che scriviamo purché continuiamo a farlo gratis, sono d’accordo in toto con quello che dici.
      😉

  6. Le cose non vengono mai per caso, lo dico sempre…
    Proprio oggi ho pubblicato una recensione che mi è stata richiesta in maniera esplicita; non lo avevo mai fatto, in fondo esisto da poco, però nel complesso non è andata male, visto che il libro in questione non era poi così malaccio.
    Ora mi chiedo: ho fatto bene? Questa pratica, serve davvero o mi sono venduto per chissà cosa?

    1. Author

      @Narratore
      Dipende solo da te, sentirsi venduto o meno. Ma se non ti hanno pagato, è difficile che tu ti sia venduto. LOL 😀

  7. Mondadori era un nome per rendere le proporzioni di quel che volevo dire.
    Per mia etica non potrei collaborare coi tizi di Segrate, non dopo averli criticati per anni 😉

    Mi fa piacere di non essere l’unico ad ammettere che gradirebbe vivere grazie al lavoro sul blog (e affini). Perché, diciamolo, è un signor lavoro e ci porta via un sacco di tempo.
    A volte mi sembra la mia vera attività, e forse lo è… quindi troverei naturale campare anche grazie a essa.
    Ma, come dici tu, è impossibile.

  8. Author

    Appunto! Perché qua i soldi si usano solo per giocare a Monopoli.
    Stavo per scrivere che l’Itaglia è il Paese del No, ma non volevo che qualcuno lo intendesse in (stupido) senso politico. Quindi è dell’Impossibile, perché vivere portando avanti un blog è un’idea impossibile.
    Già m’immagino i buffoni là fuori che commentano: “In fondo, cos’è che fai? Non scrivi manco su un giornale vero!”
    Dio, come mi fanno incazzare.

  9. Non farmi parlare di giornali “veri” …che alla sola parola mi viene voglia di accendere dei roghi nelle varie città!.

  10. Gestire un blog (e lo dico da neofita) non è cosa semplice e costa comunque fatica. Se fatica è una parola troppo grossa, ci si può anche limitare a dire che costa tempo, che alla fine è una parola ancora più grossa 😉
    Personalmente, trovo soddisfazione nel parlare di ciò che amo con persone che stimo e che senza il blog non avrei mai conosciuto.
    Quindi ne vale la pena, per te e per gli altri blogger che leggo quotidianamente.
    E quindi, andassero a fare in culo quelli i cvitici e i censovi.
    Post splendido.
    Cazzo, ho superato le cinque righe 😀

  11. E’ bello fare il blogger! :)
    E la cosa migliore è proprio quella che sul proprio spazietto si può dire quello che si vuole.

    1. Author

      Eh… e per il momento, diciamo che va bene così. Anche se la situazione sembra stia precipitando… ^^’

  12. Post monumentale! Si fottano gli invidiosi, i troll e i cagacazzi. Che poi, dico: “Fatto tanto per cazzeggio”, un paio di palle. I vostri blog sono delle piccole testate con articoli e rubriche regolari. Chi cazzeggia, siamo noi altri che postiamo una volta ogni tanto, ma lo sappiamo – oddio, io almeno lo so, gli altri boh – e di conseguenza non ci diamo Lammerda© (qui “darsi della merda” significa “darsi delle arie” spesso ingiustificate, non so da voi). Lo vado ripetendo da anni: hanno inventato la gente per rompere i coglioni alle persone. Ecco.

    1. Author

      No, qui mi sa che diciamo “darsi delle arie” sì sì. u.u
      Ma il fatto è che se non contiamo nulla, perché darci tanta importanza? E mi riferisco a certi professionisti che mal digeriscono i blogger. È palese la contraddizione e ovvie le conseguenze e le implicazioni di tale ostilità. Ma si sa, noi siamo invidiosi perché non riusciamo là dove loro invece sì. Poi finiscono a scrivere che la Satta ha fatto infortunare il calciatore a furia di dai e dai. Ecco, io con un servizio così mi sentirei realizzato a livello professionale. Sicuro. u.u
      E grazie. 😉

  13. Bellissimi gli aneddoti su tuo padre Hell,doveva essere uno tosto sul serio.Condivido la tua linea pensiero,tra il non essere pagato e fare lo schiavo e non essere pagato e fare quelllo che voglio io c’è una notevole differenza.E vadano a farsi un giro dove-dico-io quelli che affermano il contrario.E per la cronaca nemmeno a me farebbe schifo fare del mio blog un attività con cui campare:-)

  14. Author

    Mio padre era un tipo particolare, lo ha dimostrato fino alla fine.
    :)

    Non sarebbe male vivere così, Fra. Ce lo auguriamo tutti.
    Grazie.

  15. Alla fine molto è legato al rispetto. Ti criticano ma vengono a leggerti, sparlano di quello che dici ma non fanno niente di meglio (o addirittura nulla in assoluto). Dalle mie parti dicono che chi non fa non sbaglia, avrebbero dovuto aggiungere che poi si comportano come quei vecchietti che vanno davanti ai cantieri a dire agli operai come si lavora.

    Ne vale la pena? Sbattersi, scrivere, parlare, eccetera? Per i soldi no dato che non ce ne sono. Vita sociale? Vogliamo scherzare, vero?
    Eppure si continua. Perché farsi mettere a cuccia è qualcosa che non riusciamo a capire, proprio non passa come concetto.

    1. Author

      @Marco
      Thanks! 😉

      @Angelo
      Ecco, ottima sintesi. È il farsi mettere a cuccia che non va giù. Proprio no. Specie quando l’alternativa è… ma qual è l’alternativa?

  16. Come già detto altre volte: finché ti va e ti dà piacere, continua.
    Ma che ti (vi) frega di tutto il resto?
    Hai i tuoi lettori, persone che ti vogliono bene e che ti seguono e che, mi pare, siano anche in lento ma costante aumento.
    C’è chi tira avanti con molto, molto meno. 😉

    E poi, due parole sui giornali “veri”.
    Dal 1998 al 2003 ho lavorato in una casa editrice che pubblica varie testate, almeno due delle quali sicuramente conosci ma che mai nominerò perché non si meritano neanche la più piccola forma di pubblicità.
    Dopo aver lavorato lì, ho smesso di comprare riviste di qualsiasi tipo.
    Ho capito come funziona.
    E ho iniziato a leggere i blog, e, più tardi, ho provato a metterne su uno mio.
    I tempi cambiano, e continuano a cambiare.
    Tu o io o altri siamo figli di questo cambiamento. C’è chi non è riuscito ad adattarsi, e resta ancorato a vecchi schemi che non funzionano più, campicchiando sul fatto che, in Italia, i cambiamenti culturali (ma non solo) sono lentissimi.
    Ma, sotto sotto, anche loro sanno che la pacchia è finita.

    1. Author

      Grazie Luca, soprattutto della tua testimonianza.
      Lo sai, ogni tanto gliene devo dire quattro, a questi signori. Poi mi sento meglio. 😀

  17. Epico!
    Leggere un post del genere, come novizio in questo campo, mi fa capire che ho fatto bene a intraprendere questa via 😀 😀

    1. Author

      Mah, non so se hai fatto bene, ma una volta che ci sei è difficile staccare. Questione di non voler mai chinare la testa, come diceva Angelo poco più su. 😉

  18. Buongiorno,

    sono capitato per caso sul tuo blog (qualcuno l’ha inserito in un social “ZIC-ZAC”) e l’ho letto.
    Beh, devo dire che m’è piaciuto e ti faccio i miei complimenti, per quello che possono valere.
    Anzi, a dire il vero penso che qualche branuccio dei tuoi li copierò (naturalmente linkandoli col tuo) perchè m’è venuta una mezza idea da inserire nel mio.
    Inutile dire che condivido il tuo pensiero anche nella punteggiatura a cui aggiungerei (se consentito) anche l’opzione che ci possono essere (esistono?) altri bloggers che lo fanno per aiutare un dato settore delle loro conoscenze.
    E anche per rompere un pò le balle a chi le racconta “istituzionalmente”.
    Grazie per l’ospitalità e … continua.

    1. Author

      Ciao, Luciano. E benvenuto.
      Grazie dei complimenti e fai pure, linka o cita quanto ti pare.

      Dunque, la moderazione è velida solo sul primo commento, quindi d’ora in avanti, via libera. Per l’avatar, se lo vuoi cambiare devi recarti su it.gravatar.com e farti un profilo gratuito. Ti verrà assegnato un avatar universale che sarà valido su tutti i siti che supportano il sistema gravatar, di solito tutti i blog wordpress e via dicendo, però, devi inserire la stessa mail.

      😉

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